30.9.16

Paganese, dubbi sul modulo.

Intenso allenamento pomeridiano per la Paganese in vista della sfida del San Filippo contro il Messina. Partitelle a pressione, esercitazioni sui calci piazzati e partitella finale: questa la razione di lavoro ordinata alla squadra da Grassadonia. 

L’allenatore salernitano per la sfida contro i giallorossi ha un dubbio amletico: continuare con il 3-5-2 oppure passare di nuovo al 4-3-3. Un dubbio che il trainer salernitano ovviamente scioglierà solo a poche ore dalla sfida con i peloritani. In questi giorni, però, l’attenzione è anche rivolta all’infortunato Iunco, che dopo essersi sottoposto ad esami strumentali, oggi sarà visitato di nuovo a Sorrento dall’ortopedico di fiducia della società, il professore Maresca. 

Intanto, ieri mattina, la società ha presentato ai tifosi l’esterno basso destro Giuseppe Picone prelevato dall’Alessandria ed il centrocampista Luca Tagliavacche prelevato dalla Pro Vercelli ma cresciuto nelle giovanili del Genoa. «Fin dai primi giorni di allenamento mi sono integrato bene con il mister ed i compagni – afferma Picone – Sentire la fiducia del tecnico e del direttore Ferrigno per me è importante. Purtroppo un infortunio alla caviglia all’esordio a Matera mi ha frenato. Ora sto bene e mi sto allenando con i compagni e spero di essere utile alla causa della Paganese». 

Anche il centrocampista Tagliavacche è rimasto impressionato dall’ambiente e soprattutto dal tecnico paganese. «Arrivare e dopo qualche allenamento essere chiamato in causa mi ha dato molta fiducia. Posso giocare in tutti i ruoli del centrocampo e arrivo a Pagani con una grande voglia di migliorare ed essere utile al gruppo. La squadra si è rinforzata in tutti i reparti e tanti compagni sono arrivati da poco e per questo stiamo incontrando qualche difficoltà. Ma il lavoro settimanale – prosegue Tagliavacche – ci sta consentendo di conoscerci di più e di migliorare l’intesa in campo. Centriamo quanto prima l’obiettivo prefissato dalla società e poi ci toglieremo qualche piccola soddisfazione». 

(La Città di Salerno)

29.9.16

Picone e Tagliavacche: "Sentiamo la fiducia del Mister".


Hanno avuto poco spazio finora, ma hanno tanta voglia di mettersi in mostra. I due classe '95, Giuseppe Picone e Luca Tagliavacche, vogliono farsi trovare pronti quando saranno chiamati in causa. Oggi si sono presentati sulle pagine del sito ufficiale.

“Fin dal primo giorno di allenamento - ha detto il terzino Giuseppe Picone (a destra nella foto) - c’è stata sintonia con i miei nuovi compagni. La fiducia del mister, quella del direttore è un motivo di orgoglio per me. Peccato che un piccolo infortunio mi ha frenato dopo l’esordio a Matera, ma da qualche giorno mi sto allenando con il gruppo e spero di essere a disposizione per le prossime partite. Sono un esterno basso di difesa e ho giocato anche sull’out sinistro è la mia prima esperienza al sud e mi impegnerò al massimo in ogni partita”.

Sulla stessa lunghezza d'onda, il centrocampista Luca Tagliavacche (alla sinistra del ds Ferrigno nella foto):

“Appena arrivato e dopo qualche allenamento sono stato chiamato in causa e questo mi ha dato molta ficucia. Posso giocare in tutti i ruoli del centrocampo e arrivo a Pagani con una grande voglia di migliorare ed essere utile al gruppo. La squadra si è rinforzata in tutti i reparti e tanti sono arrivati da poco, ma ci stiamo conoscendo sempre più e l’intesa migliora giorno dopo giorno. Vogliamo centrare l’obiettivo della salvezza quanto prima per poi guardare in alto e toglierci qualche soddisfazione”.

© Paganesemania

Oggi particella in famiglia.

Si lavora sodo a Siano per cercare di limare quelle imperfezioni che hanno caratterizzato l’inizio di campionato. Grassadonia ieri ha torchiato la squadra mattina e pomeriggio, chiedendo massima concentrazione alla squadra. Tutti presenti all’allenamento compreso Mauri che è rientrato dopo la nascita del figlio. Unico assente Iunco che si è sottoposto a esami strumentali in attesa del responso definitivo di domani a Sorrento dal professor Maresca. Oggi pomeriggio, la Paganese si ritroverà di nuovo a Siano per un allenamento tattico e la classica partitella infrasettimanale in famiglia. Dovrà decidere se confermare il 3-5-2 o tornare al fedele 4-3-3 che tante soddisfazioni aveva dato al tecnico. Paganese-Messina sarà amarcord anche per l’allenatore azzurrostellato. Ma un altro ex azzurrostellato, domenica pomeriggio, alle 14.30 non più alle 16.30 su richiesta della Paganese, sarà in tribuna al San Filippo a tifare Paganese anche se messinese di Capo D’Orlando ed ex giallorosso. Si tratta di Renato Oteri, 59enne ex difensore azzurrostellato sotto la guida di Montefusco col quale vinse il torneo 1979/80. «Sì – commenta il doppio ex – domenica sarò al San Filippo al capezzale della Stella. Un cordone che non si è mai reciso con la Paganese e con Pagani dove ho lasciato il cuore e tantissimi amici che ancora oggi sento. Spero che la squadra di Grassadonia possa ripagare gli sforzi di Trapani. Il Messina? Fa e subisce molti gol, con una tattica accorta si può portare via un risultato positivo».

da www.resportweb.it

Intervista esclusiva di PaganeseMania a Renato Oteri, giocatore della Paganese di fine anni 70.

Questa settimana, la nostra rubrica "Quattro chiacchiere con..." ospita uno dei difensori più rocciosi che la storia della Paganese abbia mai annoverato tra le sue fila: Renato Oteri, 59 anni, da Capo D’Orlando in provincia di Messina. Azzurrostellato nell’anno 79/80, nell’anno in cui la Paganese raggiunse la Serie C1 con Montefusco allenatore dietro al Cosenza di Nedo Sonetti.

Renato, raccontaci un po’ la tua avventura con la Paganese.
“Arrivai dal Cassino sempre dalla C2 e mi ritrovai in una squadra con Montefusco allenatore che arrivò seconda dietro al Cosenza. Quell’anno fu un anno bellissimo. Eravamo un buon gruppo di amici e, devo dire, i pochi che ho ancora nel mondo del calcio. Era un ambiente bello, sereno, ancora oggi sento i tantissimi amici che ho lasciato in città. E’ un po’ come se il cordone ombelicale non si fosse mai rotto con la città. Da messinese della provincia, posso dire con fierezza che ho più amici a Pagani che a Messina".

In pochi sanno che sei doppio ex di questa sfida, dato che due stagioni dopo tornasti a "casa"...
"In riva allo stretto, quell’anno fu davvero disgraziato sotto tutti gli aspetti. Iniziammo con mister Ballarò poi arrivò una vecchia conoscenza del calcio paganese, quel Gennaro Rambone che a Pagani fece sognare la B qualche anno prima di noi, per poi finire il campionato ancora con Ballarò. Tranne la società ed il suo presidente di allora, Alfano, uno dei grandi presidenti della storia messinese, non conservo un buon ricordo della mia annata a Messina”.

Lì, però, ritrovasti Iannucci ed un certo Alivernini, che a Pagani hanno lasciato un bel ricordo.
"Si, vero. Due splendide persone e due ragazzi eccezionali. Poco tempo fa, abbiamo fatto una rimpatriata tutti gli ex di quella squadra. Siamo stati un fine settimana a Sorrento e devo dire che è stato bellissimo rivedere tanti ragazzi con cui avevamo formato un bel gruppo”.

A proposito di gruppo, c’è un aneddoto che devi raccontare durante la tua permanenza a Pagani. Raccontaci delle cene del giovedì a casa Iannucci.
“Si. Il nostro allenatore era molto scaramantico ed un giovedì ci eravamo ritrovati a casa di Gianclaudio per una cena. Facemmo un filotto di risultati positivi poi come d’incanto, il mister ci fece interrompere le serate di metà settimana perché la gente ci vedeva far tardi e la società non voleva polemiche. Iniziammo a perdere colpi in campionato e fu così che il mister ci impose di nuovo di vederci a casa Iannucci e riprendemmo il cammino vincente fino alla fine”.

A Messina, invece, vivevate in un villaggio tutti insieme, vero?
"Esatto, vivevamo in un villaggio tutta la squadra, scapoli ed ammogliati. Eravamo un grande gruppo partiti per vincere, ma poi abbiamo fallito l’obiettivo, centrato l’anno dopo quando, molti elementi di quella squadra si accasarono altrove”.

Domenica al San Filippo, la sfida tra le due squadre. Hai seguito l’estate tribolata della Paganese, che gara ti aspetti?
"Ho seguito trepidando come molti ex giocatori del passato. Pagani è una piazza che non si dimentica facilmente per quello che ti dà se ti comporti da professionista. Ho letto e sono contento che alla fine gli sforzi fatti dal Presidente Trapani siano risultati decisivi ai fini dell’iscrizione: sarebbe stato un peccato cancellare 90 anni di gloriosa militanza calcistica per una questione meramente burocratica. Personalmente, domenica, spero di esserci, anzi, ci sarò al "San Filippo" a gioire per i colori azzurrostellati. Mi aspetto una prova d’orgoglio della squadra di Grassadonia anche perché dalle immagini che ho visto delle gare sinora disputate, tranne Andria, la squadra meritava qualcosina in più. Contro il Messina, squadra sbarazzina che fa e prende molti gol, mi auguro che gli azzurri centrino la seconda vittoria in campionato e regalino al meraviglioso pubblico azzurrostellato le soddisfazioni e le gioie che meritano..FORZA PAGANESE”.

