21.4.17

Il Processo Azzurrostellato. Spettacolo allo Iacovone, questa Paganese può volare!


Il recupero col Taranto non poteva che essere più dolce per la Paganese. La squadra campana ha vinto la sfida coi calabresi e si è piazzata sempre all’ottavo posto in classifica. Un successo maturato dopo una gara giocata con un’intensità a dir poco impressionante. Nessuno ha deluso, ma tutti hanno sono scesi in campo dando il massimo per novanta minuti.

Partiti a razzo, dopo soli 10 minuti Firenze ha trovato il vantaggio. Il calciatore, uno dei migliori in campo, ha sfiorato la doppietta personale in più occasioni senza però trovarla. Il Taranto stenta a reagire e sul finire del primo tempo ecco l’episodio che cambia la partita. Fallo da ultimo uomo per De Nicola ed espulsione in evitabile. Penalty per gli azzurrostellati che mandano sul dischetto Cicerelli, l’esterno non sbaglia e fa 2-0. La ripresa scorre quindi veloce. Ecco altre altre due reti, firmate da Reginaldo e Parlati. Proprio su questi due giocatori possiamo aprire un’importante parentesi.

Entrambi non sono partiti dall’inizio, ma vengono mandati in campo da Grassadonia nel secondo tempo. Nonostante la gara sia in ghiaccio i due attaccanti non sdegnano l’impegno. In mezzo di mezz’ora sia l’uno che l’altro trovano la gioia personale. Una dimostrazione di quanto sia importante avere la panchina pronta in ogni occasione. Il merito di tutto ciò va soprattutto all’allenatore, capace di portare una squadra dalla zona retrocessione a quella play-off. Un piccolo miracolo che si può potrebbe capitalizzare con un successo nella prossima sfida col Siracusa.

Avere la certezza, con due giornate di anticipo, della partecipazione alla fase finale del torneo, sarebbe una grande soddisfazione. Poi una volta arrivati ai play-off tutto è possibile.

Allo Iacovone però c’è già la prima grande sicurezza, questa Paganese può volare. Una volta che ha spiccato il volo è difficile fermarla. Se ne è accorto oggi il Taranto, che in pochi casi è riuscita a fermare Firenze. Il talento ex Crotone è stato autore di una prestazione eccellente. Ha causato scompiglio nella difesa avversaria e nel trio d’attacco è devastante. Altra nota positiva è sicuramente Zerbo. Lui ha propiziato il fallo di De Nicola per il rigore, e sempre lui ha garantito una prestazione dove non ci sono state sbavature. Inoltre da rilevare l’imbattibilità di Liverani. Leader silenzioso, capace di sbarrare la strada a Balzano per ben due volte.

Da questi particolari passa il futuro di un club che ha trasformato un sogno in realtà, e che arrivato a questo punto, non vuole fermarsi.

Gaetano Scotto di Rinaldi

I primi verdetti del girone C: al Foggia basta un punto per la B, Paganese con un piede nei playoff.

Con la gara Taranto-Paganese che è stata recuperata, mancano tre giornate al termine del campionato per tutte e 20 le compagini del girone C di Lega Pro. In questo momento, quindi, è già possibile pensare a quelli che sono gli scenari di classifica, a 270' dal termine della stagione regolare. Diversi sono già i verdetti che il campionato ha emanato. In attesa dell'aritmetica promozione in Serie B del Foggia, a cui manca un solo punto, il Lecce si può accontentare del secondo posto matematico. I salentini, infatti, hanno undici punti di vantaggio sul Matera che quindi non potrà più raggiungere la piazza d'onore. Nulla di preoccupante per i lucani: anche loro, così come ilLecce, non parteciperanno al primo turno dei playoff ma accederanno direttamente al secondo turno. Il Matera, infatti, è finalista di Coppa Italia e, seppur dovesse perdere la finale di ritorno contro il Venezia (all'andata si imposero 1-0 i ragazzi di Auteri), sarebbe comunque al secondo turno in quanto i lagunari hanno già festeggiato l'approdo in B sabato scorso.

Per questo motivo, ora è ufficiale l'allargamento dei playoff, solo per il girone C, sino all'undicesimo posto. Così,Juve Stabia e Siracusa sono già certe di partecipare alla post season, mentre manca un solo punto a Cosenza eVirtus Francavilla per assicurarsi la certezza matematica di disputare i playoff. Per quanto riguarda la Paganese, attualmente ottava, l'obiettivo è quello di acciuffare la settima posizione per disputare il primo turno in casa. La sicurezza aritmetica la squadra azzurrostellata non ce l'ha ancora, ma dovrebbe bastare una vittoria anche in virtù dello scontro diretto che ci sarà all'ultima giornata fra Casertana e Catania. In lizza per gli altri posti ci sono proprio queste due formazioni, più Unicusano Fondi e Fidelis Andria. Per la posizione, rilevante ai fini della definizione della griglia, saranno ovviamente decisive le ultime tre giornate e occhio alla classifica avulsa, in caso di arrivo a pari punti. La Paganese è in svantaggio negli scontri diretti con Casertana (0-1 all'andata e 2-0 al ritorno) e Fidelis Andria (2-0 all'andata e 1-1 al ritorno), mentre è parità con Catania (2-1 al Massimino e 2-1 al Torre) eUnicusano Fondi (3-1 al Purificato e 2-0 a Pagani, non valgono doppio i gol in trasferta): sarà fondamentale la differenza reti, con la squadra di Grassadonia al momento in vantaggio su tutte (+9). 

Niente è ancora scritto in coda. Dal Messina in giù (teoricamente anche il Catania non è aritmeticamente salvo) sono tutte impelagate nella lotta per non retrocedere e solo tre squadre eviteranno i playout. Spareggi che con tutta probabilità non potrà comunque evitare il Taranto, a -8 dalla salvezza diretta.

Danilo Sorrentino
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La partita del tifoso - Non ragioniam di loro...

I meno giovani come voi… Vabbè, i meno giovani come noi, ricorderanno il simpaticissimo programma condotto daRenzo Arbore “Indietro tutta”, in particolare lo sketch “Che sta pensando quiz?” (quiz in cui bisognava indovinare cosa stesse pensando una persona in atteggiamento pensieroso). Ebbene, cosa avrà pensato Stefano Maiorano ieri? Qui consentitemi una divagazione. Avevo proposto questo innocente - e secondo me simpatico - gioco agli amici di un gruppo di WhatsApp (loro sanno a chi mi riferisco) e mi hanno letteralmente ignorato. Sappiate che non è bello avere di questi atteggiamenti, soprattutto nei confronti dell’ultimo arrivato. Questo si chiama mobbing. Rischiate seriamente di mortificare il mio ego, incrinare la fiducia in me stesso. E mi rincresce che neanche “’o spion” e l’amico suo (assidui frequentatori di lande desolate e di categoria inferiore), di solito sempre solidali con me e partecipi delle mie fesserie, abbiano ritenuto opportuno perdere un solo minuto del loro preziosissimo tempo, per dedicarne un po’ al mio gioco. Contenti voi…Andiamo avanti, perché, come direbbe Virgilioal Sommo Poeta: “non ragioniam di lor, ma guarda e passa”. Dicevo… Cosa staranno pensando tutti i calciatori che erano qui, fino a gennaio? Immagino che, proprio come nella famosa trasmissione, saranno tutti quanti con un’espressione inebetita, incapaci a trovare almeno un solo motivo che possa spiegare la metamorfosi avvenuta nella nostra squadra. Mi sa che il motivo è proprio il fatto che loro giocano altrove, mentre noi abbiamo trovato dei giovani di valore, con la voglia di emergere e affermarsi. E chi lo avrebbe mai detto! Se è vero che ammettere di avere torto e rivedere le proprie opinioni, dando ragione a chi merita e chi la pensa differentemente da noi, è da persone intelligenti, ebbene, a Pagani, almeno sponda tifoseria, siamo dotati di un quoziente intellettivo sopra la media mondiale, oserei dire. Adesso abbiamo tutti rettificato la nostra opinione iniziale, il nostro scetticismo e sfiducia nel finale di campionato.

Ora veniamo alla più stringente attualità, come direbbe un conduttore del TG1. Quella di Taranto, più che una partita di calcio è sembrata un film di guerra, di quelli che guardavo da piccolo e che vedeva contrapposti l’esercito americano e gli indiani. Gli uni (gli americani) armati fino ai denti delle più letali armi di distruzione di massa dell’epoca, gli altri (gli indiani) che si arrangiavano come potevano, ancora con le frecce, l’arco, le capate e le gomitate. Insomma, non c’era storia nel film, così come non c’è stata partita a Taranto. A dire il vero, un po’ era nell’aria la zingarata di Taranto; c’erano effettivamente tutti i presupposti: noi in grande spolvero, con la consapevolezza di essere in un periodo di grazia, loro, poverini, che più raffazzonati e inguaiati non potevano essere. Diciamo che c’era da scommetterci che avremmo vinto. Ecco qua. E mo ci intossichiamo! La finite o no con queste storie dei flussi anomali di giocate? Possibile che non riuscite a pensare ad altro? Possibile che tra poco scommettete pure se domani pioverà o uscirà il sole? Non vi siete stancati? Non vi sentite ridicoli almeno un po’? Come fate a dire ogni volta la stessa cosa: se perdiamo in casa, ce la siamo venduta la partita; se vinciamo in trasferta, ce la siamo comprata (sempre la partita, è chiaro). Vi rendete conto che conoscete il risultato esatto, marcatori compresi, ma sempre dopo la partita? Io sono un po’ all’antica, questo è vero, ma quanto erano belli i tempi in cui il chiodo fisso, per un uomo, era, in ordine (non necessariamente d’importanza): il macchinone, la squadra del cuore e le femmine. Il vostro chiodo fisso invece? ‘A bullett! Che tristezza.

