28.2.17

Paganese, il peggio sembra passato.

Ultime tre partite, tre vittorie e zona playout lontana 9 punti. E, come premio, un giorno di riposo in più. Infatti, riprenderà questo pomeriggio, a Siano, la preparazione degli azzurri in vista della sfida interna di domenica col Cosenza. Grassadonia sa di poter contare sulla voglia di una squadra giovane ma con tanta voglia di dimostrare che ha tutte le carte in regola per ambire a un piazzamento migliore in graduatoria e non accontentarsi della sola salvezza. Oggi il trainer si fermerà come sempre ad analizzare la grande vittoria di Melfi, la terza consecutiva. Una vittoria importante perché ottenuta contro una diretta concorrente ma soprattutto contro una signora squadra che, al cospetto della sua attuale classifica, ultimo in graduatoria, non rispecchia minimamente i valori espressi dall’undici del neo tecnico Diana, espulso sabato, tra primo e secondo tempo dalla mediocre giacchetta nera per proteste. Contro i lupi silani, c’è da riscattare la sconfitta dell’andata che grida ancora vendetta. Al Marulla-San Vito, infatti, la Paganese giocò una delle sue migliori gare e solo le espulsioni di Alcibiade prima e Marruocco poi, inficiarono una partita praticamente in pugno. Ma, da allora, tante cose sono cambiate e anche gli attori principali sono diversi. Domenica sera, al Torre ci si attende solo un po’ di pubblico in più spingere la squadra ad ingranare la quarta.

da www.resportweb.it

27.2.17

Come ti erudisco il pupo.


Nella foto – tratta da Sportube – l’attaccante Firenze esulta dopo aver messo a segno il gol del temporaneo 0.2


di Nino Ruggiero

Tre gare e nove punti in saccoccia. Un bottino da primi della classe, non c’è che dire.
Stiamo parlando di una squadra, la Paganese, che, dopo la mezza rivoluzione di gennaio, sembra proprio un’altra compagine. Diciamo subito – a scanso di facili equivoci – che il primo obiettivo che la società azzurro-stellata si è prefissata di raggiungere è la salvezza. Tale era prima, nonostante risultati altalenanti e irritanti, e tale resta anche se le ultime esibizioni, condite da risultati pieni, non lasciano del tutto indifferenti i tanti appassionati che seguono le sorti della loro squadra del cuore.
Diciamola tutta: lo staff tecnico, composto da Ferrigno e Bocchetti nel mese di gennaio, in un clima di scetticismo generale, quando si è trattato di dare una svolta su sollecitazioni della società, ha saputo mettere le mani su un manipolo di giovani di indubbio valore tecnico. Non solo; l’allenatore Grassadonia, che ben conosceva le difficoltà incontrate nella prima parte del campionato, soprattutto nella fase di non possesso e di contenimento, con un reparto arretrato che prendeva gol quasi in tutte le gare, ha reinventato quasi del tutto la difesa che tante preoccupazioni aveva dato a tutto l’ambiente.
Una specie di “come ti erudisco il pupo” per un allenatore che ha dimostrato a più riprese di sapere il fatto suo e di essere in grado di risolvere i problemi che gli si presentavano. In porta è arrivato Liverani dalla Salernitana; al centro della difesa sono stati schierati i due nuovi arrivi, vale a dire De Santis, dalla primavera del Milan e Carillo arrivato dall’Akragas. Liverani fra i pali sta dando dimostrazione di grande sicurezza; De Santis e Carillo, al centro, si completano a vicenda per caratteristiche tecniche diverse. Il primo perché è svelto, rapido, tatticamente irreprensibile; il secondo perché autorevole, possente, dotato di un senso dell’anticipo non comune, per giunta ottimo colpitore di testa. La mossa ha portato Liverani sulla fascia destra, in un ruolo che probabilmente gli è più congeniale. Ha conservato il posto invece Della Corte, che sulla fascia sinistra del proprio schieramento assicura buona copertura difensiva e proposizione offensiva non comune, specie nelle giornate di grazia.

Le sorprese, se proprio così vogliamo chiamarle, arrivano dalla zona centrale del campo. A Pestrin, leader indiscusso del centrocampo, sono stati affiancati elementi di talento: Tascone, Firenze e Mauri. Parto dal primo. Il giovanotto napoletano, che si era già distinto nel primo tempo di Monopoli, ha dimostrato anche a Melfi di avere una vitalità incredibile; proprio quella che mancava alla squadra in funzione di ruba-palloni. Non è un caso, a mio parere, che la prima rete porti la sua firma perché il calciatore si fa vedere in tutte le zone del campo, laddove c’è bisogno di pressing ma anche di proposizione in zona gol.

L’attaccante Firenze, invece, parla già con le reti realizzate: quattro in tre gare disputate. Il giovanotto ci sa fare con il pallone: è vivo, dialoga con i compagni senza eccedere in ghirigori e soprattutto vede la porta avversaria. Mauri, a Pagani già da settembre inoltrato, è quello che ha avuto bisogno di più tempo per ritagliarsi uno spazio nella squadra. Adesso che ha raggiunto una buona forma rappresenta per Grassadonia l’uomo in più perché ha caratteristiche tecniche di primordine e interpreta bene il ruolo di rifinitore.

In avanti, fedele al suo credo tattico, Grassadonia può contare su Cicerelli, fiore all’occhiello della squadra – probabilmente già opzionato da una società di serie B, anche se la società non lo ammetterà mai – su Reginaldo, sprecato per la categoria, e su Bollino che sulla destra è destinato a crescere ancora. Herrera al momento è il jolly che tutte le squadre vorrebbero avere, specie se riuscirà a recuperare completamente la forma fisica.

Starete chiedendovi: allora abbiamo uno squadrone? No. Abbiamo una squadra che finalmente ha una sua dimensione e che può solo migliorare sotto il profilo del gioco e dell’intesa fra i reparti. Per giunta ci sono elementi in panchina come Tagliavacche, Longo, Parlati che quando sono stati chiamati a dare il loro apporto lo hanno fatto con grande professionalità.

Il momento è buono e va sfruttato perché nella vita ci sono sempre momenti buoni e altri meno buoni.
A Melfi, tanto per essere più chiari e onesti – valore tecnico a parte, che è indiscutibile – pure la buona sorte non è stata nemica della squadra azzurro-stellata, come invece capitato in altre occasioni.
Grassadonia, da tecnico intelligente e navigato, d’altra parte sa benissimo che nel corso delle partite non sempre si può avere il controllo costante del pallone, perché in campo ci sono anche gli avversari. Ecco perché molte volte assistiamo a variazioni di ordine tattico; un po’ come avvenuto a Melfi, quando dopo aver conseguito il vantaggio la squadra ha rinserrato le file con l’ingresso in campo prima di Longo e poi di Carrotta.

Per concludere: un traguardo alla volta, per adesso pensiamo a blindare la salvezza.
Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com

A Melfi una Paganese da applausi.

Tre successi di fila, otto reti messe a segno e porta inviolata da ben tre giornate. Numeri positivi, oltre ogni più rosea aspettativa, e che riportano la Paganese nel limbo della classifica. La formazione cara al patron Trapani occupa ora un piazzamento di assoluta tranquillità. L’appetito però vien mangiando e Gianluca Grassadonia non è ancora sazio. Al punto da affermare nel post gara di sabato scorso, a conferma delle dichiarazioni rese alla vigilia, che la sua squadra ha l’obbligo di provare a vincerle tutte per acciuffare un posto utile alla disputa dei playoff. I risultati sono dalla parte dell’allenatore e del suo gruppo, così come pure le prestazioni cominciano ad essere caratterizzate da tanta concretezza ed organizzazione tattica sempre più in crescita. Contro il Melfi è andata in scena una Paganese caparbia e vogliosa di non lasciare nulla al caso e che ha saputo sopperire con ardore agonistico alle difficoltà legate ad un terreno di gioco infame, oltre che all’assenza del bomber Reginaldo. Senza il brasiliano, fuori causa anche contro il Cosenza domenica prossima, è stato Firenze il mattatore della squadra con una doppietta che ha messo le ali alla formazione liguorina. L’esperimento di Grassadonia, che ha utilizzato il jolly offensivo da ariete centrale, ha dato i suoi frutti. Firenze è stato solo una delle note liete della trasferta in terra lucana. Garanzie assolute ed ulteriori conferme sono arrivate dal pacchetto arretrato dove l’intesa tra i centrali De Santis e Carillo è praticamente perfetta. Bene anche Tascone che ha confermato quanto di buono fatto vedere a Monopoli, bagnando la sua prova con la rete che ha spianato la strada verso la vittoria. La Paganese cerca ora punti pesanti per alimentare il sogno playoff. Se ne riparlerà nel pomeriggio a Siano quando Grassadonia terrà a rapporto la squadra prima della ripresa degli allenamenti. Da verificare le condizioni del portiere Liverani che è uscito malconcio per un colpo allo zigomo sinistro.

da www.resportweb.it

Grassadonia: "La vittoria della maturità, dobbiamo crescere in alcuni aspetti".

La Paganese con il rotondo 0-4 sul terreno del Melfi ha colto il terzo successo consecutivo di questa stagione. Gli azzurrostellati stanno vivendo un ottimo momento, anche se il tecnico Gianluca Grassadonia, nella sala stampa dell'Arturo Valerio, attraverso i canali Facebook del club campano, sottolinea gli aspetti dove la squadra deve migliorare: “E' stata la vittoria della maturità e della continuità, questo avevo chiesto alla squadra in questa gara. Dobbiamo guardare con molta attenzione agli errori che vengono commessi puntualmente in ogni partita. Anche oggi (ieri n.d.r) Abbiamo sofferto sui palloni lunghi dei nostri avversari non effettuando le necessarie coperture. Siamo un gruppo giovane e certi errori sono da mettere in conto, ma allo stesso tempo c'è grande entusiasmo e voglia di imparare e conoscere da parte del gruppo".

Questa vittoria potrebbe spingere i campani a vivere un finale di campionato interessante e stimolante provando ad inseguire il sogno play-off. Il tecnico non perde di vista l'obbiettivo primario della società mantenendo i piedi ben saldi a terra: "E' un finale di campionato importante per tanti di noi, dobbiamo continuare a pedalare, il primo obbiettivo da staccare è quello della salvezza. Se vogliamo raggiungere qualcosa di diverso l'imperativo è vincere ogni partita perchè il gap di punti è notevole".

da www.tuttolegapro.com

La Paganese vista da... Nocera! - Sfruttiamo questo entusiasmo.