Carmine Torino - © Paganesemania

28.9.16

Troppo errori individuali in difesa, Grassadonia valuta alcune soluzioni.


E’ il reparto arretrato la maggiore preoccupazione di Gianluca Grassadonia. La sconfitta con il Monopoli, seconda consecutiva tra le mura amiche del Torre, ha aperto un interrogativo importante sulla tenuta del pacchetto difensivo della Paganese. Un settore dove la società non ha lesinato energie economiche per affidarsi a gente esperta ma che finora ha palesato più di una lacuna. Errori dei singoli o assetti tattici sbagliati possono essere la causa degli evidenti sbandamenti della linea schierata davanti a Marruocco e che stanno provocando non pochi danni in termini di punti in classifica.

Il copione della sfida con i biancoverdi pugliesi ha messo in evidenza nuovamente le pecche della difesa dove il solo Alcibiade non può fare sempre gli straordinari. L’ex Lecce si sta proponendo con autorità come guida per i compagni ma dietro le leggerezze difensive del reparto ci sono errori tecnici e non solo legati alla preparazione atletica dei singoli. Come contro la Casertana ma in precedenza anche a Matera e ad Andria, dietro le gambe tremano ed anche le cose semplici diventano compiti ardui da svolgere. Nemmeno la scelta di Grassadonia di riproporre lo schieramento a tre, che aveva dati buoni frutti nella trasferta di Catanzaro, davanti a Marruocco ha sgombrato il campo da dubbi.

Al cospetto di un avversario non certo irresistibile in attacco come il Monopoli visto all’opera domenica scorsa al Torre, la difesa azzurra ha sfoderato nuovamente un atteggiamento autolesionista in occasione delle reti ospiti. Stavolta sul banco degli imputati è salito Dicuonzo che ha arricchito la bacheca degli errori difensivi già ampiamente infarcita dalle incertezze di Silvestri e dalla serata disastrosa di Marruocco nel turno infrasettimanale di Andria.

Dalla ripresa di ieri pomeriggio a Siano è cominciata da parte di Grassadonia la sapiente ricerca di un assetto definitivo per registrare al meglio il pacchetto arretrato. Una mano può arrivare dal graduale recupero di Camilleri, ultimo arrivato che sta tornando al top della condizione. L’ex centrale del Bresciapuò essere la soluzione giusta per tornare alla difesa a quattro e rimettere tutte le pedine al posto giusto dello scacchiere tattico. Per la trasferta di Messina è difficile attualmente ipotizzare un suo utilizzo dal primo minuto, anche se l’idea stuzzica non poco Grassadonia desideroso di fare lo sgambetto ai giallorossi peloritani.

Francesco Pepe - © Paganesemania

Anticipato alle 14.30 il fischio d'inizio di Messina-Paganese.



La Lega, vista la richiesta avanzata dalla società Paganese, in relazione ad esigenze organizzative, a ratifica degli accordi intercorsi tra le società interessate, ha disposto che la garaMessina-Paganese prevista per domenica 2 ottobre presso lo Stadio San Filippo “Franco Scoglio” di Messina, abbia inizio alle ore 14,30, anziché alle ore 16,30.

da www.tuttolegapro.com

La Paganese al lavoro per la sfida col Messina.

È ripresa la preparazione della Paganese in vista della sfida di domenica al Messina. Al Leo di Siano, l’atmosfera era particolarmente tranquilla dopo una sconfitta che, col senno di poi, poteva e doveva essere evitata se l’arbitro avesse concesso sullo 0-0 avesse concesso un rigore netto per un fallo di mano di un difensore pugliese su incursione di Reginaldo. 

Ma al di là delle recriminazioni, ieri, si è festeggiato anche la nascita del figlio di Mauri, unico assente alla ripresa, per assistere la moglie durante il parto. Si è riaggregato ai compagni anche l’ex Alessandria Picone che ha smaltito i postumi dell’infortunio alla caviglia e da questa settimana torna a disposizione del tecnico. Per oggi Grassadonia ha previsto una doppia seduta. Atletica al mattino e tecnico tattica nel pomeriggio. 

Al momento, unico calciatore a marcare visita in infermeria è Iunco, che domani o al massimo giovedì mattina sarà sottoposto di nuovo a esami strumentali per valutare l’entità dell’infortunio patito a Catanzaro e poi si recherà nuovamente a Sorrento per una valutazione definitiva da parte del professor Maresca che già l’ha visitato la scorsa settimana. I medici della società e lo staff tecnico sperano che l’ematoma che si era formato sul legamento del ginocchio si sia assorbito in modo da poter valutare attentamente il ginocchio. A dirigere la sfida del San Filippo, sarà una terna arbitrale tutta veneta. A dirigere l’incontro sarà il signor Daniel Amabile di Vicenza.(

Fonte: La Città di Salerno

Tre squadre del girone C rischiano punti di penalizzazione.

Tre società del girone C di Lega Pro, Akragas, Casertana e Messina, prossima avversaria della Paganese, sono state deferite al Tribunale Federale Nazionale Sezione Disciplinare a seguito di segnalazione della Covisoc. Il rischio è di una penalizzazione in classifica di uno-due punti.

Deferiti anche vari dirigenti riconducibili alle cinque società: Ciro Chierchia, presidente del consiglio di amministrazione e legale rappresentante pro-tempore della Casertana; Natale Stracuzzi, Pietro Gugliotta,Mario Antonio Grossi e Pietro Oliveri, rispettivamente presidente, vice presidente e vice presidenti vicari del consiglio di amministrazione e legali rappresentanti pro-tempore del Messina; Silvio Alessi, presidente del consiglio di amministrazione e legale rappresentante pro-tempore dell'Akragas e Pierino Tirri, amministratore delegato e legale rappresentante pro-tempore dell'Akragas.

© Paganesemania

Il punto di PaganeseMania: Foggia 6 vittorie su 6. A Catanzaro è notte fonda!

Non sarà un Foggia spettacolare quello che, dopo la sesta giornata di campionato nel girone C di Lega Pro, mantiene la vetta della classifica a punteggio pieno. Ma è certamente solido ed efficace. Magari pronto a tramortirti quando meno te lo aspetti e senz'altro cinico. Se ne è accorto il Taranto che, in un primo tempo assai disciplinato, aveva ingabbiato i rossoneri con un assetto tattico accorto che ha messo Vacca in condizione di non nuocere e gli attaccanti, ancor di più, di non ricevere palle giocabili per far male. Un po' ciò che è accaduto domenica pomeriggio alla Paganese col Monopoli. 

La differenza l'ha fatta ad inizio ripresa un tiro-cross di Angelo. Un colpo estemporaneo che ha ribaltato completamente gli equilibri della partita. Fosse successo lo stesso anche al Torre, chissà come sarebbe finita. Ma chi può dirlo. Ma il calcio è così e frequentemente, in casi simili, finisce per premiare chi può vantare un tasso tecnico superiore alla media. E il Foggia, che questi benefit li ha, avrebbe potuto chiudere il match più di una volta con le praterie aperte dagli ionici. Lo ha fatto in pieno recupero ma tanto basta. 

Tutto secondo copione, invece, per il Lecce che batte a domicilio un malandato Siracusa. Tuttavia, come per ilFoggia, non è stato un primo tempo brillante per i salentini che hanno condotto le operazioni rischiando, però, anche tanto. Poche le occasioni create dai giallorossi e più lineare quella aretusea col miracolo di Bleve su Catania. Musica diversa nella ripresa, quando era evidente che il Siracusa avrebbe pagato lo sforzo profuso nel primo tempo, cedendo alla distanza. E, con l'ingresso di Pacilli e Caturano, la musica è definitivamente cambiata. Pugliesi padroni del gioco e doppio vantaggio alla fine dei giochi meritato. 
 
Tiene botta il Matera che inizia a progredire dal punto di vista del gioco. Senza storia la trasferta con la Virtus Francavilla il cui terzo stop consecutivo, dopo un inizio di stagione positivo, comincia a destare preoccupazioni. Il gap tra le due squadre è apparso evidente al di là del punteggio finale. Sugli scudi Armellino, il ragazzo terribile diSorrento che, tra gli altri, in rossonero fu tenuto a battesimo da un certo Maurizio Sarri. E già all'epoca si intravedevano qualità e personalità del giovanotto, a cui l'attuale trainer del Napoli non risparmiava qualche "bacchettata" formativa. Due gocce di rugiada le punizioni che hanno messo ko la Virtus e gara messa in frigo già prima dell'intervallo. E pensare che Armellino, a Reggio Calabria, era stato utilizzato con profitto anche come centrale difensivo. 

La Juve Stabia, a Fondi, ai fini del pari risolutivo ha pagato un primo tempo pieno di errori e di non raffinata concentrazione. Topiche che hanno portato al 2-0 laziale, al netto di una partita provata a condurre nella metà campo di casa. Più ordinata la ripresa, anche se due fattori si sono rivelati decisivi: l'ingresso di Lisi, colui che alla fine ha colmato da solo il doppio svantaggio, e l'espulsione di Bertolo sull'1-2 rimediata per un doppio giallo ad appena dieci minuti dal suo ingresso. Un contrattempo che ha indotto il tecnico dell'Unicusano, Pochesci, ad accusare l'arbitro di aver confuso la Juve Stabia con la più "blasonata" Juve di Massimiliano Allegri. Una battuta velenosa ma che va capita. Fatto sta che il pareggio conclusivo ha premiato la reazione d'orgoglio delle Vespe. E se ilFondi, in appena una settimana, è riuscito a farsi rimontare due volte un doppio vantaggio, e per giunta in un fazzoletto di minuti nella ripresa, qualcosa per cui fare autocritica evidentemente c'è soprattutto nell'aspetto mentale della squadra.