Eh, per fortuna che ci hanno pensato Firenze & co. a rallegrarmi la giornata. Che gol ha fatto il nostro numero 10?! A ‘sto giro, il buon capitano di giornata, in versione accelerato per Battipaglia, ha affondato il coltello, anziché usare il cucchiaio. Reginaldo ha fatto un pezzo dei suoi (a proposito, in bocca al lupo a Magri per il mal di testa). Voglio porre sotto i riflettori, l’autore dell’ultimo gol: Parlati. Credo fortemente che uno dei segreti (neanche tanto segreto poi) di questo cammino imperioso sia davvero il gruppo, come sostiene il mister. Parlati è entrato dalla panchina carico come una molla, si è lanciato come un ossesso su un pallone vagante a centrocampo, con la partita virtualmente finita. Il ragazzo ha trovato anche un bel gol. Vorrei, a tal proposito, lanciare una campagna di sensibilizzazione: chi può, accorresse al campo di allenamento per abbracciare questo ragazzo e gioire con lui per il primo gol (almeno credo) tra i professionisti. Quei fetenti dei compagni di squadra, mentre il piccolo Samuele non sapeva cosa fare, tanta era la gioia per il gol, non l’hanno degnato di uno sguardo, di un abbraccio, di una pacca sulla spalla. Sai, Samuele, ti capisco: anche io, come te, sono vittima di bullismo, come ho scritto prima e quindi hai tutta la mia solidarietà. Cosa vuoi farci? Tipi come i miei amici WhatsAppari, i tuoi compagni di squadra e i bullettari del “tanto lo sapevo già che finiva così, lo stanno dicendo da giorni”, non meritano la nostra attenzione. Anche per loro, soprattutto per i bullettari, restano valide le parole di Virgilio al Sommo Poeta: “non ragioniam di lor, ma guarda e passa”.

Alberto Maria Cesarano
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20.4.17

La Paganese vista da...Nocera! - Due mesi da extraterrestri.

Facile, troppo facile, tutto troppo esageratamente facile. E' una Paganese straripante quella che asfalta i resti delTaranto, nel suo tempio calcistico, desolatamente abbandonato al suo destino. Avvio al fulmicotone, dove unaPaganese ridisegnata dal tecnico Grassadonia che tiene conto degli incontri ravvicinati ma non cambia la sostanza. Lasciati in panchina i vari Reginaldo e Carillo oltre a Picone e agli infortunati come Pestrin ed Herrera laPaganese mostra tutta la sua determinazione sfoggiando, senza nemmeno troppo impegnarsi, tutto il suo repertorio offensivo. Cala il poker allo Iacovone ma potevano essere cinque, sei, sette le reti se si conta la traversa diCicerelli e il palo di Firenze che ha fallito altre tre occasioni incredibili. Il pareggio con la Vibonese aveva lasciato l'amaro in bocca, esagerando, ma i ragazzi terribili di Grassadonia hanno subito rimediato alla giornata particolare vissuta contro la buona Vibonese e fanno il loro dovere nella pur sempre difficile trasferta di Taranto.
Sembra tutto troppo facile, ma chi osa avere il pudore di ammettere che quello a cui stiamo assistendo da gennaio in poi era prevedibile, non è umano ma extraterrestre. Forse non ci si rende conto dell'impresa che questa Paganeseci sta regalando, o forse ce ne renderemo conto tra qualche anno quando la racconterò in qualche rubrica storica delle mie. Come quella che ho descritto in settimana, rievocando il qurantennale dell'epica sfida con il Bari. Sarà coincidenza o cos'altro ma a Pagani si sogna....non la serie B ma il gusto di sognare, senza grilli per la testa. Proprio la testa e la sua leggerezza di pensiero saranno gli elementi chimici che ci porteranno lontano in quest'avventura che sta prendendo i contorni della favola. Firenze e compagni da gennaio continuano a mietere vittorie su vittorie, ormai in trasferta non fanno più numero, regalando gioie mai provate prima nei precedenti campionati in Lega Pro. A Taranto sbanchiamo uno stadio che ha visto altri palcoscenici passseggiando con la spavalderia di chi ha il vento in poppa. Mi fermo, rifletto, cerco di pensare, di scavare tra gli archivi per trovare qualcosa di simile ma non ci riesco su due piedi. E' qualcosa di straordinario, impensabile quello che sta combinando questa Paganese. Roba da invidia per chi ci segue da vicino e da lontano, per chi ci dava per morti e sepolti ed invece negli ultimi due mesi è avvenuto qualcosa di stratosferico. Aggiorno ancora una volta il borsino dei numeri, a me tanto cari, che fanno parte già della storia: nelle ultime 11 partite, 8 vittorie, di cui 5 in trasferta, 2 pareggied 1 sconfitta a Foggia, la squadra che si appresta a vincere il campionato. Roba da extraterrestri, da Goldrake, da Jeeg-Robot ....roba d'altri tempi insomma. Roba mai vista prima.

Peppe Nocera
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Taranto-Paganese 0-4: il Pagellone di PaganeseMania.

Difesa solida, centrocampisti sul velluto, attacco che macina gol

LIVERANI 6.5 - Nell'unica azione pericolosa del Taranto risponde presente sulla doppia conclusione di Balzano mantenendo la porta inviolata, così come si fa trovare pronto anche sulla conclusione di Potenza all'80'. Nelle ultime 11 partite sono 6 i clean sheet per questo portiere che dal suo arrivo ha fornito ampie garanzie al pacchetto arretrato.

LONGO 6.5 - Schierato a sorpresa da Grassadonia, innesca un bel duello su quella corsia con Emmausso. E' bravo a non farsi mai saltare e nel primo tempo è devastante con le sue galoppate. Da un suo perfetto cross Cicerelli coglie una clamorosa traversa.

DE SANTIS 6.5 - Con Alcibiade forma una solida coppia difensiva che contiene senza problemi il terminale offensivo ionico. Rischia con quel braccio galeotto in avvio di ripresa.

ALCIBIADE 6.5 - Annulla Cobelli nei primi 45' e poi, senza un riferimento offensivo per l'uscita dal campo dell'argentino, ha vita facile per tutta la partita. Rimedia un'evitabile ammonizione nel secondo tempo.

DELLA CORTE 6 - Rientra dall'infortunio alla caviglia e un po' a sorpresa è subito titolare. Soffre l'intraprendenza e lo spunto di Potenza che lo mette in difficoltà nei primi 10'. Poi è ordinaria amministrazione fino al cambio che lo fa rifiatare e recuperare in vista della prossima sfida.

TASCONE 6 - Impiegato costantemente, sta accusando le troppe partite ravvicinate. Non è brillante come nelle precedenti partite. Ma grinta e cattiveria non gli mancano mai.

TAGLIAVACCHE 7 - Non fa assolutamente rimpiangere Pestrin, anzi la manovra sembra più fluida. Quando può allarga il gioco oppure velocizza la giocata appoggiandosi sui difensori. Le sue movenze ricordano Matic del Chelsea, con le dovute proporzioni è chiaro.

MAURI 6.5 - Dal punto di vista fisico è il più in forma, e lo si vede quando nel secondo tempo è lui a condurre la maggior parte dei contropiedi, sfruttando le praterie lasciate dal Taranto. Oggi è difficile togliergli il pallone, perchè è dotato di una buona tecnica individuale e quando è in forma può davvero essere un uomo in più in mediana.

ZERBO 6.5 - Nella prima parte di gara lo si vede poco, e quando lo fa è molto sconclusionato. Poi guadagna il calcio di rigore del 2-0 costringendo il Taranto a giocare tutta la ripresa in dieci uomini. Nel secondo tempo da una sua azione personale, Firenze rischia di segnare un altro gran gol.

FIRENZE 7.5 - Porta in vantaggio la Paganese con un eurogol alla Del Piero o alla Dybala secondo Sportube. Rispetto alla partita con la Vibonese, risulta molto più determinante nel ruolo di falso nueve. Nel secondo tempo su una serpentina di Zerbo, di tacco colpisce il palo. Poi spreca altre due colossali palle gol. Un po' sprecone ma sono comunque dieci in campionato (otto con gli azzurri, più due col Siena).

CICERELLI 8 - Quest'oggi non c'è storia: salta costantemente l'avversario, coglie una traversa clamorosa con uno stacco imperioso a sovrastare l'acciaccato De Giorgi. Poi trasforma il rigore del 2-0 e serve i due assist che chiuderanno il match, prima a Reginaldo e poi a Parlati, senza contare che anche sull'1-0 è lui ad appoggiare a Firenze. Immarcabile.

REGINALDO 6.5 - Il puntero brasiliano ritorna dopo la tendinopatia accusata la scorsa settimana ed è autore di diverse sponde che Firenze e gli altri sprecano in più di un'occasione. Poi quando Cicerelli, da terra lo serve, sigla il 3-0 e l'undicesima rete stagionale.

PICONE 6 - Entra al posto di Della Corte, si posiziona a sinistra prima e a destra poi. Ordinaria amministrazione.

PARLATI 6.5 - Prima rete stagionale per un giocatore ricomparso ultimamente nei radar del tecnico dopo un lungo numero di panchine. Ottimo l'impatto col match nel quarto d'ora concessagli da Grassadonia. Appena entrato, dialoga con Reginaldo e con un esterno destro impegna Contini, poi ringrazia Cicerelli e sigla il 4-0 finale.

GRASSADONIA 7.5 - A Taranto sfodera l'ennesimo capolavoro tattico del campionato. La Paganese gioca che fa stropicciare gli occhi e, anche senza Reginaldo dall'inizio, Bollino e Carillo rimasti in panchina per 90', Herrera e Pestrin infortunati, si esprime al meglio. Piovono occasioni da rete, ancora una volta gli azzurrostellati realizzano un poker in trasferta. E' il vero top player.

Alfonso Esposito
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19.4.17

Taranto-Paganese 0-4: quello che si era prospettato come un sogno adesso è a portata di mano.


Nella foto, tratta da Sportube, il momento dell’atterramento di Zerbo in piena area che causerà il rigore realizzato poi da Cicerelli

di Nino Ruggiero

Si, stavolta si fa proprio sul serio; non ci sono dubbi. Una vittoria tanto corposa e indiscutibile in trasferta proprio non la ricordo per quanto stia cercando di rimestare tra i tanti ricordi.
Quattro gol, e potevano essere ancora di più, contro un Taranto che nella prima parte del campionato non era apparso tanto dimesso e sfasato, e che a Pagani era riuscito a rimediare un pareggio con un “tuffo” di Bollino.

Vince a mani basse la Paganese, anche se inizialmente rinuncia a Reginaldo, sostituito da un redivivo Zerbo, a Picone e a Bollino. Partita dall’esito quasi scontato, tanto evidente appare fin dai primi minuti la differenza di passo fra le due squadre. Il primo sigillo per la Paganese a garanzia di una vittoria, mai messa in discussione, dopo pochi minuti di gioco è opera di Firenze (e siamo a otto, se non erro) che dal limite dell’area, con un tocco felpato di interno destro, mira all’angolino alto alla sinistra del portiere Contino; un gol chirurgico messo a segno da un calciatore che non smentisce le sue dichiarate attitudini al gol. La Paganese dilaga e potrebbe segnare in più di una occasione; prende anche una traversa clamorosa con un azzeccato colpo di testa di Cicerelli, fra i migliori per gli azzurro-stellati. Bisogna però aspettare gli ultimi minuti del primo tempo per il raddoppio che arriva su calcio di rigore realizzato da Cicerelli. Stavolta niente “cucchiaio”: portiere da una parte e tiro rasoterra dall’altra.