Semplice, troppo semplice questa vittoria a Melfi. Temuta dal sottoscritto, al quale andava di lusso se fossimo tornati dal Valerio con un punto, come ho ripetuto a tutti coloro con cui parlavo di questa partita. Andarci con i piedi di piombo e non esaltarsi per le due vittorie consecutive. Invece i baldi giovani di questa nuova Paganese hanno sconfessato tutti con una semplicità disarmante. Qualcuno mi dirà: "Ma abbiamo giocato con l'ultima in classifica che proveniva da dieci sconfitte consecutive". A questo qualcuno gli rispondo che negli anni siamo stati bravissimi sino alla stagione in corso a far resuscitare squadre e calciatori che erano dimenticati da coloro che scrivevano i tabellini dei marcatori o chi aggiornava le caselle delle vittorie. Tre punti di platino su un terreno pesante dove gli azzurri hanno interpretato al meglio la gara senza mai tirare indietro la gamba mettendo subito in chiaro le cose. In meno di mezz'ora il Melfi era sotto già di tre reti, realizzate da tre nuovi acquisti, due delle quali dal rinato Firenze già a segno quattro volte. Intensità e cattiveria...e dato ancora più significativo che da tre giornate abbiamo blindato la difesa. Otto gol fatti e zero subiti, cose mai viste da queste parti sopratutto nel girone d'andata, che vorranno pur dire qualcosa e con un Liverani che continua a dare tanta tranquillità a tutto il reparto. Incamerati nove punti che ci fanno respirare aria più salubre della classifica, che mostra comunque squadre in salute alle nostre spalle. LaVibonese che cade solo nel finale a Lecce, la Reggina che dopo aver imposto il pari a Cosenza si ripete aCastellammare, recuperando dal 3-1 al 3-3, il Siracusa che asfalta il Matera a domicilio. Voglio dire occhio a non perdere l'obiettivo principale, perchè i giovani ti fanno stare sull'altalena delle emozioni, ma allo stesso tempo questo entusiasmo e questa spensieratezza vanno sfruttati. Questa Paganese, alla quale concedo ancora di fornire altre prove prima di consacrarla definitivamente, chiedo di non cullarsi su queste vittorie perchè basta un attimo per avere brutti scherzi non solo perchè siamo nei giorni di Carnevale. Siamo alla vigilia di cinque gare da brividi: Cosenza in casa, con il ritorno delle partite di domenica, poi trasferta a Castellammare, prima di ricevere il Catania, per poi recarsi nel mini tour pugliese a Taranto e Foggia. Allora sfruttiamo questo entusiasmo, sulla scorta del bottino incamerato, e giochiamocele a viso aperto con la sfrontatezza dei nostri giovani ai quali il pubblico deve riconoscere coraggio e determinazione. Riempiamo il Torre, senza se e senza ma, per ringraziare questa squadra cheGrassadonia ha riassemblato come il miglior tecnico di una catena di montaggio della miglior fabbrica di automobili. Cambiano i pezzi ma lui ne trae sempre il meglio. E' il momento di sfruttare l'entusiasmo senza assillare nè mettere pressione a questi giovani che potranno giocare e crescere nel migliore dei modi per cercare di fare qualcosa d'importante. Recuperiamo l'entusiasmo di un tempo stringendoci al fianco di questa squadra contribuendo a dare linfa di calore, e non solo, ad una società che alla fine continua a tirare avanti con dignità nonostante un latente disamore. Sportivi azzurrostellati, al momento i fatti danno ragione ad una società che ha dovuto fare di necessità virtù e se questi sono i responsi delle necessità, dopo i tagli di gente che vagava in campo con la testa altrove, sono contento delle scelte fatte come ho sempre sostenuto.

Peppe Nocera - © Paganesemania

La partita del tifoso: la paternità del terzo gol.

Scommetto che siete tutti quanti impressionati e soprattutto meravigliati nel vedere la nostra Paganese giocare bene, con determinazione e cinismo e, soprattutto, vederla vincere. Io no, non sono per niente meravigliato! Eh, se mi aveste dato ascolto, quando vi ho decantato le lodi dei nuovi arrivi, quando vi dicevo che avevamo fatto un salto di qualità, che ci eravamo rinforzati. E vi dicevo quelle cose con cognizione di causa, dall’alto della mia competenza e profonda conoscenza dei nuovi calciatori!
Ovviamente, non è vero niente! Ovviamente, anch’io, come voi, ero a dir poco preoccupato. Pensavo sul serio che ci fossimo indeboliti e che dovessimo faticare molto per raggiungere la salvezza. Invece…

L’emblema di questa nuova Paganese io l’ho notato sull’azione del terzo gol. Innanzitutto, precisiamo che conBollino siamo pace: si era procurato un rigore inesistente, quando giocava col Taranto contro di noi, ci ha procurato un altro rigore inesistente, sabato. Tutt'appost. Dicevo dell’azione del terzo gol: dopo la respinta del portiere, sul rigore di Cicerelli, si sono fiondati in tre sulla palla vagante, come dei forsennati, come se da quel pallone dipendessero le sorti dell’intera umanità. Ecco, questa è la differenza. Secondo me, qualche mese fa, su quell’azione, qualche giocatore avrebbe detto: "Uh, che peccato, abbiamo sbagliato il rigore". E qualcun altro ancora:"Eh, vabbè, non fa niente, vinciamo già 2-0!". E un altro, ancora: “Non guardate me, io stavo marcando il loro attaccante, nel caso di un rovesciamento di fronte”.

E purtroppo veniamo al fatto spiacevole che si è verificato sul 3-0 e che ha macchiato la nostra vittoria. Se avete notato, nessuno dei nostri calciatori, in un primo momento, si è attribuito la paternità del gol. In effetti, neppure loro sapevano con certezza chi avesse segnato. A un certo punto, Firenze (lo avevo detto io che questo mi sembra uno scugnizzo), notando che nessuno alzava le braccia al cielo, ha pensato bene di appropriarsi della marcatura, ha cominciato a esultare e invitare i compagni ad abbracciarlo. Da qui il fatto increscioso: sembra ci sia stato un diverbio tra Bollino e Firenze, appunto. Senza dimenticare che pure Cicerelli avrebbe voluto il gol. Siete tutti curiosi di sapere cosa sia successo, cosa si siano detti i due. Bene, vi possiamo accontentare. Dovete sapere che con i potenti mezzi di PaganeseMania, sono state piazzate delle cimici all’interno dello spogliatoio e abbiamo ascoltato tutto, grazie all’intercettazione ambientale.

Ecco la fedele ricostruzione di quanto accaduto, tra primo e secondo tempo:

Bollino: “Mììì, sei proprio sicuro che u segnasti tu, il gol, eh?” (si capiva che era contrariato).

Firenze: “Ehm, chi io?” (si capiva che era impacciato e non sapeva che dire).

Bollino: “Sì, proprio vossia?”.

Firenze: “Ehm, in verità no.”.

Bollino: “Allora perché esultasti, come isso fatto tu?”.

Firenze: “Belin, visto che nessuno esultava, me lo sono preso io il gol. Scusa, perché non hai esultato prima tu?”.

Bollino: “Io nu putivo, stavo intra a puzzanfgera e nu sacciu nutare”.

Firenze: “Belin, mai visto un siciliano che non sa nuotare”.

Bollino: “Picchè, tu sei genovese, sai fare il pesto?”.

Firenze: “Belin, no. Non so fare il pesto”.

A questo punto, si sentono voci concitate nello spogliatoio. Andiamo a sentire cosa stava succedendo:

“Maurì, ti si pigliat nata vot ‘e infradit mij?” (difficile capire chi fosse a parlare ma vi assicuro che il tono era poco amichevole).

Mauri: “Scupla, Vincenzos, no tiengo infraditos e tiengo los bolles sotto ai piedos” (e abbiamo capito pure chi era quello di prima).

Marruocco: “E ti sì scudat nata vot ‘e zuoccl ‘a cas. Ma tu puort 32, comm t’ vann e mij” (e’ zuoccl, uannm, Marruò).

Mauri: “O sabe, Vincenzos ma tiengo mucho dolor! Ho tuelto le scarpes.” (ecco spiegato il perché della sostituzione di Mauri. Poverino.).

Comunque, per farla breve, vi dico che Bollino e Firenze stavano ancora litigando, quando è passato di lì De Giosae gli hanno spiegato l’accaduto. Per ovvi motivi (ufficio indagini e roba del genere), non possiamo riportare cosa si siano detti. Sappiamo tutti cosa sia successo sul 4-0! Detto questo, vi saluto e ci vediamo domenica. Ah, che bello ritornare al calcio di una volta! Ma che avete capito? Non il calcio di una volta, quando si giocava di domenica! Intendo dire, il calcio di una volta, quando la Paganese vinceva sempre!

Alberto Maria Cesarano - © Paganesemania

Melfi-Paganese 0-4: il pagellone di PaganeseMania.

Liverani una sicurezza così come tutto il reparto, Firenze fantastico

LIVERANI 7 - Da sicurezza all'intero reparto difensivo, neutralizzando tutti i tentativi avversari, ed è protagonista anche di tante uscite aeree. All'inizio del secondo tempo si supera su una conclusione a giro di Bruno. Stoico nel continuare la gara con uno zigomo in meno, costretto anche dalle sostituzioni ormai portate a termine dal tecnico.

ALCIBIADE 7 - Perfetto da terzino destro, anche se quest'oggi ha poco a cui badare. Poi nel secondo tempo viene spostato al centro della difesa a 3 e spazza via tutto quello che c'è da allontanare dalla propria area.

DE SANTIS 7 - Terribilmente concreto e puntuale nelle chiusure difensive. Protagonista di una sola sbavatura quando lascia un pallone che Liverani non blocca e da cui poteva nascere una situazione imbarazzante.

CARILLO 7 - Come il collega di reparto è concreto ed efficace. Tiene alla grande una difesa altissima su tutti i rinvii del portiere del Melfi.

DELLA CORTE 6,5 - Ingaggia un bel duello con Mangiacasale fino al forfait di quest'ultimo. Da lì in poi ordinaria amministrazione.

TASCONE 6,5 - Sbuca alle spalle di tutti e porta in vantaggio quasi subito gli azzurrostellati. Determinazione e grinta al servizio della squadra, non tira mai indietro la gamba ed è sempre felice negli inserimenti.