Ha chiuso in parità il Cosenza, forse l'unica squadra che potrà dare fastidio al quartetto di testa, il derby con laReggina. Un risultato che ci si poteva pure attendere considerata la pareggite da cui sono afflitti gli amaranto (quattro, record per ora nel girone). Alla fine le due rivali di sempre non si sono scalfite e sono andate in bianco. Ma, strano a dirsi, il punto va più stretto al team di Zeman per via della mole di gioco prodotta ma accompagnata, come spesso succede, da una certa sterilità offensiva. Insomma, la sensazione è che questa Reggina potrebbe avere una classifica ben diversa con un attacco più qualitativo e che sappia giocarsi soluzioni di vario tipo. Perché, se imposti la gara per comandare la battaglia, concedendo solo qualche ripartenze agli avversari, e poi non vinci e neanche ti procuri palle-gol credibili, un problema di fondo esiste a va curato. 
  
E' invece un treno in corsa la Casertana che, con ogni probabilità, sta assumendo sempre più sicurezza nei propri mezzi, confortata anche dagli ultimi risultati positivi. Dal blitz del Torre a quello di Vibo Valentia, con lo stesso punteggio (0-1): il gioco, così come lo vuole Tedesco, deve ancora attendere, ma la solidità di gruppo cresce di partita in partita. Non è un caso che, nelle ultime quattro sfide, i falchetti non abbiano preso gol (congelando, ovviamente, quello col Taranto, arrivato solo su rigore) risultando, allo stato attuale, la migliore difesa del girone con appena tre reti incassate, al pari della coppia di testa Foggia-Lecce. Proprio questa compattezza ha ridotto ai minimi termini la Vibonese, che una reazione, soprattutto di inerzia, l'ha avuta solo alla fine. E se poi hai i "calibri" che possono farti la differenza, finisce che le vinci anche queste partite. Nella fattispecie ci ha pensato Massimiliano Carlini, il "conte Max". Un altro elemento transitato per il Sorrento dei bei tempi e che, proprio dalla costiera, ha spiccato il volo.
Guadagna posizioni anche l'Akragas di Lello Di Napoli, che va a sbancare addirittura il Massimino. Una impresa resa possibile da un mix di sagacia tattica e di provvidenziale fortuna. Nel primo tempo, infatti, il Catania è andato a sbattere costantemente contro il muro eretto dal Gigante, senza creare granché dalle parti di Pane, mentre nella ripresa le occasioni sono arrivate, e anche tante. Su tutte, la traversa colpita da Di Grazia, il migliore tra i rossoazzurri, e la rete annullata a Calil. Poi, come la legge del calcio a volte impone, è arrivata la scudisciata diZanini in pieno recupero nella più classica delle sortite in contropiede. Una punizione troppo severa per gli etnei che questo derby avrebbero meritato proprio di vincerlo.
L'ennesima sconfitta, stavolta in casa della Fidelis Andria, costa cara al tecnico del Melfi Nicola Romaniello. In terra normanna tornano Dino Bitetto e il suo fido preparatore atletico Pasquale Sepe. Quartetto storico quasi ricomposto con Andrea Destino, che già faceva parte dello staff gialloverde, mentre manca all'appello Pasquale Visconti, oggi collaboratore di Renato Cioffi nella Primavera dell'Avellino. Una decisione tanto dolorosa quanto necessaria. Il Melfi, adesso, è la difesa più perforata del girone con 13 gol subìti. Dà pochi segni di vita e non incoraggia un ambiente nel quale l'effetto ripescaggio, con gli entusiasmi che aveva generato, sta già evaporando.Bitetto, insomma, sembra l'uomo giusto al posto giusto. Non solo per la sua esperienza, ma anche per la credibilità che ha lasciato in tutto il mondo Melfi. Ma forse non finisce qui: la dirigenza sta pensando anche ad una piccola epurazione con almeno 3-4 giocatori che potrebbero rescindere anzitempo. Vedremo.
E' notte fonda per un brutto Catanzaro che rimedia la seconda sconfitta consecutiva in casa, dopo l'altro stop diLecce, e viene ancora una volta contestato dal pubblico del Ceravolo. Per meglio dire, al di là dei fischi riservati alla squadra, oggetto di queste turbolenze è stato ancora una volta il patron Cosentino. E, come è emerso nelle ultime ore, anche la figlia, e vice presidente Gessica. 

Testimoni oculari riferiscono di un dito fuori posto scappato dalla mano della rampolla del massimo dirigente giallorosso. Lei parla, come riferito in un comunicato ufficiale del club, di insulti sessisti alla base di questa reazione. Ora, va bene che questo Catanzaro non dovesse stare a ridosso delle grandissime, come pure profetizzava con troppo ottimismo il ds Preiti. Ma non deve stare neanche lì, terz'ultimo in compagnia di un mucchio di squadre che magari lotteranno fino alla fine per salvare la pelle. La cura Somma sta fallendo anche perché è impensabile che l'ex trainer del Latina non sia stato capace di dare una scossa seria al suo gruppo. Ma, in casi come questi (stiamo a Catanzaro, non in un piccolo centro di provincia), incidono anche fattori ambientali sull'umore di una squadra. E l'aria non è affatto serena. Respirano, invece, i peloritani, che colgono finalmente i tre punti (e il primo successo esterno) dopo ben tre stop e un punto in quattro gare.

Stefano Sica - © Paganesemania

Ritorna PAGANESEMANIA: da venerdì in diretta su Quarta Rete. Ospite il Presidente Trapani.


A partire da venerdì 30 settembre, alle 21.30 in diretta ed in replica il sabato alle 10.45 e alle 23.15, sulle frequenze di RTC QUARTA RETE CH 654 partirà una nuova stagione di PAGANESEMANIA, la trasmissione che seguirà da vicino le vicende della formazione azzurrostellata. Dagli studi dell'emittente cavese ritorna il programma, condotto da Peppe Nocera, per i solo maniaci della Paganese, con tante novità: a partire dalla scenografia realizzata da Gae Pubblicità alla postazione social, coordinata dal collega Danilo Sorrentino, che permetterà a voi tifosi da casa di poter interagire con gli ospiti in studio, all'intervento ogni settimana di un tesserato della Paganese Calcio, sino all'ampliamento della squadra che confezionerà il programma.

Come sempre servizi, interviste, commenti, curiosità ed anticipazioni sul campionato degli azzurrostellati. Nuova location, nuova scenografia, nuova postazione web ma solita sconfinata passione per la Paganese che ogni venerdi, in diretta, entrerà nelle vostre case e non solo potendo infatti seguirci ovunque, scaricando l'applicazione di RTC QUARTA RETE e seguendoci via streaming oppure attraverso la diretta Facebook della pagina di RTC QUARTA RETE. OSPITE D'ECCEZIONE, della prima puntata, Il PRESIDENTE RAFFAELE TRAPANI. Sin da ora è possibile inviare una domanda o un messaggio al numero uno del club azzurrostellato, sulla pagina Facebook di Paganese Mania o nei commenti ai post dedicati. 

PAGANESEMANIA TI SEGUIRA' OVUNQUE, A PARTIRE DAL 30 SETTEMBRE, SU RTC QUARTA RETE ORE 21.30 CH 654.

© Paganesemania

27.9.16

L'analisi tattica della partita: la Paganese prova a fare la partita, il Monopoli è più cinico.


Partita molto tattica quella tra Paganese e Monopoli, con i pugliesi che l’hanno interpretata con grande applicazione soprattutto in fase difensiva, rimanendo per larghi tratti della gara nella propria metà campo. Nonostante questo atteggiamento votato al “prima non prenderle”, Esposito e compagni sbancano il "Torre" capitalizzando al massimo due errori dei padroni di casa. Grassadonia conferma il 3-5-2 di Catanzaro, affidandosi anche agli stessi undici, con l’unica eccezione dell’esordio, dal primo minuto, del giovane Caruso al posto dell’infortunato Iunco. 

Il tecnico pugliese, Zanin, schiera invece il 4-3-1-2 con l’utilizzo del trequartista, Ricucci prima e Balestrero poi, esclusivamente mirato a non far giocare Pestrin più che ad innescare i propri attaccanti Genchi e Montini. Il tema del match ha avuto infatti uno sviluppo molto chiaro, con la Paganese che prova a “fare” la partita ed i biancoverdi che si difendono con ordine utilizzando marcature quasi ad uomo sulle principali e forse uniche fonti di gioco degli avversari, ovvero Pestrin e Deli. Questi ultimi sono ìpresi in consegna rispettivamente da Ricucci e Balestrero che, dopo pochi minuti, invertono la loro posizione e quindi anche le marcature. La compagine azzurrostellata nel “fare” la partita cerca di utilizzare soprattutto i cambi di gioco per gli esterni, Cicerelli a destra e Della Corte a sinistra, questo perché la disposizione tattica degli avversari, il cosiddetto “rombo”, concentra la maggior parte degli uomini nella parte centrale del campo. I ragazzi di Grassadonia provano quindi a sfruttare l’ampiezza del terreno di gioco e creare così degli uno-contro-uno sui terzini avversari. In realtà questo intento si è concretizzato spesso, ma non abbastanza, durante i 90', infatti Della Corte e Cicerelli si sono trovati diverse volte ad affrontare negli ultimi 20 metri rispettivamente Bei e Pinto, ma quasi sempre la loro rifinitura, i loro cross, i loro ultimi passaggi sono svaniti al centro dell’area di rigore monopolitana, dove il duo Esposito-Bacchetti ha sovrastato i poco mobili e poco reattivi Reginaldo e Caruso. 