Nella ripresa la musica non cambia. Il Taranto ce la mette tutta nel tentativo di ridurre le distanze e in qualche occasione anche Liverani deve dimostrare di essere pronto e attento. Ma è la Paganese che va vicina alla segnatura con un tacco di Firenze su servizio di Zerbo che termina lemme lemme la sua corsa sul palo. Entra Reginaldo al posto di Zerbo, e gli azzurro-stellati si esibiscono in duetti che sanno di brodo di giuggiole grazie all’intesa Reginaldo-Firenze; quest’ultimo fallisce per due volte consecutive la più che meritata doppietta personale. Non fallisce, invece, Reginaldo che, servito da Cicerelli, ipnotizza il suo angelo custode e da due passi gira a rete fulminando Contini. C’è tempo anche per il quarto gol messo a segno dal giovane Parlati; un giusto premio per il centrocampista entrato al posto di Tascone.

Ecco, adesso quello che si era prospettato come un sogno è a portata di mano. I play-off sono lì, a due passi quando mancano solo tre gare alla fine. Alzi la mano chi credeva nelle potenzialità di questa squadra a gennaio inoltrato. Cosa è successo, allora? Realtà e fantasia oggi si confondono in un turbinio di emozioni senza fine. Miracolo, o cos’altro?

Nino Ruggiero

Grassadonia esalta il gruppo: "E' la vittoria della squadra. Ora niente calcoli".


Gianluca Grassadonia fa incetta di complimenti anche a Taranto. Gli dicono che forse è il migliore della categoria, che è il vero artefice di questa risalita della Paganese, ma lui mantiene il solito aplomb e si definisce solo una"componente di un buon mix". "Il segreto è avere una società che non ci ha fatto mai mancare nulla e che ha saputo aspettare anche nei momenti difficili. A settembre siamo partiti tardi ma i direttori Ferrigno e Bocchetti sono stati bravi a costruire una buona squadra, a gennaio abbiamo fatto una vera e propria rivoluzione con venti operazioni di mercato fra entrata ed uscita. Noi abbiamo lavorato tanto per far crescere questi giovani, ma il merito è di un gruppo di giocatori che ci segue e di uno staff che lavora e completa l'opera". Anche il successo di Taranto, per nulla casuale, Grassadonia lo condivide con i suoi ragazzi. "Venivamo da un buon momento, ma nutrivamo profondo rispetto per il Taranto. Era una gara importante per entrambe, l'episodio stavolta ha girato a nostro favore e siamo stati bravi a sfruttarlo. Dopo l'1-0 la squadra ha preso coraggio e ha portato a casa una vittoria importante, che ci dà morale e che ci proietta certamente verso i playoff. Questa è la vittoria del gruppo, abbiamo giocato appena tre giorni fa e ho dato fondo a tutto l'organico a disposizione, facendolo ruotare. Reginaldo e Della Corte non erano al top, abbiamo fatto respirare chi ne aveva bisogno e chi è sceso in campo ha dato il massimo. Bollino fuori? Non ha giocato per turnover, finora aveva giocato sempre tranne a Foggia dove è subentrato, aveva bisogno di rifiatare anche perchè giochiamo domenica a Siracusa. E' rimasto fuori anche Carillo, chi è entrato ha sfruttato l'occasione".

Un unico neo c'è stato, ossia quello di aver rischiato, sul 2-0, di far rientrare in partita il Taranto. "Lì mi sono molto arrabbiato - sottolinea Grassadonia - perchè dovevamo fare cose diverse, magari palleggiare di più come al primo tempo, ma c'erano ragazzi che non ne avevano più nelle gambe. Il Taranto ha avuto una reazione e qualche occasione per riaprirla, ha cercato in ogni modo di rientrare in partita, ha lottato nelle difficoltà, purtroppo per loro non è un momento semplice. Quando perdi al 92' come domenica scorsa è dura, ma è una squadra che anche in dieci ha cercato di fare qualcosa per rientrare in partita. C'era rigore per il Taranto? Ero distante e sinceramente non ho neppure chiesto negli spogliatoi". 

Ora che la Paganese ha un piede nei playoff - se non qualcosa in più - è lecito lottare per il miglior piazzamento che garantirebbe un vantaggio nel primo turno. "La classifica non l'ho guardata, in questo momento non contano calcoli ma bisogna pedalare forte per scalare posizioni. Dalla gara col Fondi in poi ci siamo detti di difendere questa posizione e migliorarla, dopo queste tre partite vedremo dove saremo".

Danilo Sorrentino
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Top&Flop di Taranto-Paganese 0-4.

TOP

Francesco Potenza (Taranto)
: nel buio totale, l'unico spiraglio di luce in casa Taranto è quello che offre Francesco Potenza, che per tutta la gara mette grinta, impegno e determinazione, cosa che invece è mancata ai suoi compagni, oggi tutti al di sotto della sufficienza. GRINTOSO
Emanuele Cicerelli (Paganese): prestazione da 8 in pagella per il laterale d'attaco ospite che sulla sua fascia di competenza fa il bello e il cattivo tempo, ridicolizzando la difesa ionica. Nel primo tempo fornisce a Firenze l'assist per il gol del vantaggio e successivamente realizza il rigore del 2-0. Nella ripresa non ferma la sua marcia, continuando a macinare assist per i compagni e giocate di alta scuola. PREZIOSO

FLOP

La resa incondizionata del Taranto
: ormai le questioni tecnico-tattiche lasciano il tempo che trovano perché il Taranto ormai ha deciso di alzare bianca in questo campionato. Questo è quello che si intuisce dall'ennessima prestazione "grigia" fatta da una squadra svuotata mentalmente, rassegnata alla retrocessione e che, soprattutto, non ha più intenzione di lottare. Ora come ora servirebbe più di un miracolo per evitare la retrocessione diretta e agguantare l'ultimo treno dei playout. ARRENDEVOLE

Nessuno della Paganese: vittoria fuori casa per 4-0, gioco spumeggiante, playoff ipotecati e zona alta della classifica a portata di mano. Impossibile chiedere di più, impossibile trovare un "Flop" quest'oggi. TUTTI PROMOSSI

da www.tuttolegapro.com

Una Paganese senza freni "schianta" un Taranto ormai rassegnato.

Una Paganese senza freni "schianta" un Taranto ormai rassegnato e svogliato per 4-0, ipoteca l'accesso ai playoff e mette in serissimi guai gli ionici che ora occupano l'ultima posizione con 30 punti, uno in meno del Melfi, prossima avversaria della squadra di Ciullo. E' stata una gara senza storia, praticamente già chiusa nel primo tempo, quando gli uomini di Grassadonia oltre ad essere avanti per 2-0, grazie ai gol di Firenze e Cicerelli, su rigore si sono ritrovati con l'uomo in più, causa l'espulsione di Di Nicola per fallo da ultimo uomo ai danni di Zerbo nell'occasione del rigore. Nella ripresa, tuttavia, il Taranto ha provato a reagire e forse meritava anche un calcio di rigore, non assegnato dall'arbitro nonostante un netto intervento di mano da parte di Alcibiade. Nella parte finale di gara la Paganese ha arrotondato il punteggio con le reti di Reginaldo e Parlati che hanno fissato il punteggio sul 4-0 finale. Grazie a questa vittoria, i campani volano a quota 49 punti e inisida seriamente Cosenza e Virtus Franavilla, ora distanti appena 2 punti. Una sconfitta, invece, che ormai sa di condanna per la squadra di Ciullo che ormai sembra destinata in maniera crudele e triste alla retrocessione in Serie D.

da www.tuttolegapro.com

Mister Grassadonia: "Siamo scesi in campo con molto rispetto per il Taranto. Il nostro segreto è la società".

Ecco le dichiarazioni a caldo di Gianluca Grassadonia nel post partita di Taranto. Il match è terminato 0-4 per la Paganese.

"Pur venendo da un ottimo momento, siamo scesi in campo con molto rispetto per il Taranto. L'episodio questa volta è girato a nostro favore, mi riferisco al gol di Firenze, che ha messo la partita in discesa. Abbiamo affrontato questa partita con molte difficoltà, con giocatori non al meglio che hanno dovuto riposare. Nella ripresa, i rossoblu hanno avuto una reazione con l'uomo in meno. E' evidente che la squadra di Ciullo in questo momento sia in difficoltà. Quando subisci una sconfitta all'ultimo minuto come è successo sabato con il Monopoli, fai molta fatica a ripartire. Devo dire che al Taranto non gira bene in questo momento. Il segreto della Paganese? In assoluto la società, che ci sta sempre vicina e non ci fa mai mancare nulla. Poi l'ottimo lavoro dei direttori Bocchetti e Ferrigno che mi hanno messo a disposizione un gruppo di calciatori valido nonostante la partenza in ritardo e la rivoluzione di gennaio".

Da www.blunote.com

La Paganese danza sui resti di un Taranto alla deriva.


Ottava sconfitta casalinga stagionale per un Taranto in disarmo, che si arrende anche alla Paganese. I campani passeggiano allo "Iacovone", diventato ormai terra di conquista per tutti, danzando sulle ceneri di una squadra, quella rossoblu, alla deriva e a un passo dal ritorno in Serie D dopo appena un anno in Lega Pro grazie al ripescaggio. Con due gol per tempo, la Paganese porta a casa il risultato pieno consolidandosi nella zona playoff.

Primo tempo: Nel giro di tre minuti il Taranto si rende pericoloso due volte: al 3' tiro dalla distanza di Paolucci sopra la traversa e al 5' lo stesso centrocampista si inserisce in area e spara alto. Al 9', al primo affondo, gli ospiti passano in vantaggio con un tiro da lontano a mezza altezza di Firenze. Contini sorpreso, Taranto sotto schock. La reazione è sterile e giunge solo al 18' con un tiro debole di De Giorgi. Al 26' traversone dalla destra per gli ospiti, colpo di testa di Cicerelli, palla sulla traversa. È il 32' quando Potenza serve Emmausso, che dal limite dell'area spedisce tra le braccia del portiere. Un minuto dopo Ciullo perde De Giorgi per infortunio, al suo posto Balzano. Al 37' Potenza crossa dalla destra, Cobelli in area di testa butta fuori. Al 39' Emmausso in area con una conclusione bassa mette in difficoltà Liverani. Scocca il 44' quando Zerbo in area viene atterrato maldestramente da Di Nicola: l'arbitro indica il rigore ed espelle il difensore rossoblù. Sul dischetto Cicerelli spiazza Contini e raddoppia il punteggio. Gli ionici in dieci non hanno nemmeno un accenno di reazione e chiudono la frazione, dopo tre minuti di recupero, con un doppio svantaggio.