PESTRIN 6,5 - Amministra con esperienza e ordine il reparto difensivo e la linea mediana. Efficace e concreto in tante situazioni dove c'è da posare il fioretto e usare la spada.

MAURI 6 - Sembra un pesce fuor d'acqua in quello che era diventato un pantano che non gli permette di esprimere il suo talento.

BOLLINO 6,5 - Un pò evanescente la sua partita, fino a quando riesce a guadagnarsi il rigore del 3-0. Spreca qualche occasione in contropiede dove è tardivo il suo ultimo passaggio. Chiude il 4-0 sfruttando un regalo di De Giosa.

FIRENZE 7,5 - Gioca una partita fantastica in un ruolo che a detta di tutti non ha mai ricoperto. Fa benissimo il collante tra centrocampo e attacco, segna un gol di testa anticipando Gragnaniello e poi è lestissimo sul tap-in dopo il rigore sbagliato da Cicerelli. Quattro partite e quattro gol per un giocatore che al suo arrivo aveva lasciato qualche dubbio tra i tifosi.

CICERELLI 7 - Protagonista di tre gol sui quattro realizzati, batte il calcio d'angolo da cui scaturisce il gol del vantaggio di Tascone, mette al centro il pallone su cui Firenze insacca il 2-0. Si fa parare il rigore da Gragnaniello. Poi la solita gara di sacrificio e abnegazione. Fondamentale.

LONGO 6 - Entra bene in partita posizionandosi sull'out di destra e contiene bene gli attacchi avversari.

CARUSO 6,5 - Vorrebbe spaccare il mondo e infatti lo si nota dalla cattiveria con cui combatte sugli ultimi palloni del match. Viola gli nega il gol del 5-0 spedendo sulla traversa una grande conclusione.

CARROTTA sv

GRASSADONIA 7.5 - Alla vigilia aveva chiesto alla squadra una prova di maturità e di usare la spada, e non il fioretto, se ne fosse stato necessario. La squadra recepisce l'input del tecnico battagliando fin dal fischio iniziale su un terreno di gioco appesantito dall'abbondante pioggia senza accantonare neppure le solite geometrie di gioco. Ottimo l'approccio al match così come la gestione a dimostrazione che la strada imboccata è quella giusta!

Alfonso Esposito - © Paganesemania

25.2.17

Melfi-Paganese 0-4. Quest'anno ne vedremo ancora delle belle!


Nella foto, tratta da Sportube, il quarto gol messo a segno da Bollino sull’uscita del portiere del Melfi.

Di Nino Ruggiero 

Pomeriggio di grande gaudio per la tifoseria paganese. Una vittoria in trasferta, con quattro gol segnati senza incassarne, non la ricordavo e, a dire il vero, non essendo amante delle statistiche, non so nemmeno se è mai stata conseguita in tutti i novanta anni di storia locale.

Partita agonisticamente combattuta, maschia, gagliarda, disputata su un campo pesantissimo per la pioggia caduta prima e durante la gara. Paganese in gran spolvero, decisa, sicura di sé; prima pimpante, sbarazzina e guascone  nella prima mezzora; poi, una volta in vantaggio dopo l’azzeccato colpo di testa di Tascone, autorevole, decisa, mai doma, addirittura spavalda, a conferma del rendimento avuto nelle ultime gare.

E sono tre vittorie di seguito; un ruolino di marcia che intriga ma che – soprattutto – indica che la squadra è in piena salute; addirittura più viva e più vegeta di quella che nelle prime fasi del campionato, all’indomani delle vittorie esterne di Catanzaro e Messina, aveva fatto sognare la tifoseria ad occhi aperti.

Bisogna ammettere – anche se le apparenze lasciavano credere che la squadra si fosse indebolita durante la campagna di gennaio – che i nuovi arrivati, oltre a portare una ventata di sana gioventù, hanno contribuito a fortificare l’assetto della compagine azzurro-stellata. Di questo bisogna dare il giusto merito al direttore sportivo Ferrigno e al coordinatore dell’area tecnica Bocchetti che hanno saputo pescare bene quando a gennaio si è trattato di rivoluzionare la squadra.

I numeri, che sono un’entità matematica e che solitamente non vanno discussi, dicono che la squadra ha raggranellato nove punti in tre gare. Merito anche e soprattutto di Grassadonia che – consapevole delle disavventure difensive della squadra – con grande coraggio ha rivoluzionato la difesa e ha dato fiducia alla coppia centrale De Santis-Carillo. Nello stesso tempo ha reinventato Alcibiade difensore di fascia, dandogli un’adeguata sistemazione più confacente ai suoi mezzi tecnici. Una mezza rivoluzione che ha visto protagonisti anche i componenti del centrocampo e una inattesa panacea per Pestrin che, con Tascone e Mauri, ai fianchi può dare anche un occhio in più alla difesa in fase di filtro. Una parola mi sento di spenderla per Liverani: trasmette tranquillità da tutti i pori e – a mio parere – non è un caso che non prenda gol da tre partite.

Crescono intanto anche Firenze, autore di una doppietta (e sono quattro!), e Bollino che sulla fascia destra si fa rispettare. Ne vedremo ancora delle belle!

Appuntamento a lunedì per un approfondimento con la rubrica “Così è, anche se non vi pare” su http://www.paganesegraffiti.wordpress.com

Top&Flop di Melfi-Paganese 0-4

Si è conclusa da pochi minuti la gara fra Melfi e Paganese​, valida per la 27^ giornata del girone C, con il largo successo degli azzurrostellati per 0-4. Partita che non ha avuto storia, con i campani capaci di avere un ottimo approccio mentale nel confronto e trovando il vantaggio repentino, grazie alla deviazione aerea a centroarea di Tascone su angolo da sinistra. La reazione del Melfi è volenterosa, ma a stretto giro di posta arriva il raddoppio grazie a Firenze, il quale anticipa ancora di testa Gragnaniello su cross proveniente da sinistra. Il Melfi prova a rientrare in partita e si rende pericoloso con De Angelis, servito in area dalla verticalizzazione di un compagno, il suo destro si perde sul fondo. Chi sbaglia paga è il vecchio adagio del calcio: Tascone pesca Bollino, il quale cade dopo uno scontro con il portiere del Melfi e l'arbitro fischia il penalty fra le proteste di giocatori e pubblico di casa, ritenendo sulla palla l'intervento dell'estremo lucano. Batte Cicerelli Gragnaniello para, vincente è la scivolata di Firenze per il 3-0. Piove sul bagnato in casa gialloverde, infortunio per Mangiacasale al 34', sostituito da Bruno. Nella ripresa ci provano i padroni di casa, ma arriva anche la quarta rete che di fatto chiude la gara con netto anticipo grazie a Cicerelli, abile a rubar palla ed involarsi nella metà campo avversaria battendo Viola in uscita. Adesso vediamo i Top & Flop della gara: 

TOP

Nessuno nelle file del Melfi: tutti nell'ambiente lucano si attendevano una scossa dopo il terzo cambio in panchina: Diana aveva preso il posto di Bitetto, e c'erano aspettative da questa gara. Lo 0-4 odierno fotografa una situazione di una squadra molto fragile in tutti i reparti, e anche sotto il profilo mentale. Il tempo c'è ancora per recuperare, ma sicuramente 11 sconfitte consecutive sono un fardello pesante da sopportare e la via d'uscita della crisi appare ancora lontana. ARRENDEVOLI

Marco Firenze (Paganese): qualche preoccupazione in casa azzurrostellata la creava l'assenza di Reginaldo, Grassadonia sceglie l'ex attaccante della Robur Siena, e la sua scelta si rivela azzeccata. Si muove su tutto il fronte d'attacco mettendo costantemente in difficoltà la retroguardia avversaria. Siglando due reti e colpendo anche una traversa.MORTIFERO

FLOP

La difesa del Melfi: 57 reti in 27 partite sono davvero troppe, con questa retroguardia difficile poter parlare di salvezza in Lega Pro. Gli avversari segnano con una facilità irrisoria, qualcuno può dire che la rete arriva al primo tiro in porta degli avversari, però quando gli si lascia il tempo di concludere indisturbati all'interno della propria area c'è poco da recriminare. Urge cambiare rotta se si vuol sperare di raddrizzare la stagione.IMPRESENTABILI

Nessuno nelle file della Paganese: sarebbe senza senso mettere un calciatore dei campani in questa parte della nostra rubrica, fra l'altro sarebbe difficile trovare qualcuno che si sia espresso al di sotto della sufficienza. Terza vittoria consecutiva- per la prima volta in stagione- cinismo e determinazione unito alla mentalità giusta messa in mostra dalla truppa campana, continuando così sognare è lecito. PLAY-OFF PERCHE' NON PROVARCI?

Da www.tuttolegapro.com

Nettissimo 0-4 a Melfi. E ora per la Paganese potrebbe iniziare un nuovo campionato.


Grassadonia lo aveva annunciato: sarà una partita difficile e molto fisica. Nei fatti lo è stata, ma la Paganese ne è uscita alla grande, trovando il terzo successo di fila (roba che non si vedeva da tempo), una vittoria senza precedenti in trasferta (0-4) e soprattutto una classifica più bella e che potrebbe regalare scenari diversi. Succede tutto nella prima ora di gioco, con il gol di Tascone in apertura, la doppietta di Firenze e il poker di Bollino nella ripresa. Il Melfici ha messo tanto impegno, ha sprecato qualche occasione davvero clamorosa, ma gli azzurrostellati si sono dimostrati molto concreti. 