La gara si sblocca grazie ad un grossolano errore del pur bravo Dicuonzo che, nel tentativo di rinviare in rovesciata, cicca il pallone (come si vede dalla foto tratta da Sportube) ed apre un’autostrada a Montini che tutto solo fredda Marruocco. Grassadonia non snatura la squadra, anche quando inserisce Celiento, che va a posizionarsi da quinto a destra, con Cicerelli sul fronte opposto: in effetti resta il 3-5-2 resta ma è più offensivo. Ma pochi minuti dopo la mossa tattica più offensiva, il Monopoli raddoppia. L’estremo difensore azzurrostellato sceglie male il tempo di uscita, in occasione del calcio d’angolo che permette all’ex Esposito di raddoppiare e chiudere di fatto la partita. La Paganese a quel punto non riesce più a reagire. A nulla è servito neanche l’ingresso, dopo 11' della ripresa, del panamense Herrera, soprattutto perché il piccolo attaccante è stato schierato al fianco di Reginaldo, quando forse sarebbe stato meglio toglierlo dalla mischia ed utilizzarlo sull’esterno, magari con un cambio di modulo. Ma questa è solo una valutazione fatta col senno del poi.

Alfonso Tortora - © Paganesemania

Paganese, l'analisi del momento.

Altro crollo interno della Paganese dopo quello con la Casertana. Il motivo è sempre lo stesso. Una condizione fisica non ancora al top che non consente di tenere i ritmi alti per i 90’. Un’intensità che si raggiunge solo con il lavoro settimanale e con il tempo. Il tecnico Gianluca Grassadonia aveva pronosticato un inizio in salita proprio a causa di una preparazione a singhiozzo. Alcuni componenti della rosa sono arrivati a campionato iniziato per cui non sono allineati al resto della rosa . Ma, se contro la Casertana, soltanto la sfortuna non aveva permesso agli azzurrostellati di battere i falchetti, contro il Monopoli ci si è messa una vera e propria barriera umana avversaria che per lunghi tratti dell’incontro non ha permesso a Reginaldo e soci di trovare varchi importanti per battere Mirarco, portierone biancoverde che in alcune occasioni si è superato, come nell’occasione capitata sui piedi di Caruso. In conferenza stampa, subito dopo la gara, Gianluca Grassadonia ha più volte ha messo in evidenza come il giocar dietro la linea della palla da parte dell’undici pugliese abbia creato non pochi problemi alla formazione azzurrostellata guidata da Pestrin. Ma, oltre alla condizione fisica, bisogna tener conto del momento no di alcuni giocatori cardine come ad esempio Della Corte e Dicuonzo, che sulle corsie esterne hanno spinto ma messo pochissimi palloni al centro dell’area avversaria. Si è cozzato contro la fisicità avversaria, ma se si fosse stati maggiormente concentrati così come nella prima frazione di gioco forse adesso non si starebbe a chiedersi il perché di una difficoltà della Paganese davanti al pubblico amico del Torre. Ma, dalla gara con il Monopoli, non ci sono le note stonate. Il pubblico azzurrostellato nonostante la sconfitta ha incitato la squadra sino alla fine, capendo e apprezzando lo sforzo di Marruocco e soci. 

(Da La Città di Salerno)

La partita del tifoso: cosa vuoi che sia una gioia effimera dinanzi alla bellezza di essere un tifoso di quella maglia.


Non c’è cosa peggiore per un tifoso che ha appena perso una partita in casa (la seconda consecutiva!!), che tornare alla propria casa e doversi giustificare con la famiglia abbandonata per un intero pomeriggio. Perché, almeno se ha vinto, l’ha sacrificata (la famiglia) per una giusta causa. Ma se ha perso no, si sente doppiamente in colpa, quasi come se fosse stata colpa sua se ha perso. Ed è per questo che ieri ho tardato un po’ prima di rincasare. Si perché ci sono momenti, come quello che abbiamo tutti vissuto ieri, in cui ho bisogno di stare con altri tifosi. Solo loro possono comprendere e capire lo stato di semidepressione in cui mi trovo. E così ho fatto ieri sera. Mi sono fermato con tre amici. Uno di questi, lo conoscete già, è il “grosso ma buono” della partita di Andria. Gli altri li chiameremo “il peccato originale” e “teniamocelo buono, non si può mai sapere nella vita”. Si potrebbero spendere pagine e pagine per narrare delle gesta di questi qua ma adesso non ne ho tanta voglia e quindi mi limito a dire che come al solito, ognuno aveva una sua particolarissima visione dell’andamento della partita.

C’era chi dava la colpa all’allenatore, perdendosi in astrusi ragionamenti tecnico/tattici, manco fosse Helenio Herrera.
C’era chi dava la colpa al mercato dal quale sono arrivati troppi giocatori fuori forma e non pronti.
C’era chi se la prendeva con la sfortuna perché: “possibile che al primo tiro prendiamo gol?”
E c’era chi si soffermava sul loro allenatore e sul vetusto calzino bianco che indossava. Manco bastasse questo piccolo particolare a rendere praticamente improbabile una nostra sconfitta!
Insomma, eravamo in quattro e sembrava una Torre di Babele, praticamente avevamo visto quattro partite diverse. Eppure io mi ricordo di averli visti allo stadio, ieri… Sarà stata un’allucinazione!

Poi il mesto ritorno a casa. Salgo le scale col classico capo chino del tifoso mazziato e che sa di dover dare spiegazioni, una volta varcata la soglia di casa. Per un momento spero che sia già lunedì mattina e che tutti siano presi dal solito ritmo frenetico della settimana lavorativa. Ed invece no… Il dialogo con mia moglie è più o meno questo:
Lei: “cosa avete fatto?”. Avete??!! Già questa cosa mi indispone. Come “avete”? E dove è finita la comprensione, la vicinanza, l’empatia? Ma non si era detto: “nella buona e nella cattiva sorte”?! E se non è cattiva sorte perdere 0-2 in casa, contro una squadra che ancora non ho capito come gioca e che non ha ingarrato tre passaggi consecutivi, mi spiegate qual è la cattiva sorte??
Io: “abbiamo perso”

Lei: “Uh e perché?” “perché”? Ma che domanda è? Ed ora cosa le rispondo? Mi passa davanti agli occhi, in un secondo, tutta la partita. Potrei dire che i guantoni del nostro portiere sono rimasti immacolati fino al 90°; potrei accanirmi contro Dicuonzo che si è 'arravogliato' su se stesso, per fare una rovesciata, ha sbagliato e quelli ci hanno fulminato; potrei iniziare una lunga e noiosa dissertazione e parlarle di 4-3-3, 5-3-2, 4-2-3-1; potrei dire che “non c’è niente da fare, come viene un po’ di gente in più al campo, ci va sempre male”.

Invece… Io: “che fa su sky stasera? Ci vediamo una puntata di quella bella serie tv?”. Passa un’ora. La puntata finisce e mi ritrovo solo e triste, sprofondato sul divano, pensando a cosa sarebbe stato se Dicuonzo avesse semplicemente messo la palla fuori, di testa, verso i calzini bianchi del loro allenatore. Vedo le immagini delle partite della domenica e mi faccio piccolo piccolo vedendo esultare tifosi di altre squadre. E penso: “beati loro. La loro domenica calcistica sarà stata senz’altro più bella della mia”. Ma è solo il pensiero di un grigio pomeriggio di calcio.

Rinsavisco e mi rianimo subito. E penso a quei poveri tifosi delle altre squadre. Vabbè, oggi gli sarà pure andate bene, hanno vinto, esultato e gioito. Ma cosa vuoi che sia questa effimera gioia, di fronte alla bellezza di essere tifoso di quella maglia azzurro cielo, con quella stella in petto, che accompagna ed accende di passione le nostre vite…

Alberto Maria Cesarano - © Paganesemania

26.9.16

Paganese, cercasi qualità.


Nella foto, tratta da Sportube, il tiro di Cicerelli nel primo tempo che ha sfiorato l’incrocio dei pali