Secondo tempo: In inferiorità numerica, al 5' Ciullo toglie un evanescente Cobelli per il centrocampista Maiorano. Al 12' ospiti vicino al tris con Zerbo che dalla destra serve Firenze, il quale in area colpisce il palo. Dopo sessanta secondi, Grassadonia toglie Zerbo e inserisce Reginaldo. Il Taranto è nervoso e ne paga le conseguenze Nigro, ammonito per proteste. Al 18' fuori Emmausso, dentro Magnaghi. Al 19' Picone sostituisce Della Corte. Un minuto dopo Firenze con una bordata in area tocca la parte esterna della rete. Al 23' Potenza crossa per Magnaghi, che due volte si fa respingere da Liverani. Al 24' tiro da fuori di Potenza, palla messa in corner. Al 26' bella giocata in area dei campani con Cicerelli, Reginaldo e Firenze, con quest'ultimo che sbaglia la battuta finale. È il 29' quando Tascone lascia il campo a Parlati. Alcibiade si fa ammonire al 32' per un fallo a centrocampo. Poco dopo Magnaghi pericoloso in area con una girata che termina fuori. Al 33' Reginaldo segna la terza rete con un tiro all'altezza del dischetto. Iacovone stordito, il pubblico comincia ad abbandonare gli spalti. Al 44' la Paganese cala il poker: palla dalla sinistra al centro dell'area, Parlati tutto solo segna il quarto gol. Difesa rossoblù in bambola. Il signor Andreini concede tre minuti di recupero, ma non succede più nulla. Finisce 0-4 per i campani e il Taranto è sempre più ultimo.

da www.blunote.it

Poker e show Paganese: segna tutto l'attacco, gioia anche per Parlati.


Veder giocare questa squadra è uno spettacolo. Occasioni da gol a grappoli, un'altra goleada ed una solidità difensiva da far venire i brividi anche alle squadre di vertice. I playoff sono sempre più vicini per la Paganese, che fa la voce grossa a Taranto imponendo addirittura uno 0-4 senza appello. A segno subito Firenze con un gran gol, poiCicerelli su rigore nel finale di tempo (con annessa espulsione del terzino ionico Di Nicola), nella ripresa hanno arrotondato il risultato i subentrati Reginaldo e Parlati. Nonostante tanti cambi nell'undici iniziale, la differenza non si è vista rispetto alle altre partite, a dimostrazione di un gruppo che segue il proprio allenatore, ancora una volta artefice di un altro capolavoro.

Grassadonia, nel rispetto di quanto affermato alla vigilia di questo tour de force, opta per un massiccio turnover, lasciando in panchina Carillo, Bollino e Picone, rispolverando Longo e Zerbo dall'inizio. Della Corte recupera e parte dal 1', mentre Reginaldo si accomoda in panchina: il peso dell'attacco ricade sulle spalle di Marco Firenze. E' proprio l'attaccante ligure a portare avanti la Paganese, con un destro dal limite che beffa Contini. Poco prima, però, era stato il Taranto a sfiorare il vantaggio, con una conclusione di Paolucci dal cuore dell'area di rigore. La rete è una mazzata letale per gli ionici, già fortemente contestati dai propri tifosi, e così la Paganese può giocare sul velluto, avendo in mano il pallino del gioco. Gli azzurrostellati potrebbero anche chiuderla al 26', con lo stacco imperioso di Cicerelli che sbatte sulla traversa, a Contini battuto. Dalla parte opposta Emmausso si divora il pari, mandando alto di testa da buona posizione; l'undici di Grassadonia può così blindare la gara nel finale. Di Nicolaatterra in area Zerbo, lanciato da Mauri: per l'arbitro è rigore e rosso, con Cicerelli che dal dischetto spiazza l'estremo difensore del Taranto e timbra il 2-0.

Nella ripresa la Paganese prova ad amministrare e ha il demerito di non chiuderla subito. E' anche sfortunata la squadra azzurrostellata, che colpisce il secondo legno di giornata con il gran colpo di tacco di Firenze su assist diZerbo (12'). Poco dopo l'attaccante siciliano lascia il posto a Reginaldo e Grassadonia passa al 4-2-3-1 con Mauria supporto del brasiliano, Cicerelli e Firenze sugli esterni. E' proprio il numero 10 l'uomo più pericoloso dellaPaganese ma per due volte spreca il raddoppio. Il Taranto ha un solo sussulto, ma Liverani in una doppia occasione abbassa la saracinesca su Balzano. Gli azzurrostellati la blindano definitivamente proprio con Reginaldoche, su assist da terra di Cicerelli, protegge bene palla, manda a vuoto Magri e fulmina Contini. Nel finale c'è gioia anche per Parlati, sull'ennesimo assist di Cicerelli: a tu per tu con il portiere, il classe '97 è glaciale e firma il poker. Il secondo 0-4 in trasferta in stagione dopo quello di Melfi. E' Paganese show. E' ora che anche tutta la città se ne accorga.

MARCATORI: pt 9' Firenze, 45' rig. Cicerelli; st 33' Reginaldo, 43' Parlati

TARANTO (4-3-3): Contini; De Giorgi (32' pt Balzano), Pambianchi, Magri, Di Nicola; Nigro, Guadalupi, Paolucci; Potenza, Cobelli (5' st S. Maiorano), Emmausso (18' st Magnaghi). A disp.: De Toni, Sampietro, Boccadamo, Russo, Lo Sicco, Benedetti, Viola, Pirrone, Cecconello. All.: Ciullo
PAGANESE (4-3-3): Liverani; Longo, De Santis, Alcibiade, Della Corte (19' st Picone); Tascone (29' st Parlati), Tagliavacche, Mauri; Zerbo (13' st Reginaldo), Firenze, Cicerelli. A disp.: Marruocco, Gomis, Carillo, Mansi, Bollino, Caruso, Carrotta, Gorzelewski, G. Maiorano. All.: Grassadonia
ARBITRO: Andreini di Forlì (Cucumo-Massara)
NOTE: spettatori 1300 circa. Espulso al 44' pt Di Nicola per chiara occasione da rete. Ammoniti: Nigro, Alcibiade. Angoli 5-5. Recupero pt 4', st 2'

Danilo Sorrentino
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La Paganese incanta, espugnato lo Iacovone con un poker d’autore.


Allo Iacovone si recupera la partita della 31esima giornata della Lega Pro. Taranto e Paganese si affrontano per la gloria, nonostante obiettivi completamente diversi. Se i campani lottano per i play-off, i calabresi devono rialzarsi per non retrocedere. Andiamo a vedere cosa accaduto durante i novanta minuti.

PRIMO TEMPO – Dopo meno di dieci minuti di gioco ecco la prima occasione, firmata dai padroni di casa. Paolucci da buona posizione spara alto il pallone. Passa poco ed ecco la reazione degli ospiti con Firenze. Il calciatore con un gran tiro a giro riesce a spiazzare il portiere avversario trovando il vantaggio. Una rete importante e che è il preludio per una grande partita degli azzurrostellati. Allo scoccare del 21esimo nuova occasione per l’ex Siena che non riesce a trovare la doppietta personale. Segue poi la traversa di Cicerelli ed un colpo di testa firmato Emmausso. La svolta arriva al 44esimo con il rigore per la Paganese. Fallo di Di Nicola che atterra Zerbo, espulsione e penalty. Dagli undici metri si presenta Cicerelli che non sbaglia.

SECONDO TEMPO – Con il risultato ormai in ghiaccio si mette di nuovo in moto Firenze. Il calciatore colpisce un palo di tacco e poco dopo sfiora il tris su una ripartenza. La reazione dei padroni di casa arriva solo su un doppio tiro di Balzano, ben respinto da Liverani. Una fievole speranza contro una realtà che invece porta al terzo gol della Paganese. Stavolta firmato dal neo entrato Reginaldo, lesto a sfruttare l’occasione capitatagli fra i piedi. Mette la sua firma anche Parlati, gol per il centrocampista che archivia la pratica. Si concludono quindi i novanta minuti senza che accada nulla di rilevante. Ora la classifica sorride ai campani, mentre il Taranto dovrà rimboccarsi le maniche per non dire addio alla Lega Pro.

Tabellino:

TARANTO: Contini; De Giorgi (32′ Balzano), Magri, Pambianchi, Di Nicola; Guadalupi, Paolucci, Nigro; Emmausso (62° Magnaghi), Cobelli (50° Maiorano), Potenza . All: Ciullo
PAGANESE: Liverani; Della Corte (63° Picone), Longo, De Santis, Alcibiade; Tagliavacche, Tascone (73° Parlati), Mauri; Cicerelli, Zerbo (57° Reginaldo), Firenze. All: Grassadonia

Marcatori: 10° Firenze, 46° Cicerelli, 80° Reginaldo, 90° Parlati

Ammonizioni: Albiciade

Espulsioni: Di Nicola

Gaetano Scotto di Rinaldi - zonacalcio.net

Una stratosferica Paganese umilia il Taranto: 0-4 con gol di Firenze, Cicerelli, Reginaldo e Parlato.


Paganese stratosferica, Taranto umiliato nel recupero. Due gol per tempo: Firenze e Cicerelli nel primo, Reginaldo e Parlati nel secondo. La squadra di Grassadonia rafforza così il piazzamento in zona playoff: ottavo posto, con punti 49 all’attivo.

PRIMO TEMPO – Frazione a senso unico, Paganese avanti di due gol e con l’uomo in più. il Taranto parte bene, sfiorando il vantaggio, con Potenza e Paolucci. Al 9′ però arriva il gol di Firenze, che spezza le gambe alla squadra ionica. La Paganese successivamente prima colpisce un palo con Cicerelli e poi con lo stesso attaccante realizza il 2-0 sul rigore, assegnato per un fallo di Di Nicola (poi espulso) su Zerbo.

SECONDO TEMPO – Il dominio degli ospiti, con l’uomo in più, diventa schiacciante. Palo di tacco da parte di Firenze, che a metà tempo sfiorerà di nuovo il bis personale mettendo a lato di poco e successivamente sprecherà un’altra chance in malo modo. Reginaldo entra e confeziona il tris mentre nel finale fa festa pure Parlati.

da resportweb.it

La Paganese demolisce il Taranto a domicilio: allo Iacovone finisce 0-4.


