27.4.12

Sotto la lente del direttore.

Era stato scritto e sentenziato che i play off erano scontati e "blindati", si poteva, anzi, tentare di scalare ancora qualche posizione....!!!!
La prestazione e sopratutto il risultato di ieri ha dimostrato ancora una volta come nel calcio non esiste niente di scontato e di facilmente prevedibile.
Un'inguardabile Paganese ha cancellato di colpo qualche recente visibile miglioramento, la sconfitta di Aversa ha dimostrato che era stato tutto tremendamente illusorio.
Ricomincia l'altalena, riappaiono, spietati, dubbi e instabili certezze, riemergono ansie e paura, figlie di una squadra alla continua, vana ricerca di continuità e di una precisa e definitiva identità.
I numeri sopratutto, la classifica dicono che gli azzurrostellati per raggiungere gli spareggi DEVONO vincere le ultime due gare ma testimoniano anche che è stato sperperato un patrimonio tecnico impareggiabilmente competitivo.
I segnali, preoccupanti, del campo e delle prestazioni mai esaltanti, sono stati sottovalutati, si è preferito continuare ciecamente ad ignorare le difficoltà tattiche a stento mascherate dalle prodezze dei singoli.
Costante e visibilissima l'assenza di equilibrio, evidentissima la sofferenza nella fase di non possesso, nonostante lo snaturarsi di chi doveva e poteva conservare la sua lucidità nella fase creativa e realizzativa.
Forse sarebbe stato meglio fare tesoro di questi segnali, cercando soluzioni alternative che non avrebbero assolutamente depauperato i valori indiscutibili dei singoli ma permesso un atteggiamento tattico più prudente, compatto ed equilibrato.
La Paganese risulta da sempre brillante, determinata e propositiva quando deve fare la partita ma nello stesso tempo in apparente sofferenza dinamica e tattica al cospetto di avversari spesso, troppo spesso in superiorità numerica a centrocampo, zona laddove si vincono e si perdono spesso le partite.
E gli azzurri ne hanno perso troppe se le prime classificate hanno accumulato dai 20 ai 25 punti di vantaggio....
Rimane, comunque intatta la speranza e la fiducia di poter azzerare tutto, ripartire e, raggiungere gli agognati Play -Off, ci sarà tempo per riflettere e ricercare il modo ed il modulo più adatto e convincente per affrontarli e cercare, perché no, anche di vincerli, potendo fare affidamento sul recupero mentale e fisico di un gruppo altamente competitivo.
Intanto bisogna affrontare e battere questo Fano dalle grandi firme, una squadra tranquilla ma pericolosamente non ancora del tutto appagata. Guidati in panchina da uno Zeman junior a caccia di riconferma, i marchigiani sono compagine solida, esperta, sorniona, con individualità di indiscusso valore, alcune certamente rappresentano un lusso per la categoria.
Un reparto difensivo indiscutibilmente compatto e navigato, che schiera l'affidabilissimo Orlandi fra i pali, quattro "senatori": Cazzola ed Amaranti esterni, l'ex beneventano Colombaretti e il gigante (1,93 cm) Serafini, ex Albinoleffe e Prato, al centro.
Servirà ritrovare la brillantezza, l'agilità e l'incisività di Orlando, la verve di Galizia, le accelerazioni e la creatività di Scarpa e la cinicità del redivivo Fava, insieme potrebbero creare insidie e difficoltà al loro modo di difendersi alto con conseguenti ambasce per la poco brillantezza sul breve dei due centrali.
Ruscio (ex Juve Stabia), Zebi ('80), Piccoli (ex Cesena), tre centrocampisti che danno un apporto costante di corsa, interdizione e geometria, determineranno superiorità numerica se non ci sarà l'indispensabile e costante rientro, a turno, dei due esterni offensivi, per limitarli, contenerli e ripartire.
Il loro 4-3-3 di partenza ma inevitabilmente variabile in fase dinamica, sarà completato dal prolifico Marolda (ex Viareggio), dal fin'ora deludente ma sempre temibile Innocenti e dal concreto ed essenziale Bartolini, in gol otto volte.
Un cliente difficile che rinuncia da tempo agli under Raparo e Mancini, che ha in panchina alternative che rispondono al nome di Berretti ed Antonioli.
Un avversario comunque necessariamente da battere facendo affidamento su grandi e superiori motivazioni ma anche su individualità che non hanno niente da invidiare al loro altrettanto prestigioso curriculum ed alle loro indiscutibili potenzialità.
Dovranno sentire e temere il calore del "Torre", dovranno sentire e subire in ogni momento della gara lo slancio, la cattiveria agonistica e la rabbiosa concentrazione di un gruppo omogeneo e determinato che con costante ed immutata intensità li costringerà alla resa.
Forza Paganese, PUOI e DEVI vincere!!!!

Carlo Vitiello pr paganese.it