di Nino Ruggiero

Partiamo dal presupposto che nel calcio non c’è mai niente di scontato. Potete giurarci: è proprio così.
Si pensava che in casa, contro il Monopoli, all’indomani della bella e convincente prestazione di Catanzaro, la Paganese avrebbe dato continuità di risultati e di gioco. Niente di più sbagliato. La Paganese non solo è uscita sconfitta, ma ha anche fatto emergere preoccupanti segnali di discontinuità lasciando il campo a tanti interrogativi che solo il tempo potrà sciogliere.
Innanzitutto bisognerà capire, da parte di tutti, che quando in casa, dopo averle provate tutte, non si riesce a vincere, bisogna fare l’impossibile per non perdere. Sì, lo so, sembra una di quelle domande-considerazioni alla Marzullo, ma è così. Purtroppo, il calcio non è una scienza esatta e non basta avere il predominio territoriale per arrivare alla vittoria. Bisogna trovare gli spazi per battere a rete e bisogna avere il piede buono o la testa per farlo.
Una squadra organizzata come il Monopoli, a chiara vocazione operaia, se si eccettua qualche eccezione qualitativa, poteva essere battuta solo che ci fosse stata più lucidità in zona gol. Alla Paganese attuale, costruita con tanto impegno dirigenziale, dopo le tante vicissitudine di ordine giudiziario che l’hanno interessata, manca ancora qualcosa.
Certo, si è visto – a causa dell’infortunio occorso a Iunco – quanto sia parsa spaesata e poco convinta dei propri mezzi la squadra dalla cintola in su. Parliamoci chiaro, quando si incontra una squadra ben attrezzata, una di quelle che vengono definite di categoria, per arrivare al gol, c’è bisogno di grande qualità dalla trequarti in avanti per sperare in una giocata di fino, di un guizzo perentorio, di una invenzione; tutti qualità che non si inventano da un momento all’altro. Determinate doti si hanno o non si hanno.
Grassadonia le ha tentate tutte per arrivare in zona gol. Innanzitutto ha dato consistenza alla squadra, salvaguardando l’equilibrio tattico. Sono pochi i parametri che vanno evidenziati quando si parla di schieramenti e questi parametri investono il modo stare in campo.
Allora è giusto parlare di una difesa schierata a tre o a quattro, anche a cinque quando occorre, a seconda delle esigenze tattiche che l’allenatore ritiene più opportuno adottare. Non vi parlo di numeri, e voi che avete la bontà di seguirmi, sapete anche che non amo parlare di quelle strane e statiche formule tattiche che non vogliono dire niente e servono solo ad allungare il brodo del discorso a chi ha pochi argomenti in materia. Sono convinto che il gioco del calcio sia sinonimo di dinamismo e non possa essere paragonato a una stucchevole partita a scacchi o a dama, giochi chiaramente da sedentari.
La verità è che in campo non si può correre dietro ai numeri delle cosiddette formule tattiche enunciate da addetti ai lavori; bisogna correre, sempre, anche senza palla, forse soprattutto senza palla; bisogna correre ed essere presenti – quando occorre – in ogni zona del campo, in barba al (4-4-2, 3-5-2, o, peggio ancora al 3-4-2-1); bisogna saper difendere quando sono gli avversari a manovrare il pallino del gioco; ma bisogna anche proporsi in avanti quando è necessario, per dare sostegno al compagno in possesso di palla.
Ritornando alla partita con il Monopoli, credo che sotto il profilo dell’impegno ci sia ben poco da recriminare sulla prestazione offerta dai ragazzi in maglia azzurro-stellata. Ma l’impegno molto spesso non basta; nei momenti topici delle partite – per arrivare alla vittoria – ci vogliono qualità ed esperienza. E per la verità, contro il Monopoli, le due doti si sono viste poco. Passi per la qualità, che prima o poi dovrà venire fuori da Reginaldo e Deli, domenica non proprio al top, ma l’esperienza è quella che non deve mai mancare. E dispiace che proprio Dicuonzo, fra i più in palla in questo primo periodo, sia incorso in un errore di valutazione che un giocatore del suo calibro non deve commettere, in occasione della mancata sforbiciata che ha poi originato il primo gol del Monopoli.
Una sconfitta, sia pure inaspettata, ci può stare. L’importante è che la squadra faccia tesoro degli errori commessi e sia pronta a rifarsi.
C’è la trasferta di Messina in programma per domenica; una trasferta niente affatto agevole durante la quale la squadra – per dare un calcio al momento poco favorevole – dovrà esprimersi sugli standard espressi a Catanzaro. Mancherà ancora Iunco, ma Grassadonia potrà contare sul recuperato Herrera e sull’emergente Celiento.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com

Numeri, aneddoti e curiosità di Paganese-Monopoli.

Il ritorno di Herrera, la lezione tattica di Alcibiade, le "doppiette" dei difensori e l'inizio traumatico. Questo e tanto altro in 10-0, la rubrica "semiseria" di #paganesemania, che vi racconta così #PaganeseMonopoli

DIECI al ritorno in campo di Eric Herrera, a sei mesi esatti dall'infortunio al ginocchio. Il panamense si presenta con due tackle in un minuto, quasi a voler dimostrare a tutti e a se stesso che paura non ne ha. Al di là delle due scivolate, non è stato un gran debutto quello di Herrera che ha prima bisogno di rimettere benzina nelle gambe. Ma è un ritorno importante perchè può dare quell'imprevedibilità che chiedeva sabato Grassadonia. Sperando di rivedere quanto prima i suoi colpi, come quella rovesciata di due anni fa, rimasta al momento l'unica gioia al Torredell'ex Avellino. Un gol che ricorda ancora anche Alessandro Erra, all'epoca tecnico del Lamezia, che proprio ieri lo sottolineava in tribuna prima della gara. Certi gesti non si dimenticano!

NOVE alle lezione tattica di Raffaele Alcibiade in sala stampa al termine della partita. L'ex difensore del Lecce è stato fra i migliori della Paganese ieri, ma si è senza dubbio superato davanti ai microfoni nella conferenza stampa post-gara. Dopo il lapsus in cui ha confuso il Matera col Latina (non si sa bene il perchè), Alcibiade ha sciorinato tutta la sua conoscenza calcistica spiegando cosa non è andato nel primo tempo in fase di impostazione. Peccato che i suoi interlocutori - noi umili cronisti - abbiano difficoltà ad emergere anche sui rettangoli verdi di periferia il giovedì sera con gli amici.

OTTO il numero di maglia di Reginaldo e le testate, più e meno nazionali, che si sono interessate a lui in questa settimana. Il ritorno al gol contro il Catanzaro ha calamitato l'interesse mediatico finanche di Sky e Gazzetta dello Sport che nei giorni scorsi hanno dedicato spazio all'attaccante della Paganese. Fra le partite sulla spiaggia inBrasile, seguite da grigliate e da fiumi di birra fredda (che spettacolo!) e le immancabili domande sulla love story con Elisabetta Canalis (ancora complimenti Regi!), l'argomento Paganese è passato in secondo piano. Non l'ha dimenticato però il brasiliano, che ieri, fin quando ha potuto, non ha risparmiato energie, costruendo le due palle gol più nitide della partita.

SETTE gli angoli battuti dalla Paganese nella sfida di ieri contro il Monopoli. Lo confesso: l'ho scoperto guardando i tabellini della partita, perchè durante il match non me ne sono accorto. Perchè non possono essere chiamati tiri dalla bandierina nè quei traversoni che a stento sono arrivati all'altezza del primo palo (fra l'altro sempre bassi o al massimo a mezza altezza) nè quello schema col passaggio al difensore appostato venti metri più indietro. L'attenuante di non avere più i tiratori dell'anno scorso sarà pur valida, ma non può costituire un alibi per sempre. Perchè poi agli avversari, come il Monopoli ieri, ne bastano meno della metà per fare gol. E non mi sembra cheGenchi abbia il piede fatato di Pirlo.

SEI gli errori individuali dei difensori della Paganese che hanno caratterizzato queste quattro sconfitte. Possiamo parlare di autentiche doppiette, dato che sono tre i giocatori ad aver commesso delle ingenuità in questo avvio di campionato. All'inizio è toccato a Silvestri, protagonista in negativo in occasione dell'1-0 a Matera e della rete diOrlando; poi è stato Marruocco a regalare la vittoria alla Fidelis Andria, mentre ieri è stato il turno di Dicuonzo. L'ex Juve Stabia prima ha spianato la strada a Montini per l'1-0, poi ha perso il contatto visivo con Esposito in occasione del raddoppio. Per ora, nel pacchetto arretrato, si salva solo Alcibiade, al quale consigliamo vivamente di toccare ferro.

CINQUE all'involuzione di Giovanni Della Corte, lontano parente del giocatore apprezzato nel girone di ritorno lo scorso anno. Al termine del campionato fu fra le sorprese più piacevoli della stagione, mentre quest'anno il classe '95 proprio non riesce ad ingranare. Ieri una delle peggiori prove, tant'è che ha rischiato già a metà primo tempo di essere sostituito. Dopo l'ennesimo controllo sbagliato, Grassadonia ha mandato a scaldare Celiento, entrato poi nella ripresa, quasi a "minacciare" implicitamente il terzino sinistro. Lo preferiamo comunque di più da difensore che come avvocato difensore di qualche ex compagno.

QUATTRO, già, le sconfitte in campionato per la Paganese, che finora ha vinto solo a Catanzaro, perdendo controMatera, Casertana, Andria e Monopoli. E' sicuramente uno degli inizi più traumatici degli ultimi dieci anni. Numericamente, hanno fatto peggio di questa Paganese solo quelle delle stagioni 2007/2008 (un punto in cinque gare) e 2009/2010 (due punti in cinque gare). Furono campionati complicati ma è anche vero che le due rose dell'epoca erano qualitativamente meno prestanti - per usare un eufemismo e non sparare sulla croce rossa - dellaPaganese attuale. Fra l'altro l'estate che ha partorito questa squadra è stata tutt'altro che semplice.

TRE all'utilità, almeno per la gara di ieri, delle transenne utilizzate per delimitare il percorso dal parcheggio del settore ospiti all'ingresso dello stesso settore dello stadio. Quanto accaduto post-Casertana ha insegnato qualcosa e si è cercato così di evitare che i tifosi ospiti potessero tentare di aprire l'ormai famosa porta che divide curva e tribuna. Peccato che ieri ci fossero solo circa trenta tifosi del Monopoli, fra l'altro tranquillissimi, qualcuno con moglie al seguito. Il momento di "massima tensione" a fine partita, quando dalla Curva Nord sono partiti cori di scherno verso i pugliesi, gemellati con la Salernitana. Risposta dei biancoverdi, qualche altro coro di sfottò e poi stop. Giusta la prevenzione, ma sarebbe servita anche contro la Casertana.

DUE i gol consecutivi messi a segno da ex azzurrostellati al "Marcello Torre". Dopo Luca Orlando, a segno in casa della Paganese già contro l'Ischia, anche Pasquale Esposito infligge un brutto dispiacere alla sua ex squadra (78 gare e due reti in azzurro) realizzando la rete del 2-0 con la specialità della casa, il colpo di testa. Cor 'ngrat!

UNO il settore che non ha applaudito, dopo la partita, l'ex difensore Pasquale Esposito, reo di aver esultato dopo il gol evidentemente. Al triplice fischio il capitano biancoverde ha festeggiato coi compagni e coi tifosi, poi, prima di scendere negli spogliatoi, è andato a salutare prima il settore distinti poi la curva. Applausi a scena aperta per il centrale napoletano, che invece è stato salutato con indifferenza al rientro nel tunnel. A dire il vero, dai pochi tifosi rimasti in tribuna, non ci sono stati applausi, con qualcuno che ha manifestato la propria rabbia nei confronti diEsposito. Forse se non avesse esultato, avrebbe mancato di rispetto ai tifosi del Monopoli, squadra con la quale domenica scorsa ha tagliato il traguardo delle 100 presenze. Giusto ricordarlo, senza difendere nessuno.