18.4.17

A Taranto coi dubbi Regi e Della Corte. In mediana c'è Tagliavacche, rischia Tascone.


Reginaldo Della Corte sono in ripresa, stamattina si sono allenati regolarmente col gruppo e sono stati convocati. Ma non è ancora certo che giochino. I dubbi maggiori di formazione riguardano proprio i due calciatori che già hanno dovuto alzare bandiera bianca contro laVibonese. Due assenze fra l'altro che si sono rivelate pesanti, in quanto proprio in quelle zone del campo la Paganese ha delle lacune numeriche. A sinistra, dall'inizio della stagione non c'è mai stato un vice Della Corte e, quando il terzino ex Pontedera non è sceso in campo, o gli azzurrostellati hanno cambiato atteggiamento col passaggio al centrocampo a cinque conCicerelli a sinistra, oppure hanno schierato Picone, che è un destro, in quella zona. Proprio come è accaduto contro la Vibonese, col numero 23 che non ha demeritato ma ovviamente doveva sempre rientrare sul suo piede. Lo stesso si può dire in attacco, dato che quandoReginaldo è stato assente in questa seconda parte di stagione Grassadonia si è affidato aFirenze che punta centrale proprio non è. 
Tra i due, quello che sembra stare meglio è Reginaldo, il quale anche lunedì ha lavorato per più tempo sul rettangolo verde, mentre Della Corte, per non sforzare la caviglia, è stato centellinato. Più probabile quindi vedere Reginaldo dall'inizio, piuttosto che Della Corte, anche per non "perdere" il contributo di Firenze come mezz'ala. L'altro ballottaggio è proprio in mediana, dove Mauri appare in vantaggio su Tascone, ma in caso di partenza dalla panchina di Reginaldo giocherebbero entrambi. In cabina di regia ci sarà Tagliavacche, che sostituirà il capitano Pestrin, fermatosi per un problema all'inguine. Oggi terapie per il centrocampista romano mentre l'altro assente, Eric Herrera, ne avrà per più tempo. Le sue condizioni saranno valutate dallo staff medico tra due settimane.

PAGANESE (4-3-3): 30 Liverani; 13 Alcibiade, 16 De Santis, 4 Carillo, 23 Picone; 10 Firenze, 24 Tagliavacche, 28 Mauri; 9 Bollino, 8 Reginaldo, 11 Cicerelli. A disp.: 1 Marruocco, 22 Gomis, 3 Della Corte, 6 Mansi, 7 Zerbo, 15 Longo, 18 Parlati, 19 Caruso, 25 Carrotta, 27 Tascone, 29 Gorzelewski, 32 Maiorano. All.: Grassadonia
Squalificati: nessuno
Indisponibili: Pestrin, Herrera

Danilo Sorrentino
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15.4.17

Grassadonia: "Potevamo ipotecare i playoff, ma questo è un punto fondamentale".


Come sempre guarda il bicchiere mezzo pieno e guarda al futuro con fiducia Gianluca Grassadonia. Pur sapendo che la Paganese ha perso una chance per ipotecare i playoff, l'allenatore azzurrostellato è consapevole che poteva anche finire peggio e si tiene stretto il pareggio con la Vibonese"E' un punto pesante che speriamo possa contare. Avevo detto che avremmo avuto delle difficoltà, c'è stato un inizio negativo e, una volta preso il gol, è diventata più difficile. Ho fatto i complimenti ai ragazzi però. Tanti di questi giovani vivono di emozioni e tensioni, non sono abituati a giocare partite che, centrandole, possono portarti ad ipotecare i playoff. Se l'avessimo centrata ci avrebbe aspettato il notaio fuori allo spogliatoio per l'ipoteca dei playoff. Questo non è successo ma cerchiamo di essere ottimisti e supportare questa squadra. Lo so che quando assaggi il miele, poi vorresti sempre il miele ma capiamo anche cosa stanno facendo questi ragazzi", il messaggio che lancia all'ambiente. 
Sulla partita, Grassadonia ammette che la Paganese ha avuto delle oggettive difficoltà. "Non c'erano spazi, la Vibonese ha eretto un muro, giocava sui 40 metri, tutti dietro la linea della palla. E' una squadra aggressiva e fisica, sapevamo che avrebbe impostato la partita così, giocando sulle ripartenze e sfruttando Sowe. Abbiamo subito gol perchè il nostro approccio non è stato dei migliori. Nella ripresa abbiamo avuto un'occasione con Mauri, poi è stato bravo Liverani a tenerci in partita. Abbiamo avuto tante difficoltà, certamente si poteva fare di più. E' stata una partita brutta, non mi è piaciuta la direzione perchè ci sono state troppe pause, loro erano sempre a terra. Ma capisco che la classifica contava molto, per noi e loro erano punti importanti. Prendiamoci questo punto, le altre squadre non mollano, è un campionato avvincente fino alla fine"
Ed ora c'è il Taranto"Questo tour de force non ci ha agevolato, qualcuno ne ha pagato le conseguenze, come Pestrin e Reginaldo, altri erano stanchi. Abbiamo un'altra partita mercoledì e dobbiamo dosare le energie, perchè da qui in avanti avrò bisogno di tutti. Anche oggi chi è entrato ha fatto il massimo. Per Taranto sicuramente Herrera e Pestrin sono out, è da capire invece come sta Reginaldo che ha accusato una tendinopatia: se dovesse esserci anche solo l'1% di rischio, non lo utilizzeremmo. Lo stesso Della Corte è da valutare. Per questo, anche domani che è Pasqua, il nostro staff non staccherà e lavorerà per cercare di recuperare questi giocatori". 

Danilo Sorrentino
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La Paganese prende un punto col cucchiaio di Cicerelli.


Il rigore di Cicerelli salva la Paganese da una capitolazione quasi sicura contro la Vibonese. Gli azzurrostellati ottengono un punto fondamentale in ottica playoff, in una sfida iniziata male e compromessa subito con il gol a freddo incassato per mano di Sowe. Per fortuna dellaPaganese, c'è stata l'ingenuità di Franchino nel finale (colpo a Picone in area di rigore sugli sviluppi di un corner, con pallone fra le braccia di Russo e quindi in gioco) a regalare di fatto un penalty realizzato dal numero 11 col cucchiaio. Buon pareggio, ma prestazione non eccezionale anche perchè la Vibonese ha badato, vista la classifica, a difendersi per quasi tutti i 90' chiudendo tutti gli spazi.

Oltre a Reginaldo HerreraGrassadonia perde anche Della Corte che non è nemmeno in panchina per la distorsione al ginocchio. Si mette subito male per la Paganese che dopo nemmeno quattro minuti deve già rincorrere. Ripartenza improvvisa della Vibonese, con un diagonale rimpallato di Saraniti che si trasforma in un assist per Sowe: freddissimo, il numero 10 elude l'intervento di Liverani e realizza a porta vuota. Piano partita perfetto per i rossoblù. La squadra di Campilongo serra i ranghi e si chiude con una difesa a cinque e possibilità di ripartire. Ma ci sono tanti lanci lunghi sbagliati, mentre gli azzurrostellati faticano a trovare la giocata: Firenze è troppo isolato in attacco e Cicerelli si accende ad intermittenza. Così le uniche possibilità la Paganese ce le ha dalla distanza con Tascone al 26' e al 39': la prima è debole, la seconda termina di poco a lato. Nell'ultima parte di gara si fa male anche Pestrin, out per un problema all'inguine, dentro Tagliavacche

Ancor più deludente la ripresa, priva di spunti per circa un quarto d'ora. La Paganese trova le solite difficoltà ad impostare, perchè ci sono sempre raddoppi di marcatura sui vari Bollino eCicerelli. Grassadonia getta nella mischia anche Caruso Zerbo, ma l'unico squillo arriva daMauri - il migliore fra gli azzurrostellati - che al 17' chiama Russo al primo importante intervento di giornata. I rossoblù, in ripartenza e su una palla inattiva, hanno addirittura la possibilità per chiuderla, ma Liverani tiene a galla i suoi. Prima alzando in angolo una conclusione di Viola (18'), poi compiendo una parata spettacolare e decisiva sul colpo di testa ravvicinato di Sowe (22'). Il match sembra avviato verso la vittoria della Vibonese, maFranchino decide di complicare il tutto con una ingenuità colossale che i calabresi pagano a caro prezzo. Cicerelli ringrazia e con lui tutta la Paganese che può proseguire la sua rincorsa all'obiettivo playoff. 

MARCATORI: pt 4' Sowe; st 41' rig. Cicerelli
PAGANESE (4-3-3): Liverani; Alcibiade, De Santis, Carillo, Picone; Tascone (10' st Caruso), Pestrin (34' pt Tagliavacche), Mauri; Bollino (20' st Zerbo), Firenze, Cicerelli. A disp.: Marruocco, Gomis, Mansi, Longo, Parlati, Carrotta, Gorzelewski, Maiorano. All.: Grassadonia
VIBONESE (3-5-2): Russo; Manzo, Moi, Silvestri; Franchino, Yabrè, Giuffrida, Viola (36' st Legras), Minarini; Saraniti (25' st Bubas), A. Sowe (43' st Lettieri). A disp.: Mengoni, Scapellato, Torelli, Tindo, M. Sowe, Cogliati, Usai. All.: Campilongo
ARBITRO: Natilla di Molfetta
NOTE: spettatori 1500 circa. Espulso al 39' Franchino. Ammoniti: Viola, De Santis, Tascone, Carillo, Picone. Angoli 4-4. Recupero pt 1', st 4'

Danilo Sorrentino
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Top&Flop di Paganese-Vibonese.

TOP

Picone (Paganese): chiamato a giocare in una zona di campo non sua, disputa un match di sacrificio. Mezzo punto in più per come riesce a "fregare" Franchino, procurandosi un calcio di rigore incredibile a fine gara. FURBO

Sowe (Vibonese): gran partita di corsa e sostanza per l'attaccante dei calabresi che trova la via del gol dopo 180 secondi. Per il resto tante galoppate sulla fascia e tanti duelli in mezzo al campo. Peccato che la sua marcatura non valga tre punti. VOLITIVO

FLOP

Il nervosismo (Paganese): a inizio ripresa i campani collezionano quattro cartellini gialli in 10 minuti, in gran parte evitabili. Con una media del genere il rischio è di disputare i play-off con una marea di assenti. MENO FOGA

Franchino (Vibonese): una buona prestazione, la sua, condita dal lancio decisivo per il gol del vantaggio. Poi, a cinque minuti dalla fine, il difensore calabrese si rende protagonista di un episodio ai limiti della follia, sgambettando un avversario in area di rigore dopo esser stato provocato. Il tutto con la palla in mano al proprio portiere. Espulsione e calcio di rigore che regala ai locali un pari insperato e spedisce nel baratro i rossoblù. SCELLERATO

Da www.tuttolegapro.com

Paganese-Vibonese 1-1: brusca frenata degli azzurrostellati.