La Paganese è cinica, il Melfi molto meno. Gli azzurrostellati mettono in mostra una letale concretezza che si scontra con l'imprecisione della squadra di casa che ha l'opportunità di controbattere ad ogni gol della squadra di Grassadonia ma non riesce a segnare. La gara si mette subito sui binari positivi per la Paganese, avanti dopo appena 5' grazie al colpo di testa di Tascone su corner di Cicerelli. Poco dopo Liverani esce provvidenzialmente su De Angelis, mentre all'11' gli ospiti raddoppiano. Ottimo spunto sulla sinistra di Della Corte eCicerelli, il cross deviato di quest'ultimo è ribadito in rete da Firenze, in anticipo suGragnaniello. E la grossa chance per i gialloverdi se la divora ancora De Angelis al 17', a tu per tu con Liverani. Il tris la Paganese lo serve al 24', approfittando di una svista dell'arbitro che concede rigore per un contatto fra Gragnaniello Bollino. L'errore di Cicerelli dal dischetto viene mitigato dal rimbalzo raccolto da Firenze che timbra la sua personalissima doppietta. Nel quarto d'ora finale cresce il Melfi, che sfiora il gol che potrebbe riaprire la gara con una punizione di Battaglia sporcata dal palo ma soprattutto con un colpo di testa di Gammone deviato in angolo dal tuffo di Liverani

Il Melfi inizia la ripresa così come aveva interrotto il primo tempo, anche se senzaGragnaniello rimasto negli spogliatoi. Dopo neppure un minuto, Liverani deve subito compiere un miracolo su Bruno, volando all'angolino, mentre al 6' De Giosa si divora il gol a porta vuota sugli sviluppi di un angolo. Tant'è che Grassadonia passa alla difesa a cinque, togliendo dalla contesa Mauri per inserire il laterale Longo. Il forcing dei gialloverdi viene fermato al quarto d'ora dal poker siglato da Bollino. Il folletto palermitano s'invola verso l'area con l'assist servitogli direttamente da Laezza il quale sbaglia il retropassaggio per Gava. Nella seconda parte di gara, dove praticamente si attende solo il triplice fischio, col Melfi che prova almeno a salvare la faccia, Grassadonia concede spazio anche a Caruso Carrotta. Proprio l'ex Catanzaro in pieno recupero, dopo una grande azione personale, colpisce la traversa. Ma il risultato non cambia e il terzo successo di fila è servito. 

Danilo Sorrentino
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MARCATORI: pt 5' Tascone, 11' e 26' Firenze; st 14' Bollino
MELFI (3-5-2): Gragnaniello (1' st Gava); Grea (11' st Foggia), Laezza, De Giosa; Mangiacasale (35' pt Bruno), Marano, Battaglia, Obeng, Russu; De Angelis, Gammone. A disp.: Lodesani, Filomeno, Libutti, Esposito, De Vena, Romeo, Demontis, Vicente. All.: Diana
PAGANESE (4-3-3): Liverani; Alcibiade, De Santis, Carillo, Della Corte; Tascone (31' st Carrotta), Pestrin, Mauri (8' st Longo); Bollino (24' st Caruso), Firenze, Cicerelli. A disp.: Marruocco, Gomis, Mansi, Zerbo, Herrera, Parlati, Stoia, Tagliavacche, Gorzelewski. All.: Grassadonia
ARBITRO: Capraro di Cassino (Palermo - Dibenedetto)
NOTE: spettatori 500 circa. Allontanato all'intervallo il tecnico del Melfi, Diana. Al 26' pt Gragnaniello para calcio di rigore a Cicerelli. Ammoniti: De Giosa, De Santis. Angoli 11-5. Recupero pt 1', st 5'

La Paganese espugna Melfi alla grande: 0-4 e terza vittoria consecutiva.

24.2.17

Mister Grassadonia: "La vittoria a Melfi ci darebbe una classifica diversa".

Tutto pronto per Melfi.

A Melfi, mancherà Reginaldo, appiedato per due turni ma Grassadonia, vista l’abbondanza della rosa, può variare l’assetto base o mantenere lo stesso schema ma con uomini diversi che ben si adattano alle direttive tattiche del trainer. In porta, visto il recupero di Marruocco, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Oltre al portierone napoletano, non demeritano Liverani e Gomis. In difesa, riconferma dei quattro, con Carillo e De Santis, centrali mentre sugli esterni a destra Alcibiade ed a sinistra Della Corte. Potrebbe variare la linea mediana con il solo Pestrin sicuro del posto. In lizza per due maglie, Mauri, Tascone, Tagliavacche ed Herrera. Anche in attacco le opzioni per Grassadonia non mancano. Con Cicerelli e Bollino sugli esterni, si giocano la maglia da titolare per il posto del brasiliano, uno tra Zerbo e Firenze. Intanto, da circa due settimane, si allena con la Paganese il 21enne Giuseppe Maiorano, attaccante ex giovanili dell’Inter, lo scorso anno 16 presenze tra Ancona e Lupa Roma. Il calciatore, nativo della vicina San Marzano sul Sarno, in queste settimane sembra aver favorevolmente impressionato il trainer azzurro che ne potrebbe caldeggiare l’ingaggio con scadenza giugno 2018. Svincolato, il calciatore ha tempo sino al prossimo 28 febbraio per essere tesserato. Dunque, con l’ingaggio di Maiorano si potrebbe chiudere definitivamente il mercato azzurro.

da www.resportweb.it

Sei mani a protezione della porta: Liverani avanti, ma Marruocco e Gomis scalpitano.


"Le sei mani" è un romanzo non proprio imperdibile di Agatha Christie, forse la più famosa scrittrice di libri gialli. Si tratta di due racconti lunghi su cui la Christie ha messo il proprio zampino insieme ad altri cinque autori, meno celebri di lei. Un club che non ha brillato, almeno rispetto alla carriera dell'ideatrice di Miss Marple e del detective Poirot.

Le sei mani sono anche quelle che adesso proteggono la porta della Paganese. Attenzione! Nessun animale mitologico è stato ingaggiato dagli azzurrostellati, ma si fa semplicemente riferimento ai tre portieri che ora sono a disposizione di mister Gianluca Grassadonia. Già, perchè col rientro in pianta stabile di Vincenzo Marruocco, ora gli azzurrostellati hanno un tris di portieri da far invidia ad altre squadre di Lega Pro, forse anche di vertice. Luca Liverani, Lys Gomis e Vincenzo Marruocco, che potrebbero essere titolari nella maggior parte delle formazioni di terza serie, rappresentano un vero lusso per la Paganese. In questo momento le gerarchie appaiono chiare e in un ruolo come quello del portiere sono necessarie. Liverani è in netto vantaggio sugli altri due estremi difensori, viste le prestazioni sfoderate dal suo arrivo. Il portiere, arrivato dalla Salernitana, ha restituito affidabilità e tranquillità al pacchetto arretrato e alla porta azzurrostellata, che ha vissuto alti e bassi nella prima parte di stagione. Un avvio di campionato altalenante da parte di Marruocco, unito a qualche incertezza mostrata dal giovane Chiriac, aveva compromesso più di una partita. 

Per questo, nonostante le smentite di turno in sede di mercato, a gennaio laPaganese ha pensato di rinforzare anche la porta, ingaggiando Liverani. Nonostante vesta la maglia numero 30, è il portiere romagnolo ad avere i galloni da titolare. L'infortunio al ginocchio subito da Marruocco col Matera e il pericolo di non riuscirlo a recuperare in tempo ha poi spinto la Paganese a prelevare in prestito anche Gomis, reduce dall'alternanza a Lecce con Bleve e chiuso dall'arrivo in terra salentina di Perucchini. Finora solo panchina per il classe '89 il quale ha contagiato tutto lo spogliatoio con la sua simpatia, che sfodera in ogni pausa dell'allenamento, anche con i più giovani del gruppo. 

E poi c'è Marruocco, rientrato proprio in settimana nei ranghi. A quasi 38 anni, l'estremo difensore partenopeo ha ancora voglia di mettersi in gioco come ha dimostrato in questi giorni. Tanta concentrazione e interventi a tratti miracolosi nel corso delle partitelle coi compagni, segno che Marruocco vorrebbe ancora dire la sua e magari farsi trovare pronto se la Paganese ne avrà bisogno. Anche perchè Grassadonia ora in porta può dormire sonni tranquilli...ci sono ben sei mani a proteggerla, ma solo uno potrà giocare!

Danilo Sorrentino - © Paganesemania

23.2.17

25 anni di Gioventù: buon compleanno!


23 febbraio 1992 - 23 febbraio 2017. Son trascorsi 25 anni dalla fondazione della Gioventù Azzurra che nel tempo si muta semplicemente in Gioventù. Dall'Eccellenza, quando venne esposto il primo embrionale striscione in quel campionato 1991-92 vinto a mani basse dalla Paganese del presidente Iacuzio e del bomber Orlando, all'attuale campionato di serie C dell'attaccante Reginaldo e del presidente Trapani. Nozze d'argento tra laPaganese ed il gruppo Ultras della GA PAGANI che ha avuto sempre una sua precisa identità nel modo di rapportarsi con il panorama del tifo organizzato locale. Incessante e continuo il sostegno per la casacca azzurrostellata, dal settore distinti del Marcello Torre, ogni domenica con cori originali e striscioni ad effetto. 25 anni rappresentano un traguardo importante per un gruppo che, a testa alta, ha portato avanti le proprie idee sempre seguendo la stella come simbolo ed ideale. A voi Gioventù i migliori auguri di lunga vita ultras, da parte di tutta la redazione di Paganesemania, al sostegno perenne della Paganese. "C'ero, Ci sono e Ci sarò " lo striscione simbolo di questa stagione che rappresenta il ponte di congiunzione tra il passato, il presente ed il futuro tutto da scrivere. Con l'augurio che al più presto possa ritornare a rimbombare, da un unico settore, l'inesauribile sostegno per i colori azzurri.

© Paganesemania - Riproduzione riservata

Di seguito la nota del gruppo:

Le idee non le spengono i temporali
Così, tra notti insonni, carta e vernice, riunioni accese, nuvole di fumo, pianti, risate, abbracci, botte, qualche birra, freddo, pioggia, milioni di chilometri improponibili e soldi buttati, sono passati 25 anni. Quanto tempo è trascorso da quel 23 febbraio del '92! Nessuno allora avrebbe mai immaginato che quel semplice desiderio di stare insieme di un manipolo di adolescenti sbarbati si sarebbe, poi, rilevato il filo conduttore della loro giovinezza. E’ come finire nella carta moschicida: quando resti incollato sei, ormai, fregato. Negli anni sono cresciuti e quei ragazzini si ritrovano oggi a far conoscere quell’emozione dei gradoni ai loro stessi figli. Sì, perché ogni volta che si solca il cancello di uno stadio le emozioni sono sempre le stesse. Così come quell’ansia che fa sobbalzare dal letto ogni volta che in piena notte si avvolge la propria sciarpa al collo e si chiude la porta di casa alle spalle per prendere parte a una nuova avventura. Fuori è ancora buio, la città dorme, ma il pensiero è agli amici che aspettano, ai chilometri da fare e lungo il cammino che porta da loro, intanto, si spera che vada tutto bene. E’ la magia della trasferta! Negli anni questa magia è diventata sempre più costosa. Il prezzo da pagare è stato alto. Questo però non è stato un freno, nonostante l’aver dovuto mettere in soffitta i simboli di una vita. Quello che non si vede non significa che non ci sia. Cambiano i modi, ma non le battaglie e le idee. E si arriva, così, a venticinque!
…to be continued!