ZERO i gol segnati in casa dalla Paganese che, in due gare al Torre, non è riuscita ancora a violare la porta avversaria. Questo davvero non era ancora accaduto: mai la Paganese nelle prime due giornate casalinghe era rimasta a secco fra le mura amiche. Eppure le occasioni nelle due partite con Casertana e Monopoli ci sono state, ma è mancato quel cinismo che invece ha contraddistinto le avversarie. E se non segni, non vinci e difficilmente fai punti. L'unica ad aver avuto beneficio da questa sterilità degli attaccanti è stata la concessionaria Amauto, che ha messo a disposizione del primo marcatore stagionale in casa un tagliando auto, come premio. Ma, conoscendo la passione del signor Giovanni e la sua "malattia" per i colori azzurrostellati, sappiamo che è il primo a non essere contento.

Danilo Sorrentino - © Paganesemania

La Paganese vista da... Nocera: poca lucidità e soliti errori.

Scivoliamo di nuovo in casa. Dopo la sconfitta beffa con la Casertana arriva il secondo tonfo interno. Questa volta è stato il Monopoli, che altre due volte era uscito indenne dal Torre con due pareggi: ieri invece è ritornato in Puglia con l'intera posta in palio. Se i falchetti avevano effettuato un furto con destrezza, sinceramente i biancoverdi non mi sento di dire che hanno rubato qualcosa, seppur hanno approfitatto ancora di disattenzioni della nostra difesa, ma d'altronde hanno fatto un'onesta partita d'attesa, nel primo tempo, per poi essere cinici nell'approfittare delle nostre disattenzioni, e difendendosi con estrema lucidità. Ecco, la lucidità, questa è la prima pecca da imputrare a Pestrin e compagni che forse anche una condizione ancora non al top ed una giornata di fine estate avrà tagliato gambe e precisione nell'organizzare la manovra. 

A volte troppa leziosa, a volte troppo ricamata, ma spesso cozzava, cercando sempre di sfondare centralmente, contro il muro dei pugliesi. Quando invece si cercava di aprire il gioco lateralmente non ricordo un cross - dico uno - che avesse quelle caratteristiche cioè far arrivare il pallone precisamente al centro dell'area. Ho rivisto la gara fotocopia della Casertana, anche se con il Monopoli avevamo più tempo per reagire ma nel tempo restante la reazione ha avuto piccoli sussulti. Noi abbiamo giocato e loro, per nostre disattenzioni, hanno vinto. L'occasione più concreta per pareggiare è stata quell'incursione di Cicerelli, il più in palla dei suoi, che però, anche lui, in quel frangete è stato poco lucido nello scaricare palla all'indietro, cercando di trovare invece lo spriraglio giusto con un'azione personale. Cinque partite, quattro sconfitte ed una vittoria, tre gol realizzati (ha fatto peggio solo la Vibonese con due, ma noi abbiamo una partita in meno) e sette subiti. Se ci vogliamo consolare in questa giornata ci sono i numeri delle altre formazioni che dalla metà classifica in basso hanno perso tutte, mantendendo una graduatoria racchiusa in pochi punti. 

In casa le note dolenti con due sconfitte su due e zero reti realizzate, un dato da analizzare: purtroppo in attacco qualcosa non gira alla perfezione sopratutto tra le mura amiche quando bisogna scardinare le difese. Il reparto offensivo, privo tra l'altro di Iunco in settimana atteso da nuovi accertamenti, non riesce ancora a trovare quei meccanismi per cui è statao costruito anche se sembra pesare l'assenza di un vero bomber d'area di rigore mentre abbondano esterni e seconde punte. Purtroppo la società ha fatto il meglio che poteva in quei pochi giorni ed ora Grassadonia ha il compito di valorizzare il materiale a disposizione nel migliore dei modi. Come ha detto il tecnico azzurrostellato, questa è stata una sconfitta che brucia ed è una nuova mazzata sul morale dell'ambiente, ancora buona la risposta del pubblico, che avrebbe avuto bisogno di una vittoria per alimentare quella passione che si sta cercando di ricostruire. 

Troppi errori individuali stanno penalizzando le prestazioni della squadra costretta sempre a rincorrere ed il dato più beffardo è che le sconfitte maturate sino ad ora non sono frutto di una superiorità degli avversari ma di imperdonabili errori dei singoli. Come dopo le due sconfitte con Casertana ed Andria però sono certo che Grassadonia ricaricherà le batterie del morale e del fisico degli azzurri per andare in casa della sua ex società per tirare un brutto scherzo alla sua ex società come ha fatto Pasquale Esposito alla Paganese. Ora niente drammi ma lucida analisi per evitare gli errori e cercare di andare a Messina e riprenderci quello che abbiamo perso per strada.

Peppe Nocera - © Paganesemania

Top & Flop di Paganese-Monopoli.

Il Monopoli espugna il "Marcello Torre" piegando la Paganese col punteggio di 0-2. Entrambe le reti biancoverdi sono state realizzate nella ripresa e portano la firma di Montini e di Esposito. Anche se sulla prima rete ci sono le proteste dei campani per un presunto fallo di Balestrero su Dicuonzo non ravvisato dal direttore di gara. Prima frazione di marca azzurrostellata, ma nel secondo tempo il vantaggio biancoverde ha tagliato le gambe ai padroni di casa che, esclusa una chance sui piedi di Cicerelli, non sono mai andati vicini al pareggio. Vediamo chi sono stati i migliori e i peggiori della gara:

TOP

Cicerelli (Paganese)
: tocca un'infinità di palloni e sfiora la rete sia nel primo tempo che nel secondo. I compagni lo cercano e lui non si fa pregare, provando sempre dribbling, assist e conclusioni. Avrebbe meritato qualcosa di più per la prestazione oggi fornita. SFORTUNATO

Esposito (Monopoli): il gol del raddoppio realizzato dal difensore arriva dopo un gran intervento in coppia con Mirarco su Cicerelli, che nega la rete del pari ai padroni di casa. Per il resto prestazione ordinata e senza sbavatura, con il gol vera e propria ciliegina sulla torta. BALUARDO
FLOP

Il primo tempo (Monopoli)
: i biancoverdi nella prima frazione non riescono ad ingranare, e appaiono troppo timidi in fase offensiva, non impensierendo mai Marruocco. La ripresa invece ha dimostrato che la squadra può far male eccome, ma regalare un intero tempo agli avversari è un po' troppo. MEGLIO TARDI CHE MAI

Il secondo tempo (Paganese): al contrario i padroni di casa, dopo un ottimo primo tempo, nei secondi 45 minuti non trovano il bandolo della matassa, soprattutto dopo la rete di Montini. Reginaldo, molto attivo prima dell'intervallo, non trova quasi mai la sfera, e tutto viene affidato a Pestrin e Cicerelli, col primo che non ha mai lo spunto vincente e il secondo che nel finale perde inevitabilmente brillantezza a causa della stanchezza. DISUNITI

da www.tuttolegapro.com

Paganese, l'amarezza di Grassadonia.

È un Grassadonia molto amareggiato quello che si presenta in sala stampa a fine gara. 

«Sinceramente mi aspettavo di più dalla mia squadra. Sapevamo di affrontare una squadra tosta fisicamente e che avrebbe sfruttato al meglio le situazioni da calcio da fermo ma la cosa che più mi amareggia è stata che nella prima frazione non siamo riusciti a concretizzare le due palle gol che abbiamo avuto. Avremmo dovuto sfruttarle al meglio. È una sconfitta che brucia». 

Un passo indietro rispetto alla gara con il Catanzaro. 

«Nonostante la sconfitta – continua – non dobbiamo farci prendere dall’ansia e dobbiamo guardare alla prossima partita con tranquillità. Sapevamo tutti che avremmo incontrato delle difficoltà ma quando non chiudi la partita sfruttando le occasioni che ti capitano, dobbiamo fare mea culpa. I loro gol? Sul primo i miei collaboratori mi hanno detto che c’era fallo su Di Cuonzo e abbiamo preso gol nel nostro momento migliore. Nonostante la gabbia su Pestrin abbiamo giocato bene poi il caldo e il secondo gol ci hanno letteralmente tramortiti. Abbiamo pagato a caro prezzo le nostre ingenuità e di questo dobbiamo fare ammenda». 

Amareggiato anche il difensore Alcibiade.

«Una sconfitta che brucia, non meritavamo la sconfitta per quello che si è visto in campo. Ci rifaremo». 

(La Città di Salerno)

Foto da www.paganesemania.it

25.9.16

Paganese-Monopoli 0-2: no, così non va.


Uno dei rari tentativi offensivi della Paganese nel primo tempo

di Nino Ruggiero

No, mi dispiace dirlo, così non va. In casa, quando non si riesce a vincere – contro una squadra come il Monopoli, che di certo non è fra le migliori del campionato – non si può poi perdere in modo assurdo. Certo, l’assenza di Iunco ha pesato molto sull’economia del gioco della Paganese; ma si sapeva che la squadra – proprio per l’assenza del suo uomo più rappresentativo – avrebbe accusato problemi dalla cintola in avanti.

Bene; quando una squadra non riesce a trovare sbocchi in avanti, come è appunto il caso di oggi, dopo averle tentate tutte, deve quantomeno salvaguardare il risultato di parità. Poco importa che il primo gol sia probabilmente stato inficiato da un fallo non rilevato dall’arbitro sulla mancata sforbiciata di Dicuonzo. Un errore del genere un calciatore esperto non può commetterlo in una zona pericolosa. Un grazioso regalo servito alla squadra pugliese che – per la verità – dopo aver realizzato la prima rete, ha poi legittimato la vittoria con una gara puntigliosa e attenta, riuscendo sapientemente a chiudere tutti gli spazi agli attaccanti azzurro-stellati.