Un gol e un punto a testa fra Paganese Vibonese: termina 1-1, infatti, la sfida al "Torre" di Pagani. I calabresi passano in vantaggio dopo soli 3 minuti grazie alla rete di Ali Sowe: Minarini pesca Saraniti in area che lascia partire un tiro cross respinto da un difensore. La palla arriva a Sowe che salta con una finta un difensore più Liverani e deposita in rete da pochi passi. Nel finale gli ospiti gettano alle ortiche una vittoria che sembrava ormai acquisita: palla in mano alla Vibonese, fallo di reazione di Franchino che in area di rigore sgambetta Picone dopo un primo contatto da parte dell'avversario: rosso per il difensore e penalty per i campani che Cicerelli realizza con un cucchiaio. Di seguito i Top & Flop del match secondo.

TuttoLegaPro.com.

13.4.17

Paganese maravilha, gran calcio e belle vittorie per entrare nella storia.


L’ultima vittoria in campionato ha lanciato la Paganese che con 7 successi nelle ultime 9 uscite si è piazzata all’ottavo posto in classifica. Un lavoro di squadra frutto dell’impegno e soprattutto di una grande forza di volontà. Contro l’Alkragas abbiamo probabilmente assistito alla miglior prestazione degli azzurrostellati in campionato. Solidi in difesa, precisi a centrocampo e cinici in attacco.

Dal primo all’ultimo uomo in campo, nessuno ha deluso le aspettative di mister Grassadonia e dei tifosi presenti. Un gioco espresso che probabilmente non ha niente da invidiare ai top club della categoria. Ora sognare non è impossibile, e come dice anche lo slogan della società, c’è un unico grido: “Osare per Crederci”. Tre parole che messe insieme possono spingere i campani verso i play-off. A poche giornate dalla fine tutto può accadere, e magari arrivare ancora più in alto può favorire la corsa verso la Serie B. All’inizio della stagione l’obiettivo prefissato era la salvezza, ma a questo punto la cadetteria non è più una fievole speranza.

La rosa della Paganese è ormai matura per il salto di categoria. In porta un leader come Liverani che arrivato a gennaio ha dato sicurezza alla linea difensiva. Questa con l’esperto Alcibiade ed un giovane promettente come De Santis ha spiccato il volo. L’ex Milan non si sta facendo notare solo al Marcello Torre, ma anche in tutta Italia tanto da meritare la convocazione nella nazionale Under 20. Per quanto riguarda il centrocampo invece a spiccare sono in molti. Dal mai modo capitan Pestrin, passando per Tascone e Firenze. Un trio che sta incidendo in maniera superba in questo finale di stagione. Chiudiamo poi con un attacco che più che sui gol, si sacrifica per la squadra. Reginaldo in doppia cifra è infatti il bomber del club, con Bollino e Cicerelli a fornirgli i palloni da buttare in rete.

Una squadra completa che beneficia di una panchina pronta a mettere la propria impronta sul match in caso di bisogno. Il miglior gioco della Lega Pro in questo momento proviene da Pagani, ed i tifosi non possono che sperare che tutto ciò porti a qualche gradita sorpresa.

Gaetano Scotto di Rinaldi - zonacalcio.net

Trapani a La Città: "Ero certo della risalita. Grassadonia? Vogliamo trattenerlo".

A gennaio, per questioni di bilancio, ha chiesto ai suoi uomini di mercato di ridurre il monte ingaggi, con cessioni dolorose e acquisti giovani: una scelta che sta sorridendo a Raffaele Trapani. Il presidente della Paganese gongola per il momento magico della sua squadra, entrata ufficialmente nei playoff grazie al successo contro l'Akragas, il settimo nelle ultime nove partite. In un'intervista rilasciata al collega Carmine Torino per il quotidiano La Città, il patron azzurrostellato ha confessato che era certo di questa scalata. "A gennaio quando abbiamo operato una vera e propria rivoluzione tecnica, siamo stati bravi e fortunati a trovare uomini e giocatori che potessero essere funzionali al progetto: i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Siamo riusciti a creare la giusta amalgama tra chi è rimasto e chi è arrivato grazie, soprattutto al nostro staff tecnico con Grassadonia in testa. Ora che abbiamo archiviato la salvezza, dobbiamo conquistare i playoff: una volta che li avremo meritati e conquistati inizieremo a fare tutti i discorsi di questo mondo. La volontà c’è di arrivare in una posizione migliore di quella attuale e giocarceli con chiunque". 

Grande merito del cambio di marcia della Paganese è del tecnico Gianluca Grassadonia, che ha saputo trarre il massimo dalla rosa messagli a disposizione dopo il mercato di riparazione. L'allenatore salernitano ha tante richieste (si parla di Brescia, Bari e Crotone, solo per citare quelle di categoria superiore) ma Trapani spera di trattenerlo."Stiamo parlando e da parte nostra c’è tutta la volontà di farlo restare al timone della squadra, raggiungendo un accordo. Sabato ero allo stadio per la rifinitura e ho letto lo striscione nel lato Distinti che gli è stato dedicato dai tifosi". Proprio ai tifosi, dalle colonne del quotidiano salernitano, il presidente della Paganese ha dedicato l'ultimo pensiero. "Spero di rivedere di nuovo lo stadio pieno e di ricreare l’entusiasmo dei tempi della vittoria del campionato di serie D e della vittoria ai playoff contro la Reggiana. Sarebbe bello che i ragazzi avessero il sostegno della città".

© Paganesemania - Riproduzione riservata

12.4.17

Paganese, Trapani tratta con Mister Grassadonia.

Raffaele Trapani, patron soddisfatto al massimo, ha parlato dell’exploit della sua Paganese: ” Lo speravo, anzi ne ero certo. A gennaio quando abbiamo operato una vera e propria rivoluzione tecnica, siamo sta­ ti bravi e fortunati a trovare uo­mini e giocatori che potessero essere funzionali al progetto e, i risultati, sono sotto gli occhi di tutti. Grassadonia ? Alla vigilia di Agrigento, anche i tifosi gli hanno chiesto di restare. Stia­mo parlando e da parte nostra c’è tutta la volontà di farlo re­stare al timone della squadra addivenendo ad un accordo”.

da www.resportweb.it

Tatticamente - La miglior Paganese del 2017 impressiona, ora nessun traguardo è irraggiungibile.




















La miglior Paganese del 2017 vince e convince ad Agrigento, continuando spedita verso quei playoff che a questo punto diventano un obiettivo più che realistico. Gli azzurrostellati dominano dal primo all'ultimo minuto un avversario che, nonostante avesse dalla sua il fattore campo, non è stato in grado di arginare l'organizzazione e la verve diCicerelli e compagni.

Gianluca Grassadonia presenta nella città della "Valle dei Templi" una Paganese scintillante - non solo nei colori delle divise - ma anche e soprattutto nel modo con cui ha giocato la partita. Pestrin e compagni, disposti secondo il collaudato 4-3-3, hanno impressionato per la personalità dimostrata nell'applicazione di gioco e degli schemi impartiti dal loro allenatore, a cospetto di un campo e un avversario molto ostici. 

Il tecnico ex Salernitana si è anche permesso il lusso di tenere in panchina il bomber Marco Firenze, sostituito nel ruolo di mezz'ala sinistra dal rientrante Mauri, senza che la manovra ne risentisse, a dimostrazione di un'organizzazione di gioco oleata e ben assimilata da tutti gli uomini della rosa. Gli undici scelti sono stati Liverani tra i pali, Picone, De Santis, Alcibiade e un ottimo Della Corte in difesa, Pestrin, Tascone e proprio Mauri a centrocampo, Bollino, Reginaldo e un irresistibile Cicerelli in attacco. L'ex Lello Di Napoli ha risposto schierando il suo Akragas con un teorico 3-5-2 molto più vicino ad un pratico e difensivo 5-3-2. I siciliani hanno difeso molto bassi, facendo molta densità nella propria metà e sperando in qualche ripartenza che in realtà non c'è mai stata. 

La Paganese ha fatto girare molto bene la palla muovendosi in maniera armonica e cercando di innescare il tridente offensivo che è apparso in gran forma. Cicerelli e Bollino hanno spesso ricevuto palla andando a stringere "sotto"Reginaldo e da lì triangolare proprio con l'attaccante brasiliano e creare quindi varchi per l'inserimento delle mezze ali o dell'attaccante opposto. Come nell'occasione del rigore, ma anche in una della tante palle gol costruite dagli azzurrostellati nella prima frazione (una la vediamo nella foto di Sportube). Movimenti che hanno messo in crisi i biancoblù di casa che non sono mai riusciti a prendere le misure. La mole di gioco prodotta dalla Paganese si è tradotta in diverse palle gol che spesso sono state sventate dall'ottimo portiere siciliano Pane. L'estremo dell'Akragas nulla ha potuto però sul rigore magistralmente calciato da Reginaldo e sul diagonale che lo stesso brasiliano ha effettuato dopo essersi involato in contropiede su lancio millimetrico di Marco Firenze, intanto subentrato a Mauri. 

La Paganese ritorna quindi dalla trasferta di Agrigento con tre punti d'oro e con la consapevolezza che, giocando su questi livelli, nessun obiettivo è irraggiungibile!

Alfonso Tortora
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11.4.17

Dove osano la aquile.


Nella foto, tratta da Sportube, il secondo gol messo a segno da Reginaldo contro l’Akragas

di Nino Ruggiero

Le statistiche non sono il mio forte; non mi hanno mai attratto ed entusiasmato. Ma stavolta, quando mancano solo quattro giornate al termine del campionato (per noi sono cinque perchè ci sarà da recuperare la partita con il Taranto), ho dovuto, per forza di cose, dare uno sguardo ai numeri, per cercare di toccare con mano i cambiamenti di rendimento della squadra bizzarra e incostante, molta croce e poca delizia, della prima fase di campionato.