Grassadonia a caccia di soluzioni per l'attacco.

Gianluca Grassadonia studia le contromisure da opporre al Melfi nella sfida di sabato pomeriggio all’Arturo Valerio. Nella seduta di ieri pomeriggio sul manto erboso del Torre, l’allenatore della Paganese ha cominciato ad abbozzare le soluzioni tattiche per far fronte all’assenza del bomber Reginaldo. L’ariete sudamericano, fermato per due turni dal giudice sportivo in seguito all’espulsione nel finale di gara con il Messina, è un punto fermo dello scacchiere tattico e rinunciarvi rappresenta una perdita importante per lo sviluppo del gioco offensivo. La sessione tattica di ieri pomeriggio, preceduta dal solito copione atletico sotto la guida del preparatore Giovani, ha aperto il campo a possibili varianti, ma ugualmente improntate all’ormai collaudato 4-3-3. Sotto lo sguardo attento del direttore sportivo Ferrigno e del direttore tecnico Bocchetti, ai quali si è unito in chiusura di allenamento il patron Trapani, il tecnico azzurrostellato ha alternato sia Caruso che il giovane Stoia nel ruolo di terminale del tridente d’attacco. Entrambi hanno caratteristiche fisiche adeguate a giocare al centro della prima linea, ma c’è anche una terza soluzione che potrebbe prendere corpo. È quella che porta all’avanzamento di Firenze in attacco. Una posizione nuova per l’ex Siena che in carriera ha giocato da seconda punta e che alla Paganese è stato riscoperto mezzala di centrocampo da Grassadonia. L’allenatore liguorino apprezza molto la duttilità e lo spirito di sacrificio di Firenze che potrebbe davvero essere la chiave giusta per sopperire alla pesante defezione di Reginaldo. L’ipotesi è suggestiva e consentirebbe anche di non perdere il contributo di imprevedibilità e dinamismo che assicurano sulle corsie esterne i vari Cicerelli e Bollino. L’avanzamento di Firenze comporterà poi anche una rivisitazione della linee mediana. Nel reparto centrale torna arruolabile il giovane Tascone. Il classe ’97 di proprietà del Genoa aveva saltato il match con il Messina per noie muscolari ma è pienamente recuperato e pronto a riprendersi una maglia sul centrodestra al fianco di Pestrin e Mauri. Si è riaggregato ai compagni anche il portiere Marruocco ma appare improbabile una rinuncia al sempre più sicuro Liverani nella sfida con il Melfi. Curiosità nel pacchetto arretrato perché l’esperimento, rivelatosi vincente, di Alcibiade nel ruolo di esterno basso stuzzica Grassadonia.

da www.resportweb.it

In prova l'attaccante Giuseppe Maiorano, nei prossimi giorni potrebbe firmare.

Potrebbe non essere chiuso il mercato della Paganese, con la squadra azzurrostellata che potrebbe mettere a segno un colpo in prospettiva. Da qualche giorno, infatti, è a disposizione di mister Gianluca Grassadonia il giovane attaccante Giuseppe Maiorano. 21 anni compiuti la scorsa settimana, l'esterno d'attacco, originario di San Marzano sul Sarno, da metà della scorsa settimana è in prova alla Paganese, dopo un infortunio al ginocchio che non gli ha permesso di giocare per tutta la prima parte di stagione. Lo scorso anno si era diviso fra Ancona e Lupa Castelli Romani: coi laziali mise a segno un gol in 16 apparizioni nel girone di ritorno. In estate si è svincolato dall'Inter che lo prelevò ragazzino dalla scuola calcio Franco Della Monica e, dal 2013 al 2015, l'ha mandato in prestito al Sassuolo, squadra con la quale ha disputato due campionati Primavera.

Già un anno fa il giovane sammarzanese fu vicino alla Paganese, nella sessione invernale di mercato, quest'anno può riprovarci, nonostante in attacco la concorrenza sia tanta. Nell'esperienza con la Lupa Castelli, però, Maioranosi è adattato anche da mezz'ala e potrebbe ritornare utile anche in quel ruolo. Da quello che filtra, il classe '96 starebbe convincendo Grassadonia il quale nei prossimi giorni dovrebbe sciogliere la riserva. Se dovesse andare in porto l'affare, la Paganese lo ingaggerebbe fino al 2018. Per concludere l'operazione c'è tempo fino a martedì prossimo alle 19, termine ultimo per tesserare un calciatore svincolato.

Danilo Sorrentino - © Paganesemania

Ieri il Presidente Trapani ha salutato la squadra.

Allenamento sul manto erboso del Torre per la Paganese, che ieri si è ritrovata sul proprio impianto cittadino per una seduta pomeridiana prevalentemente dedicata alla parte tattica. Dopo il riscaldamento ed alcuni esercizi iniziali, il gruppo è stato preso in consegna da Grassadonia che ha fatto svolgere una serie di esercitazioni tattiche e partitine a tema, alle quali non ha partecipato Reginaldo che ha svolto una serie di giri di campo, essendo squalificato per le prossime due partite. Al suo posto l'allenatore azzurrostellato ha alternato, nel ruolo di punta centrale, gli attaccanti Caruso e Stoia, ma anche Firenze, non snaturando quindi nessuno degli esterni d'attacco. I portieri, che ora sono ben quattro col rientro di Marruocco (oltre a Gomis e Liverani c'è il giovane Coppola), si sono alternati fra le esercitazioni con la squadra ed il lavoro col preparatore Limone. L'allenamento si è concluso con una partitella a campo intero.
Al termine della seduta, durata circa un paio d'ore, ha fatto capolino allo stadio il presidente Raffaele Trapani, che si è intrattenuto a bordo campo con l'ad Raiola, il ds Ferrigno, il responsabile dell'area tecnica Bocchetti e misterGrassadonia.

Danilo Sorrentino - © Paganesemania

22.2.17

Riecco Marruocco e Tascone: oggi pomeriggio allenamento al Torre.

Ieri doppia seduta di allenamento per la Paganese sul sintetico di Siano. Grassadonia e il suo staff al mattino hanno diviso il gruppo in due tronconi che si sono alternati fra lavoro di forza col preparatore atletico Giovani e lavoro tattico sul campo. Nel pomeriggio, invece, seduta di allenamento prevalentemente tattica. Due buone notizie per il tecnico azzurrostellato, che ritrova Vincenzo Marruocco e Simone Tascone, i quali si sono riaggregati al gruppo. Il portiere, fermo dalla sfida col Matera di fine 2016, ha smaltito il problema al ginocchio che l'ha tenuto ai box per un mese e mezzo. Il centrocampista, invece, che aveva accusato un risentimento muscolare la scorsa settimana sta bene e sarà a disposizione per la gara con il Melfi. Oggi pomeriggio la squadra ritornerà a Pagani e si allenerà, a partire dalle 14.30, allo stadio Marcello Torre, per una seduta a porte aperte.

© Paganesemania

La Paganese cerca conferme a Melfi. Ma non ci sarà Reginaldo.

Com’era nelle previsioni, due le giornate di squalifica per l’attaccante azzurro Reginaldo. Il giudice sportivo di Lega Pro, Pasquale Marino, letto il rapporto del guardalinee, ha sanzionato con un doppio turno di stop il brasiliano con la seguente motivazione: per aver volontariamente colpito con una manata al volto un avversario. Dunque, il puntero azzurro salterà la trasferta di sabato a Melfi e la gara interna contro il Catania, due gare importantissime per il prosieguo in campionato della Paganese. Grassadonia, al termine della gara con i peloritani di Lucarelli, aveva criticato aspramente, il comportamento non proprio consono del suo giocatore e, così come avvenuto quindici giorni prima con il difensore Alcibiade, s’era arrabbiato tantissimo, tanto da evitare di parlare al termine della vittoria con il Messina. Dunque, contro i lucani, il trainer salernitano dovrà reinventarsi l’attacco in una delle gare più difficili della stagione. In rampa di lancia uno tra Zerbo e il gioiellino di casa, Stoia. A Melfi, complice il cambio del tecnico (via Bitetto e dentro l’ex del Bassano Aimo Diana), bisognerà fare attenzione soprattutto alla voglia di dimostrare di non valere l’ultima posizione dei gialloverdi. Gli azzurri, reduci da due vittorie consecutivi e con una difesa che ha subito solo due gol nelle ultime tre gare di campionato, cercano la conferma dell’ottimo momento e puntano a portare a casa un altro risultato positivo. La squadra, intanto, ieri, ha svolto una doppia seduta di allenamento sul sintetico di Siano. Parte atletica al mattino e tecnica e tattica al pomeriggio. Si sono rivisti con il gruppo anche il portiere Marruocco, assente dalla gara interna con il Matera per un problema al polpaccio prima ed al ginocchio poi e, Tascone che ha smaltito l’affaticamento muscolare che ne ha impedito il suo impiego contro il Messina.

da www.resportweb.it

Reginaldo squalificato per due giornate: salterà Melfi e Cosenza.

Il Giudice Sportivo della Lega Pro ha squalificato per due giornate l'attaccante della Paganese Reginaldo. Il brasiliano è stato fermato per due turni "per aver volontariamente colpito con una manata al volto un avversario (r.A.A.)". Costa quindi caro a Reginaldo il gesto commesso nel recupero della gara ai danni del difensore delMessina, De Vito: salterà i match con Melfi e Cosenza.

Gli altri provvedimenti per il girone C:

5 giornate: Armellino (Matera);
3 giornate: Pane (Akragas), Saraniti (Vibonese);
1 giornata: Corsi, Letizia (Cosenza), Paponi (Juve Stabia), Sounas (Monopoli), Coralli (Reggina), Spinelli (Siracusa), Pambianchi (Taranto).


© Paganesemania

21.2.17

Una ventata di ottimismo sulla Paganese.