Poche le emozioni di parte paganese nella prima parte della gara. Qualche tentativo isolato di Reginaldo in avanti, non sempre fortunato in zona gol; poi tanto fumo e pressione territoriale fine a se stessa. Prova incolore di Caruso, schierato a fianco di Reginaldo al centro dell’attacco e prova sbiadita anche da parte di Deli che avrebbe dovuto illuminare il gioco offensivo con le sue invenzioni.
Sacrificato, e in un certo qual senso ingabbiato, Cicerelli sulla fascia destra del suo schieramento anche se, ad onor del vero, il ragazzo ha giocato una gara molto intensa riuscendo a interpretare benissimo soprattutto la fase difensiva che Grassadonia aveva ritagliato per lui in questo tipo di gara. Il calciatore avrebbe anche meritato la gioia del gol perché allo scadere del primo tempo – quando la squadra continuava a premere senza risultati concreti – con un gran sinistro ha sfiorato l’incrocio dei pali.

Nel secondo tempo, dopo dieci minuti, Grassadonia ha tentato di dare più profondità alla squadra inserendo Herrera al posto di Caruso. Ma la gara si mette male perché la Paganese incassa un gol assurdo, complice un errato rinvio di Dicuonzo che porta Montini al gol. Ci sarebbe tutto il tempo per cercare di recuperare il risultato ma la Paganese mostra di avere idee poco chiare in zona di attacco. La quadra si intestardisce a cercare lo sfondamento centrale invece di giocare sulle fasce; quando lo fa, riesce ad incartarsi quasi sempre da sola perché le gambe non rispondono alle sollecitazioni.
Due sole palle gol vengono sviluppate. Nella prima Cicerelli dopo aver recuperato una palla impossibile sulla sinistra, in piena area spara poi sul primo palo invece di crossare al centro; sulla seconda Deli, su cross dalla destra incoccia di testa proprio nelle mani del portiere avversario.

Fra i due episodi c’è il raddoppio di Esposito, l’ex di turno, che, su calcio d’angolo dalla destra, si eleva maestoso e deposita la palla in rete.

Appuntamento a martedi prossimo per un approfondimento con la rubrica “Così è, anche se non vi pare” su

https://paganesegraffiti.wordpress.com

Paganese-Monopoli 0-2: il pagellone di PaganeseMania.

Marruocco 6 - Un lavoro di ordinaria amministrazione rovinato da due reti sulle quali non ha responsabilità. Poi praticamente mai impegnato dagli attaccanti pugliesi. 

Dicuonzo 4,5 - Ci sarà anche una leggera spinta del diretto avversario ma quel tentativo di rovesciata ha bisogno di una spiegazione difficile da trovare. Purtroppo dà il via al vantaggio ospite che spezza le gambe alla Paganese. Non ha demeritato ma la leggerezza pesa non poco sull’economia globale della contesa. 

Alcibiade 5,5 - Divide le responsabilità con i compagni di reparto quando l’ex Esposito ha tutto il tempo per infilare Marruocco. Nelle retrovie però è l’unico che prova a serrare i ranghi ed a dirigere un reparto non ancora registrato a dovere. 

Silvestri 5,5 - Bene sui duelli aerei, giocando sempre d'anticipo sugli avversari. Frenato dall'ammonizione che riceve in avvio di gara, anche se non è sempre impeccabile, come l'intero reparto difensivo, sulle palle inattive.

Cicerelli 6 - E' l’unico che tiene accesa la luce in casa azzurra. Ha gamba per far male ma viene servito con il contagocce dai compagni di squadra. Quando parte in velocità crea non pochi grattacapi  alla difesa pugliese. 

Maiorano 5 - Un passo indietro rispetto alla prestazione di Catanzaro. Ingabbiato nella diga di centrocampo, non riesce a fare filtro e l’intera manovra ne risente. È ancora a corto di condizione e non regge il ritmo gara. 

Pestrin 6 - Anima e polmone della squadra. L’ex granata è il faro nel deserto liguorino. Ci mette il cuore oltre alla dose di qualità che ne ha fatto diventare il simbolo di una squadra che non lo assiste. 

Deli 5 - Solita gara ad intermittenza che non gli vale affatto la sufficienza. Nel terzetto centrale palesa un certo disagio che lo offusca ben presto e lo tiene ai margini della gara. 

Della Corte 5 - Essere ripetitivi è d’obbligo. Non ne indovina una, anche quando ha spazio per affondare con la difesa biancoverde schierata. Nessuna sovrapposizione, così come anche i tentativi di cross che non arrivano mai. 

Caruso 5,5 - Tanta buona volontà e voglia di lottare. Anche una buona chance sulla quale Mirarco si erge a protagonista. Cerca però poco il dialogo con Reginaldo e si estranea spesso dalla manovra. 

Reginaldo 5,5 - Deve trovare quanto prima una condizione fisica accettabile. Con il pallone tra i piedi potrebbe fare grossi danni, nonostante i difensori ospiti mordano le caviglie. Nella ripresa ha la palla buona per il vantaggio ma la mira non è delle migliori. 

Herrera 5 - Gli viene concesso minutaggio ma non lascia tracce. A corto di preparazione, ci prova con un debole calcio di punizione senza esito. 

Parlati 5 - Confusionario e spaesato, giochicchia perdendo alcuni palloni pericolosi. In questo modulo il suo contributo è nullo. 

Celiento sv

All. Grassadonia 5 - Insiste con la difesa a tre ma non viene ripagato a dovere. Nemmeno i cambi lo agevolano perché quando serve la svolta si intestardisce cercando soluzioni tattiche identiche ed infruttuose. 

Francesco Pepe
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Il Torre ancora terreno di conquista, passa anche il Monopoli: 2-0 alla Paganese.


Ancora una sconfitta al Torre per la Paganese. Dopo la Casertana, anche il Monopolicompie il blitz esterno, vincendo grazie alle reti nella ripresa di Montini ed Esposito che realizzano grazie a due errori grossolani della difesa azzurrostellata. 
Il 3-5-2 che ha dato buone risposte a Catanzaro viene riproposto dal tecnico degli azzurrostellati, Gianluca Grassadonia, che si ritrova di fronte un Monopoli però abbastanza chiuso e bloccato. Gli spazi sono pochi, Pestrin viene ingabbiato e la manovra della Paganesenon può essere fluida. Ma le migliori occasioni ce l'ha solo la compagine di casa, pericolosa poco dopo il quarto d'ora con una punizione di Cicerelli ed una conclusione di Deli. La palla-gol più nitida, però, capita a Caruso, all'esordio dal 1' in luogo dell'infortunato Iunco. L'exCatanzaro riceve un pallone ben protetto da Reginaldo in area di rigore, girata quasi perfetta su cui si supera Mirarco, che salva i suoi con un prodigioso colpo di reni. Nel finale di tempo, sinistro di poco a lato di Cicerelli
L'imponderabile accade nella ripresa, però. Dopo un'altra occasione avuta da Reginaldo di testa, il Monopoli trova le due reti che decidono l'incontro, sfruttando due amnesie difensive in dieci minuti al quarto d'ora. L'1-0 lo firma Montini, che si fionda su un pallone perso daDicuonzo (forse spinto da Balistrero) e si presenta a tu per tu con Marruocco e lo fredda. Poco dopo la Paganese potrebbe pareggiare con Cicerelli, murato in extremis da Esposito, che poi raddoppia al 25'. L'ex della sfida, appostato sul secondo palo, segna in tuffo sul corner di Genchi. La reazione degli azzurrostellati praticamente non c'è, il crollo fisico e psicologico è evidente e la seconda sconfitta consecutiva in casa non può essere evitata. 

IL TABELLINO

PAGANESE (3-5-2): Marruocco; Dicuonzo, Alcibiade, Silvestri; Cicerelli, Maiorano (11’ st Parlati), Pestrin, Deli, Della Corte (23’ st Celiento); Caruso (11’ st Herrera), Reginaldo. A disp.: Chiriac, Mansi, Zerbo, Longo, Stoia, Tagliavacche, Mauri, Camilleri. All.: Grassadonia 

MONOPOLI (4-3-1-2): Mirarco; Bei, Esposito, Bacchetti, Pinto; Balestrero (20’ st Gatto), Nicolini, Viola; Ricucci (32’ st Franco); Genchi, Montini (36’ st Mercadante). A disp.: Pellegrino, Cassano, De Vito, Sounas, Mavretic, D’Auria, Mouzakitis, Padalino. All.: Zanin 

ARBITRO: Pasciuta di Agrigento 

RETI: 14’ st Montini, 26’ st Esposito.

NOTE: spettatori 1500. Ammoniti: Silvestri, Bei, Balestrero, Alcibiade, Bacchetti, Nicolini. Angoli 7-3. Recupero: pt 1’; st 4’.

Danilo Sorrentino
© Paganesemania - Riproduzione riservata

Paganese-Monopoli 0-2: classifica e risultati.

24.9.16

Col Monopoli dubbi sul modulo e in attacco: chi a fianco di Reginaldo?