Ebbene, calendario alla mano, ho constatato che nel girone di ritorno – dopo la mezza rivoluzione di gennaio che ha interessato la sua intelaiatura – la Paganese ha invertito lo scarso ruolino di marcia che l’aveva contraddistinta; dalla venticinquesima giornata a oggi ha conquistato la bellezza di ventidue punti in nove gare disputate, una media di 2 punti e mezzo a partita: gli stessi punti che hanno conquistato Lecce e Siracusa (che però hanno giocato una partita in più).

Mi pare più che logico e naturale, quindi, che ci si chieda: ma che è successo? qual è il segreto di questa Paganese? Cosa ha architettato Grassadonia, che è il suo indubbio mentore, considerato che la squadra adesso cammina tanto speditamente, senza indugi, verso posizioni di classifica prestigiose?
Segreti e maghi nel calcio non esistono. Il successo è frutto di tanti componenti: forza, qualità, competenza, coraggio, voglia di arrivare, sapienza tattica e, perché no?, anche un pizzico di buona sorte, sempre bene accetta perché aiuta gli audaci.

A gennaio, quando si temeva per un ridimensionamento dei programmi, soprattutto quando la città e Iunco si sono salutati da buoni amici, si è temuto il disastro. Iunco era stato il fiore all’occhiello della campagna agostana e si era anche presentato da par suo a Catanzaro (partita vinta per 0 a 2) dialogando sul piano della classe pura con Reginaldo; alcuni “tête-à-tête” fra i due restano memorabili e nessuno potrà mai cancellarli dalla memoria. Un infortunio rimediato proprio in Calabria aveva però costretto Antimo Iunco a un lungo periodo di riposo e la squadra ne aveva sofferto la mancanza. Ragioni di bilancio inoltre avevano suggerito una politica di contenimento dei costi anche perché più di un atleta dal buon passato calcistico non aveva reso secondo le aspettative. Aggiungete a questo anche la necessaria rinuncia a Deli, pezzo forte della squadra, ceduto al Foggia con prestito oneroso. In giro c’era solo scetticismo e rassegnazione.

Poche mosse in entrata, invece, e tutte azzeccate: Liverani, portiere dalla Salernitana; De Santis, centrale difensivo dal Catania; Bollino dal Taranto; Tascone dalle giovanili della Ternana; Firenze dal Siena. Tutti calciatori che oggi devono essere considerati punti di forza inamovibili dell’attuale Paganese dei miracoli. Per loro, Grassadonia ha ritagliato un ruolo di primo piano e i risultati del suo prezioso lavoro di incasellamento al posto giusto delle varie caratteristiche personali sono sotto gli occhi di tutti. Liverani ha dato tranquillità all’intero reparto difensivo. De Santis in coppia con Carillo o Alcibiade, indifferentemente, dà certezze con classe e temperamento; non è un caso che sia stato chiamato a far parte della Nazionale under 20. Tascone dà vigore e anima al reparto di centrocampo; sembra avere sette vite, lo trovi dovunque. Pestrin, leader indiscusso della manovra di centrocampo, non poteva avere un compagno migliore. Firenze presenta il suo biglietto da visita con due doppiette; vede la porta come pochi e ha un fiuto da rete invidiabile. Infine Bollino; un sinistro malandrino, da primo della classe, tanta vitalità sulla fascia destra ma bravo anche in fase difensiva quando occorre.
Domenica ad Agrigento si è vista e ammirata forse la migliore Paganese dell’anno; ma oramai le belle prestazioni si susseguono l’una all’altra e riesce anche difficile fare graduatorie di merito. Quello che è certo è che la squadra sembra giochi a occhi chiusi tanta è la naturalezza e la disinvoltura con la quale vengono affrontati gli avversari.

Una volta, tanti anni fa, le trasferte si affrontavano con tutta la prudenza possibile, fedeli al credo che imperava soprattutto negli anni Sessanta/Settanta: “prima non prenderle”.

Oggi la Paganese dimostra di non avere il minimo timore reverenziale su tutti i campi e – come nel caso di Agrigento – addirittura riesce a dominare la scena per buona parte della partita. Domina e segna pure, per la verità, perché il predominio territoriale fine a se stesso è solo fiera delle vanità; e nel calcio si va sul pratico.

Ecco, prima eravamo forse un tantino brutti, sporchi e cattivi; adesso lo siamo di meno, siamo meno brutti, quasi belli, meno sporchi ma più cattivi. Lo saremo anche di più se riusciremo a centrare il bersaglio di queste anomale finali. Bisogna capire che il momento è buono per volare alto; quanto più in alto è possibile, magari arrivare lì dove osano le aquile.

Per farlo ci vorrà l’aiuto di tutti, e ci vorrà tutto l’orgoglio di un popolo fiero delle proprie origini e della propria identità. Proviamo a cavalcare un sogno.
Tutti assieme.

Paganese, la trasformazione di inverno e primavera.

Prima era soltanto bella. Non cinica e nemmeno pratica: perdeva per strada punti, a causa dell’incapacità di reggere mentalmente per una partita intera. Da fine gennaio in poi, la Paganese di Grassadonia ha cambiato registro e connotati, meno bella ma capace, pur essendo stata parecchio ringiovanita e cambiata, di trarre il massimo da ogni prestazione, facendosi trovare sempre pronta a leggere nella maniera giusta ogni partita. La vittoria sul campo dell’Akragas ha legittimato l’ormai fortissima candidatura ai playoff di Pestrin e soci. Prossima tappa sabato in caso con la Vibonese, restando sempre sul pezzo, senza distrazioni.

da www.resportweb.it

10.4.17

La Paganese vista da...Nocera! - Da Agrigento si vola verso i playoff.

"Ad Agrigento devi vincere, vincere, vincere, ad Agrigento devi vincere, vincere, vincere"

Cosi' si cantava, sabato pomeriggio nella vecchia Curva "De Risi , tra i componenti dell'Associazione Sly che s'erano ritrovati per girare una scena per la futura pellicola sulla storia di Salvatore Francavilla. I calciatori a centrocampo, per una incredibile coincidenza, hanno svolto la rifinitura a Pagani, si giravano a raccogliere l'invito del coro, quasi a custodire e voler esaudire quella richiesta, prontamente esaudita. Come quella del sempre fiducioso Pino Pepe, opinionista-super tifoso della trasmissione Paganesemania, che da qualche settimana chiedeva il ritorno al gol diReginaldo: altra richiesta esaudita con addirittura una doppietta. Per chiudere il tris di richieste c'era la mia di stampo statistico: non avevamo mai vinto ad Agrigento ed ecco che al terzo tentativo sbanchiamo l'Esseneto e si vola con le ali spiegate nei playoff.

Questa Paganese ci fa stropicciare gli occhi, questi ragazzi non finiscono mai di sorprenderci e più vincono più ci prendono gusto, vittorie su vittorie, sempre con la stessa grinta, la stessa caparbietà, la stessa spensieratezza, quella dei giovani supportata dalla grande esperienza dei vari Liverani, Alcibiade, Pestrin e Reginaldo. Un mix perfetto, esplosivo che non lascia scampo in questo periodo agli avversari. Ad Agrigento è anadta in scena forse una delle migliori prestazioni della stagione con un calcio arioso e costruttivo dove ad una prima parte in cui s'è sprecato troppo, ha fatto seguito una ripresa in cui si è messa in ghiaccio la vittoria con il doppio Reginaldo. Da troppo tempo, due mesi, il brasiliano non segnava, dal rigore con l'Andria. La sua marcia verso la doppia cifra, 10 reti, in classifica marcatori è ripartita sempre dai fatidici undici metri. Allora, a fine gennaio, quel rigore, il primo stagionale, giunse al punto giusto in chiave salvezza, questo di ieri ha un sapore da playoff. Lui non ha mai mollato, sempre supportato dalla tifoseria, ritrovando azioni e palle gol, sprecandole a volte, come mercoledì con il Fondi, ma alla fine ha ritrovato il suo vecchio mestiere. Ora con il ritrovato feeling con la porta di Reginaldo si sogna davvero ad occhi aperti per una favola resa possibile, come hanno sottolineato i tifosi sabato in uno striscione posto nei distinti, soprattutto grazie al tecnico Grassadonia. Si sta compiendo qualcosa di straordinario, pensando dov'eravamo ad agosto e come è stata rivoluzionata la squadra a gennaio. Una vera resurrezione dopo la sconfitta interna con il Catanzaro: da allora, in queste nove giornata la Paganese ha totalizzato sette vittorie, di cui quattro in trasferte, un pareggio ed una sconfitta a Foggia. Giù il cappello ! Ora piedi per terra, testa bassa e pedalare verso un sogno incredibile !

Peppe Nocera
© Paganesemania - Riproduzione riservata

Il moviolone - Generoso il rigore dell 0-1, Thiago la prende con la schiena.


Continua imperterrita la marcia degli azzurrostellati che annichiliscono un Akragas mai pericoloso, apparso sin da subito non all'altezza dell'undici di Grassadonia, sempre più sorprendenti e ormai in piena lotta playoff. La gara è stata diretta da Daniele Paterna di Teramo, che è stato coadiuvato dagli assistenti Pietro Gugliemini di Albano Laziale e Tiziano Notarangelo di Cassino. La Paganese porta a casa un risultato assolutamente meritato, sciupando almeno cinque palle gol nella prima frazione, ma trova il vantaggio su un calcio di rigore che non sembra esserci. E' il minuto 64, quando il cross basso di Picone viene intercettato dal numero 16 locale Thiago con un presunto tocco di mano. Paterna non ha dubbi ed accorda il tiro dal dischetto ma le immagini (in alto la foto tratta da Sportube) chiariscono come il pallone non sia stato toccato con la mano sinistra, ma con la schiena, dal difensore biancoblù. Sarà pur vero il detto "difensore scivoloso, difensore pericoloso", sarà pur vero che il direttore di gara è stato ingannato dal rimbalzo del pallone, ma per onestà intellettuale deve ammettersi la generosità del direttore di gara nell'occasione. Proteste anche per l'esecuzione del calcio di rigore con i locali che chiedono la ripetizione per la presenza di alcuni giocatori della Paganese in area (in particolare Alcibiade). Le proteste sono fondate ma è quasi divenuta una consuetudine quella dei direttori di gara di sorvolare e convalidare la rete, al punto che in caso di ripetizione si grida quasi allo scandalo (vedi Livorno-Como della scorsa settimana). Rigore reclamato anche dall'Akragas al 21' della prima frazione per un fallo di mano di Alcibiade. In questo caso ci sono ancora meno dubbi: il difensore azzurro colpisce il pallone con il petto ed è corretta la decisione del direttore di gara che tutto sommato porta a casa una buona prestazione.