La vittoria ottenuta sul Messina ha portato una ventata di entusiasmo nella Paganese che, carica, si appresta ad affrontare sabato un ulteriore scontro salvezza contro il fanalino di coda Melfi (esonerato Bitetto, al suo posto Diana) al Valerio. Un impegno duro, a dispetto della classifica dei lucani che nonostante occupino l’ultima posizione, sono squadra di tutto rispetto.

Ma bisogna confermare quanto di buono è stato fatto negli ultimi 15 giorni. Le due vittorie di Monopoli e quella col Messina vanno fortificate e una vittoria in terra lucana potrebbe rappresentare un grande passo verso il traguardo salvezza. Salvezza che, visti gli ultimi risultati, ha leggermente aumentato la quota sicurezza. Per essere certi della matematica permanenza in Lega Pro, ci vogliono 41 punti. A 12 gare dal termine, ne mancano ancora 11.

Intanto la squadra ieri ha ripreso ad allenarsi sul sintetico di Siano. Grassadonia, come già avvenuto con Alcibiade, ha fatto la voce grossa con il brasiliano Reginaldo che oggi pomeriggio conoscerà il verdetto del giudice sportivo in merito alla sua espulsione. In questa fase del campionato, il tecnico s’era appellato ai senior della squadra per cercare di uscire fuori dalle zone pericolose della classifica e visti gli impegni con formazioni che lottano per la salvezza, l’assenza del brasiliano, è pesante. Ma Grassadonia ha una rosa abbastanza ampia e certamente ha già in mente la mossa tattica per non snaturare la squadra.

A Siano, ieri, si è rivisto anche Tascone. Il centrocampista azzurro, sofferente per un affaticamento muscolare, complice una preparazione fatta solo di corsa, ha svolto la prima parte di lavoro, svolgendo, differenziato sotto l’egida del professor Giovani per poi passare alle cure terapiche del massofisioterapista della società, Bisogno che cercherà il possibile per rimetterlo a disposizione di Grassadonia per la trasferta di sabato a Melfi.

Intanto, proprio per la trasferta in terra lucana, anche la tifoseria prepara l’esodo per essere vicino alla squadra. Complice la distanza, i tifosi azzurrostellati anche all’Arturo Valerio non faranno mancare il proprio apporto alla squadra in un match che potrebbe significare molto in caso di vittoria anche e soprattutto in chiave playoff.

da www.resportweb.it

20.2.17

Le mosse tattiche di Grassadonia.


Nella foto, tratta da Sportube, il magnifico gol messo a segno da Firenze

Di Nino Ruggiero


Sei punti in due gare rappresentano un ottimo bottino per la ringiovanita Paganese. Tre punti insperati a Monopoli; tre punti, invece, più che sperati contro il Messina sabato scorso, proprio per il fatto di aver visto, esattamente una settimana prima, in terra pugliese, una squadra viva e vegeta.
Grassadonia sabato scorso ha spiazzato tutti presentando una difesa quasi completamente nuova. Ha ridato fiducia ai due centrali Carillo e De Santis e ha inserito sulla destra dello schieramento Alcibiade, non nuovo a recitare il ruolo di terzino vecchio stampo; a sinistra della difesa schierata a quattro ancora una volta Della Corte, oramai punto fermo della squadra sulla fascia di competenza.
Una considerazione spicciola sulle due ultime esibizioni: non so se è lo schieramento tattico difensivo che finalmente ha trovato una sua dimensione o se, invece, sono gli avversari di turno che non riescono a inquadrare la porta della Paganese. Per la prima volta dall’inizio del campionato, infatti, gli azzurro stellati non prendono gol in due partite di fila. Una cosa è certa, perché la matematica non scherza con le opinioni: da due gare il portiere Liverani si limita all’ordinaria amministrazione e – taccuino alla mano – non mi pare che abbia dovuto effettuare parate di grande rilievo. Come sempre, però, sarà il tempo a dare una risposta esauriente e precisa.

Grassadonia, direi finalmente, sabato scorso ha avuto un problema di abbondanza quando si è trattato di scegliere l’undici iniziale da mandare in campo. Il risultato gli ha dato ancora una volta ragione perché la squadra, ancorché timorosa e incerta nel primo quarto d’ora della gara, ha dimostrato di saper capitalizzare le azioni da rete proposte. Lo ha fatto con cinismo, con azioni corali e con la determinazione che caratterizza elementi che stanno dimostrando di avere dimestichezza con le porte avversarie. Prendete Firenze. Era arrivato in un momento di scetticismo generale e di lui si sapeva solo che era un calciatore promettente, mai definitivamente sbocciato. Al giovane Firenze sono bastate tre partite e due gol segnati per entrare nel cuore dei tifosi paganesi che se lo coccolano, così come si coccolano i calciatori di talento, per giunta quelli che hanno il numero dieci sulla maglia. Detto di Firenze, vorrei dire qualcosa anche di Bollino, altro talento indiscusso. Ha cominciato in sordina a causa di un problema fisico che si portava dietro, ma ha già fatto vedere di poter rivaleggiare in bravura con Cicerelli, punto di forza della squadra. A destra, in ossequio al suo credo tattico, adesso Grassadonia ha due frecce al suo arco: appunto Bollino ed Herrera che prima o poi tornerà al suo antico splendore.
Dei nuovi arrivi di gennaio, l’allenatore salernitano ha promosso a titolare il duo difensivo centrale Carillo-De Santis. E fa bene perché i due calciatori si integrano bene. Possente, autoritario e deciso Carillo; elegante, svelto, disinvolto De Santis che da centrale riuscirà sicuramente a dare il meglio di sé.

Tutti i nuovi arrivi, almeno fino a questo momento, hanno portato linfa vitale alla squadra. Sono in possesso di buoni numeri, sono carichi di entusiasmo giovanile e lo dimostrano sul campo in virtù di prestazioni di tutto rispetto. Di Tascone non posso dire granché, ma la prima impressione ricavata dalla gara di Monopoli è senz’altro positiva.

Ma è tutta la squadra che gira come nei periodi migliori di questa annata. Grassadonia sta schierando un centrocampo di avanguardia, privilegiando l’aspetto offensivo. Nella zona centrale del campo, Pestrin, indiscusso leader, è chiamato a un maggiore lavoro di copertura, diciamo di filtro davanti alla difesa, proprio per le caratteristiche estremamente offensive di Firenze e di Mauri. Quest’ultimo rappresenta, al momento, la vera sorpresa perché è riuscito a ritagliarsi, con il lavoro svolto, un posto di assoluto rilievo nell’inquadratura e stupisce settimana dopo settimana per le sue doti tecniche.
Insomma una squadra che appare in piena salute ma che deve probabilmente trovare la giusta equidistanza fra i reparti. Infatti l’impressione è che la squadra sia più pronta per il gioco offensivo che per quello di contrasto e di difesa.

Allora l’interrogativo è il seguente: potrà mai la squadra reggere novanta e più minuti sempre con il controllo della palla? O Grassadonia, che ha dimostrato di avere grande padronanza del ruolo, ha in serbo nuove mosse tattiche?

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com

Fusco: «Tre punti fondamentali, anche perché ottenuti contro una diretta concorrente».

Al termine della vittoria con il Messina, in sala stampa si presenta Luca Fusco, secondo di Grassadonia per commentare una vittoria importantissima ai fini della classifica finale. «Tre punti fondamentali, anche perché ottenuti contro una diretta concorrente. Abbiamo giocato una buona partita anche se sotto il profilo del gioco non siamo stati brillanti come di solito. Siamo stati cinici ed abbiamo sfruttato le uniche occasioni che ci sono capitate. Ripeto, non belli ma concreti». Una vittoria che allontana la Paganese dalle zone calde della graduatoria, anche se Fusco continua a ribadire che l’obiettivo primario resta la salvezza. «Dovevamo dare seguito alla buona prestazione fatta in Puglia ci siamo riusciti. ma restiamo con i piedi per terra». Sullo schieramento di Alcibiade esterno, Fusco si esprime così: «Sapevamo di poter fare affidamento sul ragazzo. In passato aveva già giocato in quella posizione. Sono contento che abbia sfoderato una grossa prestazione e che abbia sbloccato il risultato. Lavoriamo cinque-sei ore al giorno con i ragazzi e sappiamo cosa ci possono dare». Sul recupero di Bollino, Fusco sottolinea: « Ha fatto una delle migliori partite da quando è a Pagani. Si è sacrificato molto ed ha contenuto le folate offensive degli esterni messinesi»

da www.resportweb.it

La partita del tifoso - Il Messina è un "Falso amico", la Paganese è spietata e insensibile.

E sono due! Eh già, la seconda vittoria consecutiva. Da quanto tempo mancava una doppia soddisfazione? Non ricordo di preciso ma è troppo. Certamente troppo. La gara contro il Messina, alla vigilia, era una di quelle che i linguisti definirebbero “falsi amici”. Quelle parole straniere cioè che sembrano avere facile traduzione e un chiaro significato in italiano, ma che invece ti fregano perché significano tutt’altro. Nel nostro girone, squadra più inguiata del Messina presentatosi a Pagani non c’era: società senza società; confusione tra presidente, compagine societaria e azionista di maggioranza; giocatori senza stipendi, da mesi e quel maccarone di calciatore che va a discutere con la moglie del presidente. Con quest’ultima, poverina, che mentre cercava di spiegare il perché il marito non pagasse più gli stipendi ai calciatori, provava disperatamente di nascondere il Rolex d’oro che portava al polso e la borsa Louis Vitton che teneva stretta al petto.

Ma la Paganese di sabato è stata spietata e insensibile. I nostri ragazzi non si sono lasciati commuovere e si sono battuti con cinismo e determinazione. Non è stata una gara bellissima, non abbiamo mostrato un gran calcio ma abbiamo messo in campo i valori necessari a una squadra che lotta per la salvezza: agonismo; unione d’intenti; abnegazione; cattiveria e…un pizzico di fortuna che non guasta mai. Abbiamo saputo resistere, a inizio partita, quando loro sembravano messi meglio in campo e più determinati. Poi siamo passati in vantaggio e poco dopo abbiamo raddoppiato con due splendidi gol. Nel secondo tempo siamo stati bravi, attenti e concentrati nel lasciare sfogarsi gli avversari per poi condurre tranquillamente la gara al termine.

