21.3.16

Presente e futuro.


Nella foto, tratta da Sportube, il tiraccio fuori misura di Cicerelli scoccato proprio al novantesimo

Non sempre vincono i più forti nel mondo del calcio; ma di solito i diritti di una classe superiore vengono premiati. È quello che è successo a Pagani sabato scorso, quando il Benevento è riuscito a espugnare il “Marcello Torre” imponendo la legge del più forte. Certo, si può dire che la Paganese non abbia giocato all’altezza delle sue migliori prestazioni, ma è innegabile che la squadra sannita abbia giocato una di quelle gare che possono essere definite perfette.
In una di quelle partite che vengono presentate come “quella della verità”, la Paganese ha dimostrato che non è ancora pronta per svoltare sulla strada che porta nelle posizioni alte della classifiche; non che non ce ne fossimo accorti, tutt’altro! Solo che da un incontro del genere – al cospetto della capolista del girone – ci si poteva aspettare dalla compagine azzurro-stellata una prova eccezionale, superiore alla norma, di certo all’altezza delle migliori prestazioni della stagione.
Così non è stato e il Benevento ha trovato modo e tempi per imporre il suo gioco e la sua migliore caratura generale.

La Paganese, intendiamoci, ha giocato una buona gara; ma una cosa è giocare una buona gara, un’altra è competere da pari a pari con un’avversaria di tutto rispetto. I ragazzi di Grassadonia hanno iniziato la partita con il freno a mano tirato e più di un elemento si è snaturato nei compiti. Con il senno di poi, credo che lo stesso Grassadonia ritornerebbe a rimodulare l’assetto della squadra che è sembrata troppo alla mercè degli avversari nella zona centrale del campo e sulle fasce laterali.
Probabilmente ci si è fidati troppo dell’universalità di alcuni giocatori che sono più bravi sulla tre quarti campo avversaria che in fase di contenimento e di interdizione. Emblematico l’utilizzo iniziale di Caccavallo sulla fascia destra più a protezione della difesa che in fase di proposizione in avanti.
Schieramento tattico a parte, però, bisogna dire che la squadra ha dato dimostrazione di essere viva e vegeta dal punto di vista atletico e, soprattutto negli ultimi minuti di gioco, quando oramai la tattica se n’era andata a quel paese, il Benevento è stato in difficoltà non in una sola occasione cinto com’era da un assedio finale quasi all’arma bianca.

La sconfitta, che non suona affatto come una bocciatura, deve essere assorbita subito perché il campionato incalza e già dopodomani, mercoledì, gli azzurro-stellati saranno impegnati a Ischia in un incontro che non si preannuncia per niente facile. Il campionato è ancora lungo e bisognerà prendere al più presto i punti che servono per una salvezza tranquilla.
Intanto Raffaele Trapani ha anticipato un’altra mossa che in tanti si attendevano: quella della riconferma di Grassadonia al timone della squadra in vista del prossimo campionato.
Il segnale è più che positivo. Non mi pare, in tanti anni di storia della Paganese calcio, che ci si sia mai mossi con tanto anticipo e tempestività in termini di allestimento di una squadra per un campionato ancora da venire. Segno indiscutibile di una programmazione che lascia ben sperare per il futuro.

Infatti la Lega ha già stabilito nuove regole per il prossimo campionato di Legapro. Si tratta di un format innovativo che prevede l’allargamento dei play-off fino alla decima squadra.
Allora meglio muoversi in tempo – deve aver pensato il presidente Trapani – per allestire una squadra che possa giocarsi le sue carte in finali allargate. Un ragionamento che fa onore al massimo esponente della società che intende perseguire – sempre con i piedi ben piantati per terra – obiettivi diversi, di sicuro superiori ai campionati altalenanti fin qui disputati onorevolmente.

È in questa ottica che la Paganese si accinge a disputare l’impegno infrasettimanale di Ischia; per prendere punti importanti per la classifica e per soppesare le qualità degli elementi da cui eventualmente ripartire in vista del prossimo campionato.
Nino Ruggiero