27.9.11

Sotto la lente del direttore.

Era indispensabile ritornare a vincere, allontanare fantasmi e paure. Le sconfitte, soprattutto quando immeritate, lasciano sempre il segno, scemano certezze ed entusiasmo e ritrovare la consapevolezza dei propri mezzi non è sempre così tanto agevole. La Paganese ha riscoperto la propria identità di squadra autoritaria, determinata, vincente. Non è stato facile e non solo per motivi psicologici, non è stato semplice anche se i singoli hanno brillantemente mascherato l'assenza di fluidità di gioco e fors'anche l'interpretazione tattica della gara. Il motivo? Il modulo, l'interpretazione dello stesso e le caratteristiche dei singoli che devono applicarlo. Nel 4-4-2 è indispensabile la presenza di due centrocampisti centrali che curino tantissimo e prevalentemente la fase interditiva, come caratteristiche prevalenti Tricarico e Acoglanis sono certamente adatti e diligenti nell'esatta interpretazione del ruolo, il problema sorge e gli equilibri saltano nella fase di non possesso. Spessissimo si trovano in inferiorità numerica in assenza dei rientri e del supporto dei due esterni offensivi. Questo squilibrio è meno evidente quando si incontrano squadre con lo stesso modulo (come il Perugia) ma quando ti trovi di fronte un avversario con un centrocampo più folto ed organizzato inevitabilmente emergono limiti tattici e difficoltà nel contenerlo. Certo il credo tattico di Grassadonia esalta le qualità, l'inventiva, la creatività di Galizia, Scarpa e Neglia ma necessita più attenzione tattica, sacrificio ed umiltà quando l'iniziativa la prendono gli avversari. Migliorando la condizione fisica i loro rientri potrebbero apportare un contributo notevole all'equilibrio tattico permettendo ai due centrocampisti centrali di interdire e rilanciare con lucidità e continuità. Per fortuna o meglio per felici intuizioni di mercato, in organico ci sono calciatori che possono decidere e determinare il risultato con prodezze personale in qualsiasi momento della gara risolvendo d'incanto qualsiasi tipo di affanno tecnico-tattico. Mercoledì si ritorna in campo e si affronta in trasferta un avversario sulla carta agevole ed in difficoltà di gioco e di risultati. Ha quattro punti in classifica tutti conquistati in trasferta. Fra le mura amiche due partite due sconfitte......Le cifre e anche il pronostico sono incoraggianti ma la gara contro la Vibonese è stata ricca di significato sotto questo aspetto anche se lo spirito e l'impatto saranno diversi:ci sarà voglia di continuare a vincere, stupire e dare segnali sempre più forti e convincenti alle più dirette avversarie. I laziali, del mio amico D.S. Pasquale Lanzillo, hanno un reparto difensivo giovane ed inesperto (8 gol subiti) un centrocampo di cursori ed incontristi: l'ex azzurro-stellato Cucciniello, gli avellinesi Alleruzzo (ex Serino e Pomigliano), l'ex nazionale dilettante Vaccaro e l'ex Lanciano Tamasi come punto di riferimento. Tanta quantità e pochissima qualità, eccessivamente limitati, prevedibili e monotoni. Hanno, quindi, difficoltà a "fare" la partita (le due sconfitte interne con avversari non irresistibili lo confermano) minori difficoltà nel contenere e nel ripartire. In avanti agiscono il giovanissimo e promettente Bernasconi ed il potente Riccardo, entrambi molto abili a ribaltare il gioco ed attaccare gli spazi offensivi. Ci vorrà concentrazione massima, caparbietà, carattere e determinazione che accoppiate alla caratura tecnica superiore dei singoli possano ridare continuità di successi ad una Paganese destinata a primeggiare, costruita per recuperare una categoria più consona al suo recente e brillante blasone. Ci sarà Orlando? Speriamo tutti di sì. Col supporto di un insostituibile Fava e del ritrovato Scarpa, il "mostro" Luca continuerà a ruggire ed il popolo paganese continuerà a sognare.

Carlo Vitiello per paganese.it