Come al solito, mi voglio soffermare su alcuni calciatori. In particolare:

Alcibiade: personalmente, l’ho votato come migliore in campo. È un piacere assoluto tessere le lodi di calciatori che spesso ho io stesso criticato! Proprio mentre i soliti espertoni della tribuna cominciavano a condannare la scelta diGrassadonia nello schierarlo terzino destro ecco che questo qui inizia a macinare la corsia di competenza, fare almeno cento sovrapposizioni, farci finalmente vedere qualche buon cross dal fondo e soprattutto…Ma dico: avete visto che gol ha fatto?!. Dal vivo mi ero solo reso conto del diagonale perfetto, poi, rivedendo le immagini, ho notato la finta a dribblare l’avversario, prima del tiro, roba da attaccante di razza. Comunque, al di là del gol, ha fatto un partitone. Bravo!

Firenze: ma siete sicuri che sia nato a Genova? A me sembra più uno scugnizzo delle zone nostre. Anche lui ha fatto un gol bellissimo (a proposito, a rivedere le immagini, credo che Reginaldo non abbia ciccato la palla ma gliel’abbia lasciata di proposito, quasi fosse stato chiamato dal compagno di squadra). E poi il tiro da centrocampo è stata una zingarata bella e buona, degna di “Amici miei”. Ricordate quando è stato preso? Non si capiva se avessimo comprato un centrocampista o un attaccante esterno. Secondo me, con la complicità dei direttori e del tecnico, ci hanno fatto fessi a tutti quanti. Questo è un attaccante che fa finta di fare il centrocampista, per poi segnare come un attaccante. Non ho capito neanche io bene cosa volessi dire. Però ci siamo capiti. Vero?

Reginaldo: e ti pareva che potesse andare tutto, dico tutto per il verso giusto? Macchè. Reginà, noi ti vogliamo bene, ti stimiamo per come ti sei calato nella nostra realtà, per esserti fatto carico della squadra e dell’impegno che profondi sempre, oltre ai gol che fai. Però sabato hai fatto una fesseria clamorosa. E quel che è peggio, è che sei pure recidivo. Ma come, la partita è finita, tu stai vincendo, tu prendi lo stipendio, tu hai fatto una vittoria che ti avvicina al traguardo e il nervoso sei tu? E quel poverino che si è preso il pacchero, che deve dire? Mi dispiace, abbiamo duramente condannato gli altri, per errori del genere, credo sia giusto condannare anche te. Così come credo sia giusto che, essendoci, come credo, un regolamento all’interno dello spogliatoio e della società, questo venga applicato, con fermezza!

E ora vi lascio con un semplice quiz, in modo da misurare la vostra attenzione: all’inizio ho parlato dei “falsi amici”. Bene, anche io ne ho inserito uno nel pezzo. Mi sapete dire quale sia? Al vincitore sarà regalato un romantico week-end, per due persone, a Parigi, in hotel a 5 stelle. Il tutto gentilmente sponsorizzato e offerto dal “the voice” diPaganeseMania, l’ottimo Danilo Sorrentino e dal suo compagno di merende, tal “Mr. banner”, figura fantomatica, attorno alla cui identità, vige il massimo riserbo. Oppure, come direbbe il mitico Cocchino: “Non faccio il nome, per una forma di correttezza”.

Alberto Maria Cesarano - © Paganesemania

19.2.17

La Paganese vista da... Nocera! - Un sorriso a denti stretti.

"Quando vince la Paganese è tutto più bello" . Così recitava un messaggio letto sabato sera su facebook: ed è vero, anche la mia giornata è diversa, come l'umore di tutti quelli che seguono ancora questa passione che ci spinge dopo tanti anni, con lo stesso entusiasmo e la stessa trepidazione. Quel sussulto che ti viene ogni volta che vedi gonfiarsi la rete, alle spalle della porta avversaria. Altro che i gol di Higuain, altro che il gol di Insigne alBernabeu...quando segna la Paganese ha un sapore diverso. Esultiamo in casa dopo circa due mesi e forse ancor più bella. Era dalla gara interna con la Reggina, dello scorso 22 dicembre, che non esultavamo in casa. Tre punti di platino che in un sol colpo ci fanno scavalcare una posizione, ai danni del Monopoli sconfitto a domicilio, rinsaldando maggiormente le basi della salvezza tranquilla. Non guardo avanti, insomma, gli lancio solo una sbirciatina ma senza impegno, senza false illusioni.

La vittoria con il Messina ci ha fatto scoprire un Alcibiade diverso sia sotto l'aspetto tecnico che professionale: si traveste da attaccante, realizzando un gran gol, nella domenica in cui è stato schierato esterno nel reparto difensivo e ammettendo dopo, in sala stampa, un cambio di atteggiamento in campo, in seguito alle espulsioni rimediate, che lo hanno fatto riflettere e che ho molto apprezzato nella sua autocritica. La squadra, pur soffrendo in avvio colpito dalla tarantola messinese che per fortuna non ha punto, ha saputo reggere all'onda d'urto diMilinkovic e compagni, reagendo e prendendo campo sull'avversario colpito e affondato nella prima frazione di gioco. Come a Monopoli la pratica è stata chiusa nella prima frazione. Come a Monopoli e per la seconda gara conseguitva due gol all'attivo e nessuno al passivo. Eventi più unici che rari per la Paganese di Grassadonia in questo campionato. Il nuovo indirizzo difensivo di Grassadonia con Alcibiade a destra e De Santis centrale, al fianco di Carillo, potrebbero aver schiuso un nuovo assetto, nel reparto arretrato, trovando quella formula giusta per tutti gli interpreti. E se Deli fa gol pazzeschi a Foggia il nostro Firenze, che l'ha sostituito nel ruolo, non è da meno con un sinistro all'incrocio di rara potenza e bellezza per la sua seconda rete stagionale in azzurro. 

La squadra sta cominciando sempre più a trovare nuovi automatismi, non ancora perfetti conoscendo la meticolosità di Grassadonia, ma anche non disputando contro il Messina una prestazione da ricordare ha messo sul terreno di gioco abnegazione, intensità, anche sofferenza per vincere la partita elementi caratteristici di questa nuova Paganese. Il sipario è per Reginaldo: è stato applaudito, nonostante l'espulsione ancora ingenua, dal pubblico alla sua uscita dal campo. Come nella gara con la Reggina, corsi e ricorsi storici, è cascato nel tranello degli ultimi istanti di gara. Se però con gli amaranto la reazione fu evidente e netta questa volta l'avversario di turno ha accentuato la posa della mano sul volto, scaraventandosi a terra, come colpito da un meteorite. Parziale scusante per il brasiliano che sta a secco di rifornimenti adeguati e di gol da tre turni, l'ultima rete in casa su rigore contro l'Andria, attraversando un momento poco felice. Un amaro calice bevuto da tutti al termine del ritorno alla vittoria casalinga che ingoiamo a malincuore in attesa di rivedere sorridere Reginaldoquando ritornerà in campo, dopo la squalifica, ed esultare per un suo ritorno al gol.

Peppe Nocera
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18.2.17

La classifica aggiornata.

Paganese-Messina 2-0: il Pagellone di PaganeseMania

Alcibiade e Firenze da urlo, Mauri inventa, difesa granitica, Reginaldo ingenuo

LIVERANI 6.5 - Dà sicurezza a tutta la retroguardia e risponde presente nelle prime sortite offensive degli avversari in particolare nel primo tempo. Una garanzia.

ALCIBIADE 7 - Alla sua prima partita da terzino destro con la maglia della Paganese sforna una prestazione da urlo. Sovrappone in continuazione le azioni di Bollino e da una di queste trova il gol del vantaggio sfruttando l'assist di Mauri. Poi in occasione del secondo gol mette una palla perfetta al centro dell'area, ciccata prima da Reginaldo ma concretizzata da Firenze. Nel secondo tempo poi contiene tutto sommato bene le incursioni di uno scatenato Milinkovic.

DE SANTIS 6.5 - Prestazione positiva per il classe '97 che non concede un millimetro agli attaccanti del Messina. Ordinato e concreto in tutte le situazioni. 

CARILLO 6.5 - E' lui che guida una difesa rinvigorita dall'ordine e dalla concretezza che questa coppia Carillo-De Santis sta fornendo a Grassadonia. E' lui ad impostare le azioni dalle retrovie e i mezzi tecnici lo permettono.

DELLA CORTE 6 - All'inizio appare un po' impreciso e parecchio in difficoltà nel contenere le sortite offensive di Milinkovic. Poi per fortuna Lucarelli lo sposta dalle parti di Alcibiade e lui soffre decisamente meno Ciccone. Arriva poche volte sul fondo.

FIRENZE 7 - Trova il secondo gol con la maglia azzurrostellata, approfittando di un errore di Reginaldo che cicca il pallone, lui dal limite dell'area infila il pallone lì dove Berardi non può arrivare. Aveva cominciato non benissimo lanciando con dei disimpegni errati le volate del Messina nei primi 15 minuti. Poi acquista fiducia e conduce una partita egregia.

PESTRIN 6 - All'inizio è molto impreciso e soffre il poco spirito di sacrificio di Firenze e Mauri. Poi gli garantiscono più copertura e più attenzione sulle seconde palle e anche lui ne giova. Nel secondo tempo amministra senza problemi il vantaggio. 

MAURI 6.5 - E' un giocatore con qualità da vendere. Firma l'assist dell'1-0 e tante altre giocate in mezzo al campo. Deve trovare la perfetta condizione per restare 90' sul terreno di gioco perchè le sue doti tecniche sono fondamentali per questa squadra.

BOLLINO 6.5 - L'esterno destro vince la sfida con l'amico Sanseverino, disputando un'ottima partita condita da tante occasioni in cui lo vedono protagonista. Punta in continuazione De Vito che non ci capisce molto. Cerca più volte l'esecuzione di uno schema che vede protagonisti lui, Reginaldo e Firenze. Dà un grosso contributo anche in fase difensiva. 

REGINALDO 4 - Ha cercato con insistenza il gol, invece ha trovato solo un evitabilissimo ed assurdo cartellino rosso. Tutto quello che di buono stava facendo viene rovinato da un'ingenuità, la seconda in questo campionato, che gli costerà più di una giornata di squalifica. Una perdita a cui la Paganese dovrà dimostrare di poter sopperire.

CICERELLI 6 - Prestazione sufficiente per l'attaccante pugliese che però oggi viene poco coinvolto nelle azioni offensive. Puntuale nei ripiegamenti difensivi e lotta sempre come un leone.

PARLATI 6 - Minutaggio importante per il centrocampista dell'Ascoli che sembra essere rientrato nei radar dell'allenatore. Combatte con la solita tenacia su tutti i palloni e sfiora il gol in due occasioni. 