Daniele Ferrara
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La partita del tifoso - La crisi dei nostri detrattori.

Vabbè, non fai in tempo a scrivere che questa Paganese del girone di ritorno, trasformatasi in vendicatrice seriale di quella dell’andata, si stava togliendo i paccheri da faccia, che sei subito smentito. Ora ‘sti ragazzi si mettono pure a battere squadre che avevano già perso nel primo scontro diretto. Insomma: “Una pe' bevere e n' ata pe' sciacquà”. Non è giusto però, uno fa tanto per inventarsi cosa scrivere, guadagnarsi la pagnotta settimanale ed eccolo lì a doversi inventarne un’altra! E che m’invento adesso? Sono in crisi, lo ammetto. La stessa crisi che, poverini, stanno attraversando tutti i nostri detrattori, vicini e lontani. Tutti quelli che: “Sì, come no, aspetta che ne vincono un’altra!”; oppure quelli che, in estate: “Noooo, stavolta falliscono. Sicuro!”. Come dimenticare quelli che: “Illusi, per aver vinto due partite consecutive, già si sentono salvi. Ancora devono vedere, quanto è lunga!”. Ci sono pure quelli che, dando di gomito al vicino, distratto da un forte e antipatico quanto endemico (dal vocabolario online dellaTreccani: Proprio di un determinato territorio, detto di malattie: morbo e., a carattere e., di natura e.) formicolio nella parte alta della tempia: “Ma li senti, mo parlano di fare i playoff, ‘sti illusi!”.

Eh sì, perché il bello di questa Paganese è che meraviglia tutti, per i risultati, il gioco e, ultimamente, anche per la consapevolezza nei propri mezzi che palesa partita dopo partita. Certo, qualcuno si meraviglia, qualcun altro fa con le c…a (capa) nel muro ma tant’è. Il malcapitato Akragas ha fatto quello che poteva. Il primo tempo si è in pratica giocato a porta americana, solo che il portiere lo mettevano sempre loro, mentre il nostro prendeva il sole, risparmiando sulle lampade che costano e fanno pure male. Gran primo tempo! Tascone ha fatto cose incredibili. Meno male che questo ragazzo non gioca come parla, sennò stavamo inguaiati. Voglio dire che non è proprio un fine oratore, ecco. Del resto, lui deve giocare a calcio, mica presentare il Festival di Sanremo? Il suo habitat naturale è il terreno di gioco, dove dà il meglio di sé, dove abbina grinta, forza e anche una tecnica individuale ottima. Nel secondo tempo abbiamo chiuso la partita. A un certo punto, i poveri avversari sembravano, constatata la nostra superiorità, accontentarsi di un punto d’oro. I nostri, vigliaccamente, dopo avergli fatto credere di poter stare tranquilli, che il peggio fosse passato… Eh, niente, li hanno azzannati al collo, come la più feroce delle bestie feroci, della savana feroce. E per l’Akragas non c’è più stato scampo. Non c’è stato scampo per un ex che, in tempi non sospetti e con grande disappunto, ebbe a rimarcare che giammai avrebbe lasciato la squadra siciliana, per tornare da noi a gennaio. Tenne a precisare che sarebbe rimasto lì dov’era, fino al termine del campionato, pregando, altresì, di non mettere in giro voci non vere e lesive, ecc. ecc. Ehm, come dire, contento tu…

È tornato al gol anche Reginaldo. Quanto ci è mancata la sua esultanza! Quanto siamo stati vicini al malore collettivo su quel calcio di rigore. Reginà, ti vogliamo bene, la prossima volta, mettici una puntazza, modello anni ’70, dritto per dritto. Quel pallone nel sette, lo abbiamo visto tutti quanti alto sulla traversa. Vuoi vedere che la dovevi togliere proprio tu la ragnatela dalla porta? Sono finiti gli inservienti dello stadio ad Agrigento?

Sabato c’è un’altra partita fondamentale. Ve lo dico per l’ennesima volta, venite allo stadio e tifate per la vostra squadra. Stiamo vivendo un momento bellissimo, mai vissuto, in tutti questi anni di C (eh, che volete farci, io sono all’antica!). I ragazzi e la società meritano un segno della nostra riconoscenza, del nostro amore. Si gioca di sabato, per cui scuse non ce ne sono. Non è Pasqua, non è la Madonna delle Galline, non è orario di pizza e di uscite con le fidanzate. Lo ammetto, è orario di pennichella. Non vi sembra però che questa città sia già stata fin troppo sopita, fino ad ora? Non vi sembra che abbiate dormito abbastanza, disertando lo stadio, facendo mancare il vostro sostegno alla squadra? Avete la coscienza di farvi un paio d’ore di sonno, con la soppressata sullo stomaco e il bicchiere di vino in testa, mentre un manipolo di giovani valorosi sta provando a scrivere la storia della nostra amata Paganese?

Alberto Maria Cesarano
© Paganesemania - Riproduzione riservata

La furia di Reginaldo si abbatte sull’Akragas, che vittoria per la Paganese.

I primi 45′ minuti offerti dalla Paganese all’Esseneto sono stati uno spettacolo assoluto, la squadra di Grassadonia dimostra di non avere timore di un Akragas, che è in serie positiva da cinque giornate, e soprattutto il fronte offensivo campano, un mix di rapidità e qualità, riesce a creare panico costantemente nell’area di rigore avversaria. Al 10′ minuto infatti Bollino riesce con una grande azione personale a servire Cicerelli che spreca da posizione ravvicinata. Ancora l’ex Palermo, Bollino ci prova direttamente da calcio di punizione, sfiorando il palo a Pane battuto. Il primo tempo è un monologo di marca campana, alla mezz’ora arrivano le migliori occasioni per la Paganese, prima Alcibiade che esalta i riflessi di un ottimo Pane, poi Tascone, che colpisce la traversa con un gran tiro dal limite. L’Akragas, nonostante il fattore casa, è inerme dinanzi alla furia della compagine di Grassadonia non riuscendo a reagire a tanta veemenza, il primo tempo si conclude a reti inviolate con tanti rimpianti per gli azzurrostellati. Nella ripresa ci prova l’Agrakas con Klaric che di testa sfiora la traversa, poi inizia lo show di Reginaldo, l’attaccante ex Parma, prima realizza al 65′ il rigore del vantaggio per la Paganese, poi trova al 86′ la sua personale doppietta, con un grande azione personale realizzando il decimo squillo della sua stagione e soprattutto regalando il gol tranquillità ad un’ottima Paganese. A nulla serva la disperata reazione dell’Akragas che trova la rete della bandiera con Salvemini al 93′. La Paganese di mister Grassadonia si è dimostrata superiore nel corso dei novanta minuti di una compagine organizzata come l’Akragas, meritando la posizione di classifica che occupa, i campani oramai sono diventati una seria realtà per la lotta ai playoff

Tabellino

Reti: Reginaldo (P) 65′, 86′, Salvemini (A) 93′

Akragas: Pane, Thiago, Riggio, Russo (Pezzella 47′), Mileto, Coppola, Longo, Palmiero (Leveque 72′), Sepe, Cocuzza (Salvemini 47′), Klaric. All. Di Napoli

Paganese: Liverani, Picone, Alcibiade, De Santis, Della Corte, Pestrin, Tascone (Tagliavacche 78′), Bollino (Carillo 72′), Mauri (Firenze 54′), Cicerelli, Reginaldo. All. Grassadonia

da www.zonacalcio.net

9.4.17

Scansatevi, sta per passare una spavalda Paganese.


Nella foto, tratta da Sportube, Reginaldo, autore di una bella doppietta, viene abbracciato dai compagni

Di Nino Ruggiero

Largo, scansatevi, chiunque e dovunque voi siate: sta per passare una sontuosa e spavalda Paganese.

Stropicciatevi gli occhi, scuotete le orecchie, è il tempo di guardare e sentire: una grande squadra, immensa, armoniosa, addirittura elegante nel suo incedere, detta letteralmente legge ad Agrigento; ben oltre quello che uno striminzito punteggio finale autorizzerebbe a pensare.

Stendete tappeti a terra per accogliere degnamente una squadra che sta sbalordendo, domenica dopo domenica, in virtù di un gioco corale che mette in difficoltà le avversarie. I play-off oramai sono lì, quasi abbrancati definitivamente; non si possono più perdere.

Partita sempre saldamente nelle mani della Paganese. Gli avversari: visti e non visti. Primo tempo dominato in lungo e in largo. Quattro occasioni da rete grandi quanto un casa vengono sciupate in modo sciagurato a turno, da Cicerelli, da Alcibiade, da Tascone e da Reginaldo. Quest’ultimo però ha in serbo la doppietta che realizzerà nel secondo tempo: la prima su calcio di rigore e la seconda con un tiro ravvicinato rasoterra a incrociare da destra. Non c’è mai partita tra Akragas e Paganese, nella prima frazione di gioco, tanto evidente appare la superiorità degli azzurro-stellati che lasciano pochi palloni da giocare agli avversari. Ma nel calcio, si sa, il dominio fine a se stesso non porta risultati.

Finisce il primo tempo sullo zero a zero e Grassadonia intuisce che deve cambiare qualcosa per dare maggiore efficacia alle manovra di attacco. Entra Firenze nel secondo tempo al posto di un Mauri che carbura poco e la squadra azzurro-stellata ha come un sussulto. Il primo gol arriva su un sacrosanto calcio di rigore rilevato dall’arbitro per un fallo di mani di Thiago su cross ravvicinato del brillante Picone dalla destra. Reginaldo sistema con calma olimpica il pallone sul dischetto e con un destro calibrato fa secco Pane. C’è tutto il tempo per un più che meritato raddoppio che giunge a pochi minuti dalla fine quando Firenze con un lancio millimetrico pesca Reginaldo in piena area. Per il brasiliano stavolta non ci sono problemi di sorta e dopo aver attirato Pane fuori dalla porta lo fulmina con un destro imparabile.

C’è tempo, nei tre minuti di recupero, proprio allo scadere, anche per un gol da parte dell’Akragas; gol da definirsi della staffa, su uno dei rarissimi tentativi offensivi agrigentini. In realtà il tiro di Salvemini viene deviato e inganna Liverani. Ma il risultato, dopo la doppia segnatura di Reginaldo, possiamo dirlo senza tema di essere smentiti, non è mai stato in dubbio. Onore e vanto per una magnifica Paganese.

Appuntamento a martedì per un approfondimento con la rubrica “Così è, anche se non vi pare” su http://www.paganesegraffiti.wordpress.com