Continuare sulla scia della strada tattica intrapresa a Catanzaro oppure ritornare al recente passato? Con questo dubbio la Paganese approccia alla gara contro il Monopoli, la seconda casalinga dall'inizio del campionato. Sarà l'inizio di un ciclo di partite che potrebbero dare la prima svolta alla stagione degli azzurrostellati che, da domani in poi, saranno impegnati in tre gare interne, compreso il recupero della prima giornata con la Virtus Francavilla, in quattro gare. Un ciclo di partite al quale potrebbe non prendere parte l'attaccante Antimo Iunco, infortunatosi al ginocchio nel corso del match contro il Catanzaro. L'ex Alessandria in settimana si è sottoposto ad esami strumentali e sta svolgendo terapie. Nei giorni scorsi ha sostenuto una visita specialistica a Sorrento dal dott. Maresca, che replicherà a metà della prossima settimana per stabilire con certezza i tempi di recupero. 
La Paganese ci va coi piedi di piombo, ma Grassadonia deve studiare alternative concrete da sfruttare già domani contro il Monopoli, pur sapendo che non è facile, visto che nell'ora di gioco in cui al "Ceravolo" è rimasto in campo, Iunco ha semplicemente fatto la differenza. Per questo la sua assenza, unita alla mancanza di una vera alternativa in rosa, potrebbe costringere Grassadonia a tornare al 4-3-3, con Reginaldo terminale offensivo, sostenuto da due esterni. Infatti, che sia 3-5-2 o 4-3-3 gli uomini, per dieci undicesimi, dovrebbero essere gli stessi di Catanzaro. In caso di difesa a quattro, infatti, saranno Dicuonzo Della Corte i terzini, con la posizione di Cicerelli che sarà determinante. L'attaccante pugliese si è destreggiato bene nella posizione di esterno destro di centrocampo, ma all'occorrenza può tornare utile in avanti in caso di tridente offensivo. C'è soltanto da stabilire chi prenderà il posto di Iunco: l'impressione è che, in un attacco a due, Caruso (il quale è l'unico attaccante in rosa con caratteristiche da prima punta) parta favorito su Herrera, che pure ha impressionato lo stesso Grassadonia per quanto fatto vedere in allenamento. Il panamense potrebbe comunque esordire a gara in corso, oppure dall'inizio in caso di 4-3-3, in cui sarebbe in ballottaggio con Zerbo. Prima convocazione per il difensore Camilleri e il centrocampista Mauri, che stanno pian piano entrando in condizione.

PAGANESE (3-5-2): 1 Marruocco; 25 Dicuonzo, 13 Alcibiade, 4 Silvestri; 11 Cicerelli, 27 Maiorano, 5 Pestrin, 10 Deli, 3 Della Corte; 19 Caruso, 8 Reginaldo. A disp.: 22 Chiriac, 6 Mansi, 7 Zerbo, 14 Herrera, 15 Longo, 18 Parlati, 20 Stoia, 24 Tagliavacche, 28 Mauri, 29 Celiento, 30 Camilleri. All.: Grassadonia
Squalificati: nessuno
Indisponibili: Iunco, Picone (infortunati)
Ballottaggi: Caruso 65%-Herrera 35%; in caso di 4-3-3, Zerbo 60%-Herrera 40%

Danilo Sorrentino
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23.9.16

Il punto sulla prossima giornata di campionato.

La sesta giornata del girone C di Lega Pro pone sotto la lente d’ingrandimento due sfide dal sapore antico e dal fascino immutato. I riflettori sono puntati innanzitutto sul derby dello Zaccheria dove la capolista Foggia, a punteggio pieno dopo cinque turni, ospita il Taranto di Aldo Papagni in un match aperto ad ogni risultato. Farà molto caldo in terra di Capitanata con spettacolo garantito sugli spalti cui si spera faccia seguito quello offerto dai ventidue in campo.

Non da meno il derby calabrese che si disputerà allo stadio Granillo di Reggio Calabria tra gli amaranto del figlio d’arte Karel Zeman ed il Cosenza che sarà privo dell’infortunato Cavallaro. I padroni di casa sperano nell’aggancio in classifica e confidano nel recupero della punta di diamante Coralli alle prese con una botta che potrebbe pregiudicargli la presenza sul rettangolo verde.
In ottica alta classifica cerca punti pesanti il Lecce che sarà di scena al De Simone di Siracusa. Impegno sulla carta abbordabile per i salentini, anche se i leoncelli siciliani non possono permettersi altri passi falsi dopo una partenza ad handicap che ha fatto finire sulla graticola l'ex tecnico della Paganese Andrea Sottil.

Viaggia con il vento in poppa anche l’ambiziosa Juve Stabia che renderà visita all’Unicusano Fondi degli exBombagi ed Albadoro. Il Matera di Gaetano Auteri invece prova a riscattare il mezzopasso falso interno di domenica scorsa contro il fanalino di coda Catania. Al cospetto della Virtus Francavilla, con lo stadio Giovanni Paolo II che farà registrare un probabile sold out, ci sarà da soffrire con l’aggravante dell’incognita Papini fermato da noie ad un ginocchio.
Seconda trasferta di fila per la Casertana che sarà di scena a Vibo Valentia. Dopo il successo di Pagani, la formazione rossoblu ha conservato l’imbattibilità e cerca il blitz dopo aver imposto il pareggio a reti bianche alLecce domenica scorsa in Puglia. A movimentare la vigilia la situazione societaria con l’annuncio del nuovo cda seguito dalle immediate dimissioni del copresidente Corvino, unico rappresentante casertano all’interno del sodalizio.

Derby siciliano al Massimimo dove il Catania ospita l’Akragas galvanizzato dal primo successo in campionato. Gli etnei si affidano al rientrante Calil per ottenere l’intera posta in palio che consentirebbe di neutralizzare definitivamente la pesante penalizzazione (-7) in classifica.
Si preannuncia molto equilibrata la gara del Degli Ulivi di Andria tra la Fidelis di Favarin ed il Melfi rinforzato nei giorni scorsi dall’innesto dello svincolato centrocampista ghanese Obeng. Tensione invece al Ceravolo dove ilCatanzaro non può assolutamente fallire l’appuntamento con la vittoria contro il Messina. Situazione quasi simile per entrambi gli ambienti. I risultati non arrivano ed i primi mugugni affiorano. Si salvi chi può…….e poi c’èPaganese-Monopoli ma questa è un’altra storia…

Francesco Pepe - © Paganesemania

Per Iunco uno stop di circa 15 giorni.

L’infortunio al ginocchio destro rimediato dall’attaccante Antimo Iunco nel secondo tempo della vittoriosa trasferta di Catanzaro si è rivelato meno grave del previsto. Questo quanto trapelato nella serata di ieri dopo che la punta brindisina si è sottoposta ad una visita specialistica presso un ortopedico di fiducia del club di via Filettine.

Per l’ex Alessandria dovrebbe trattarsi solo di una forte distorsione al ginocchio senza alcuna conseguenza per i legamenti come ipotizzato inizialmente. I primi esami strumentali, effettuati martedì, avevano già escluso conseguenze al legamento collaterale. Un’eventualità confermata anche dalla risonanza magnetica e dal consulto con lo specialista di ieri pomeriggio. Lo stop per Iunco dovrebbe aggirarsi attorno alle due settimane con speranze di riaverlo a disposizione dopo la trasferta di Messina quando Marruocco e compagni saranno impegnati per il recupero infrasettimanale della prima giornata di campionato contro la Virtus Francavilla.

In questo lasso di tempo una specifica tabella di lavoro e le cure del fisioterapista Davide Bisogno contribuiranno a riportarlo gradualmente nei ranghi con buona pace di Grassadonia che ha rischiato di perdere un elemento prezioso per il suo scacchiere tattico per un periodo abbastanza lungo. Senza lunco ma con maggiore fiducia circa un suo recupero ili breve tempo, la squadra invece continua a lavorare ili vista del ritorno tra le mura amiche.

Domenica al Torre è atteso il Monopoli dell’ex Esposito. Una sfida sulla carta alla portata degli azzurrostellati che cercano il primo successo interno per dare continuità al blitz in terra calabrese. Ieri pomeriggio Grassadonia ha torchiato la rosa con un’intensa seduta tattica sul sintetico di Siano. L’allenatore salernitano pare intenzionato a confermare il 3-5-2 sfoderato al Ceravolo con la novità rappresentata dall’inserimento di Caruso in attacco in luogo proprio dell’infortunato Iunco.

(Il Mattino, Salerno)

Ancora prove di 3-5-2. Visita specialistica per Iunco.


Ancora prove di 3-5-2 per la Paganese sul sintetico di Siano. Il gruppo azzurrostellato ha lavorato ancora sul sistema di gioco utilizzato a Catanzaro, quello che in questo momento offre le maggiori garanzie al tecnico Gianluca Grassadonia, il quale nel pomeriggio di oggi ha fatto svolgere una serie di esercitazioni tattiche finalizzate al miglioramento del possesso palla. L'allenatore salernitano ha fatto spesso ruotare gli effettivi a sua disposizione, non dando riferimenti rispetto a quello che potrebbe essere l'undici da mandare in campo contro ilMonopoli. Ovviamente sullo sfondo resta anche l'alternativa 4-3-3, sul quale la squadra è stata plasmata, ma le buone risposte fornite dallo spartito tattico utilizzato al "Ceravolo"inducono Grassadonia a non cambiare. Pienamente ristabilito il panamense Herrera, che ha svolto tutta la seduta insieme al gruppo, così come il difensore Camilleri, il quale potrebbe essere convocato per la sfida di domenica. Hanno proseguito il lavoro differenziato il difensorePicone e il centrocampista Mauri, in ritardo di condizione. Presenti a bordo campo il dsFabrizio Ferrigno e il coordinatore dell'area tecnica Antonio Bocchetti.
Assente, invece, l'attaccante Antimo Iunco, il quale ieri era rimasto a guardare l'allenamento dei compagni dopo l'infortunio al ginocchio destro subito nel corso della ripresa contro ilCatanzaro. Il brindisino, dopo essersi sottoposto nei giorni scorsi ad esami strumentali che avrebbero escluso l'interessamento dei legamenti, oggi si è sottoposto ad una visita specialistica. L'entità dell'infortunio e i tempi di recupero, che comunque non dovrebbero essere lunghi come si temeva, non sono stati ancora comunicati. 

Danilo Sorrentino
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