HERRERA e LONGO sv

GRASSADONIA 6,5 - La squadra inizia in maniera contratta, anche se dimostra grande compattezza e capacità di saper soffrire. Mossa azzeccatissima quella di schierare Alcibiade da terzino, anche per non perdere De Santis. Nonostante i tre punti non sorride: Reginaldo lo fa arrabbiare tantissimo. 

Alfonso Esposito - www.paganesemania.it

La (seconda) vittoria che ci voleva.

Di Nino Ruggiero

Che bello scrivere di una vittoria! Ci voleva, ci voleva proprio dopo periodi magra in casa, al “Marcello Torre”.

Bella vittoria, buona Paganese; prestazione più che sufficiente, niente di eccezionale, per carità, ma una squadra finalmente anche cinica, opportunista, spietata sotto rete.

Il povero Messina, martoriato da inenarrabili beghe societarie, ha fatto la sua brava partita e addirittura ha giocato il primo quarto d’ora con spavalderia e supponenza presentandosi minacciosamente dalle parti di Liverani più di una volta con uno scatenato Milinkovic.

Alla distanza però è venuta fuori la Paganese. Il tempo di carburare per Pestrin, sempre più inossidabile regista della squadra; il tempo di dare equidistanza ai reparti; il tempo di dare ampiezza alle giocate di Bollino, di Mauri, di Firenze e di Cicerelli. Poi per il povero Messina non c’è stato niente da fare.
Ha segnato per prima il redivivo Alcibiade, schierato a sorpresa sulla destra dello schieramento difensivo, con un diagonale imprendibile; poi ha segnato con missile terra-aria di sinistro dal limite l’interessante Firenze. E sono due per lui in tre partite: scusate se è poco!

Peccato solo per l’episodio finale che ha visto protagonista in negativo Reginaldo. E’ la seconda volta che il giocatore cade nel tranello che gli tendono gli avversari. Speriamo che sia l’ultima.

Intanto entrano tre punti in saccoccia, e non sono pochi per un finale di campionato che si annuncia avvincente. Per Grassadonia conferme positive per tutti gli acquisti di gennaio e – perché no? – anche per il giovane Parlati che nel secondo tempo è entrato in campo con l’autorevolezza di un veterano.

Appuntamento a lunedì per un approfondimento con la rubrica “ Così è, anche se non vi pare” su http://www.paganesegraffiti.wordpress.com

Paganese-Messina 2-0: decidono Alcibiade e Firenze. Espulso Reginaldo.


LA CRONACA DA MESSINANELPALLONE.IT

Il Messina esce sconfitto dal“Marcello Torre” di Pagani dopo una partita nella quale i campani hanno sfruttato le uniche due occasioni create nel primo tempo ed i biancoscudati non sono andati oltre uno sterile predominio per i trenta minuti iniziali, crollando, per l’ennesima volta in questa stagione, alla prima avversità. Evidentemente, la folle settimana vissuta dai calciatori e dallo staff tecnico, ha prodotto i propri effetti anche in campo, soprattutto sul piano fisico. Deludente soprattutto l’assenza totale di reazione nella ripresa, ad eccezione di qualche minuto, con la Paganese che ha controllato agevolmente il risultato.

Grassadonia sposta Alcibiade a destra, completando la difesa con i centrali De Santis e Carillo e Della Corte sulla fascia mancina, piazza Firenze, Pestrin e Mauri a comporre un trio di centrocampo qualitativamente e quantitativamente di buon livello, e il trio di attacco Bollino-Reginaldo- Cicerelli.

Lucarelli, costretto, da infortuni e squalifiche, ad inventare una difesa per questo scontro diretto su un campo sempre avaro di soddisfazioni per il Messina, schiera, davanti a Berardi, la linea inedita composta da Saitta, Maccarrone, De Vito e Marseglia, a centrocampo Da Silva, Musacci e Sanseverino, con Mancini dietro i due attaccanti Milinkovic e Anastasi.

Buon avvio dei biancoscudati, che dopo tre minuti, costruiscono una azione avvolgente con Musacci il quale raccoglie il passaggio di Da Silva, crossa sul palo più lontano, dove Sanseverino rimette al centro per Mancini, appoggio destinato ad Anastasi, ma il centravanti tira troppo timidamente e la difesa libera. Ancora Messina intraprendente nell’area campana nel prosieguo dell’azione. Milinkovic giunge sul fondo e mette verso il centro, Carillo tocca col braccio, ma l’arbitro lascia proseguire.

Tiene bene il campo la squadra di Lucarelli e, all’11’ , Mancini spreca con un tiro lento un buon servizio di Milinkovic, ricambiando il favore per il franco serbo un minuto dopo, ma il tiro del numero 10 messinese subito poco fuori dall’area, trova Liverani pronto alla presa.

Al 13’ ancora Milinkovic lanciato a rete, ed è bravo il portiere campano a chiudere con i piedi fuori dalla propria area.

Si fa vedere la Paganese al quarto d’ora di gioco, con un calcio di punizione dal limite conquistato da Pestrin, mischia davanti a Berardi dalla quale emerge Bollino, chiuso in corner dalla pronta uscita del portiere giallorosso.

Ancora campani in avanti al 18’, quando Mauri penetra in area dalla sinistra, viene affrontato dal brasiliano Da Silva e termina a terra, senza suscitare la pietà del signor Curti.

Delizioso stop in corsa di Milinkovic al minuto 24, servizio in piena area per Da Silva, che, però, spreca tutto con un tocco di testa incomprensibile, facile preda di Liverani.

Passa un minuto e Musacci, su punizione conquistata da Milinkovic, prova il tiro a giro, debole ma reso insidioso dall’intervento incerto di Liverani, che controlla in due tempi.

E’ il miglior momento del Messina con Milinkovic, raggiunto da un lancio di Mancini, che controlla palla ed arriva sul fondo, ma il suo tentativo viene deviato da Della Corte ed abbrancato da Liverani

Rispondono gli uomini di Grassadonia al 28’, con Cicerelli che sfida Saitta all’uno contro uno e prova il servizio verso il centro, Maccarrone fa buona guardia e ripulisce l’area di rigore

Improvvisamente, però, allo scoccare della mezzora, arriva il gol del vantaggio azzurro stellato. Mauri approfitta di un contrasto troppo molle di Musacci, serve in corridoioAlcibiade che controlla e batte Berardi con un diagonale secco e preciso da posizione defilata.

Subisce il colpo la squadra ospite e, al 36’, c’è un cross di Firenze, colpito di testa di Reginaldo, con deviazione in corner. Passano cinque minuti e giunge il raddoppio. Alcibiade scambia con Bollino, giunge sul fondo e serve all’indietro in piena area, dove Reginaldo liscia, ma sistema la palla per Firenze, pronto a scoccare un sinistro secco proprio nel sette alla destra di Berardi per il 2 a 0 .

E’ l’ultima azione degna di nota dei primi 45’ che si chiudono con i padroni di casa immeritatamente in vantaggio, ma bravi ad approfittare degli episodi favorevoli.

Il Messina inizia con un piglio battagliero e, al 49’, c’è una travolgente azione di Milinkovic che salta avversari come birilli, entra in area e il suo tiro viene deviato in corner dall’intervento disperato di De Santis.

Gli uomini di Lucarelli non danno seguito a questi segnali di vita e, malgrado le mosse del tecnico livornese, che aveva fatto entrare Ciccone al posto di Musacci dopo il riposo, la partita si trascina senza particolari sussulti, facendo, così, il gioco della Paganese.

Solo azioni di rimessa per i campani, come al 65’, quando Firenze viene servito da Reginaldo, entra in area sulla sinistra, incrocia sul palo più lontano, ma la palla finisce sul fondo.

Le ultime due occasioni del match nascono da altrettanti errori marchiani dei giocatori ospiti, ormai ampiamente in difficoltà dal punto di vista fisico e mentale. Al 78’ Maccarrone lascia la palla a Reginaldo sbagliando un facile appoggio, servizio per Parlati che, appena entrato in area, lascia partire una botta secca ma centrale, respinta da Berardi, pronto a chiudere sul secondo tentativo dell’attaccante avversario. Dopo 10 minuti, è il portiere giallorosso, in netto anticipo su Reginaldo, a controllare malissimo di piede, lasciando via libera al brasiliano, e solo il provvidenziale intervento in scivolata di Maccarrone evita il terzo gol.

All’inizio del recupero, follia di Reginaldo, che, a palla lontana e partita chiusa, non trova di meglio da fare che mollare uno schiaffone a De Vito. Il primo assistente richiama l’attenzione di Curti, inducendolo a sventolare il cartellino rosso in faccia al brasiliano.

Nei restanti tre minuti di recupero, da registrare solo due tentativi velleitari e sterili di Ciccone ed Anastasi, fino al triplice fischio del giudice di gara a sancire una sconfitta prevedibile, ma pur sempre dura da digerire. L’attenzione, però, è tutta rivolta verso Messina e sulla partita della sopravvivenza societaria.

IL TABELLINO

PAGANESE-MESSINA  2-0

Marcatori: 30’pt Alcibiade, 41’pt Firenze

Paganese (4-3-3): Liverani; Alcibiade, De Santis, Carillo, Della Corte; Firenze, Pestrin, Mauri (dal 15’ st  Parlati); Bollino (dal 30’st Herrera), Reginaldo, Cicerelli (dal 41’st Longo).  In panchina: Gomis, Mansi, Zerbo, Caruso, Picone, Tagliavacche, Carrotta, Gorzelewski, Filipe. Allenatore: Gianluca Grassadonia. 

Messina (4-3-1-2): Berardi; Saitta, Maccarrone, De Vito, Marseglia (dal 36’st Capua); Da Silva, Musacci (dal 1’ st Ciccone), Sanseverino; Mancini (dal 20’ st Ferri); Anastasi, Milinkovic.  In panchina: Russo, Benfatta, Faiello, Ricozzi, Foresta, Ventola, Ansalone.Allenatore: Cristiano Lucarelli. 

Arbitro: Davide Curti di Milano
Assistenti: Daniele Colizzi e Pietro Guglielmi di Albano Laziale

Ammoniti: 27’st  Ciccone

Espulso: 91’ Reginaldo

Corner:  5-4 per la Paganese

Recupero: Primo tempo 1 ’, Secondo tempo 4’