25.1.11

Obiettivo playout: Capuano crede nella rimonta.

Francesco Pepe PAGANI. Una maledizione o cos’altro? Sembra essere questo il cruccio di Ezio Capuano all'indomani del pareggio a reti bianche contro la Salernitana che ha costretto la Paganese a rimandare per l'ennesima volta l'appuntamento con i tre punti. Un digiuno che dura dal 19 settembre scorso quando al Torre una botta dalla distanza di Vicedomini piegò la resistenza dell'Alessandria. «Se il destino è contro di noi, allora peggio per lui». L'affermazione bellicosa del trainer liguorino al termine del derby nella sala stampa del Marcello Torre ha riacceso per un attimo un barlume di speranza tra i tifosi azzurrostellati ma è proprio il destino ad incrociare il cammino della Paganese, seppure con tanti punti interrogativi. Dopo la sosta infatti gli uomini di Capuano si troveranno di fronte proprio l'Alessandria di mister Sarri che ha invertito la rotta rispetto al girone d'andata occupando ora una stabile posizione all'interno della griglia play off. La società ha confermato il silenzio stampa, nonostante abbia autorizzato lo stesso Capuano a concedersi a microfoni e taccuini al termine della gara con la Salernitana, ed a parlare allora sono i numeri che evidenziano le difficoltà della squadra a trovare la via della rete. Nessuna lacuna però da sottolineare. L'ingaggio dell'attaccante Ferraro ha conferito alla prima linea della Paganese la giusta dose di esperienza e qualità di cui la squadra necessitava anche se il pareggio ad occhiali con i granata lascerebbe pensare il contrario. Il dato oggettivo evidenzia come le reti realizzate sotto la gestione di Capuano siano soltanto due, entrambe realizzate dal giovane Tortori. La mole di gioco espressa dalla Paganese è notevole ma la finalizzazione sembra essere diventato un vero tabù per i liguorini che imprecano alla sfortuna. Le soluzioni tattiche del trainer azzurro hanno permesso di dare una identità precisa alla squadra ed un notevole miglioramento dal punto di vista tattico. Anche l'integrazione degli acquisti del mercato di riparazione, praticamente una squadra rifondata per ben nove undicesimi rispetto all'inizio della stagione, procede a ritmo spedito apportando benefici sul piano del gioco e delle occasioni da rete. Qui però il meccanismo s'inceppa e qualcosa non fila liscio. Se il portiere Facchin del Pavia aveva sbarrato la porta due settimane orsono, l'estremo difensore granata Caglioni, fresco di ingaggio, è risultato il migliore in campo con almeno due interventi decisivi su Vicedomini e Ferraro. Il palo poi di Tortori nella ripresa ha certificato una giornata che si è conclusa con il solito carico di rammarichi per la Paganese ed i suoi tifosi. Sull'argomento il tecnico azzurro si è espresso in maniera chiara al triplice fischio finale parlando di una squadra che macina gioco e crea tanto in zona gol, senza però concretizzare. L'ingresso di Triarico in luogo di Tortori non ha prodotto la svolta con Ferraro che ha accusato anche un calo fisiologico in termini di tenuta atletica. Se il pareggio serve a poco, i calcoli per acciuffare i play out sono di stretta attualità, anche se nel clan azzurro è vietata ogni tabella salvezza. A tredici giornate dal termine la Paganese sarà di scena al Torre in altre sette occasioni. Il calendario però non è dei più agevoli. Tra le mura amiche sono attese compagini che lottano per obiettivi d'alta classifica ma gli azzurri non possono lasciare più punti per strada. Il distacco dal Monza è invariato e per rintuzzarlo occorre qualche exploit in trasferta, altro tabù di una stagione cominciata male e che ora sembra diventare sempre più stregata per la Paganese. Capuano rispetta le direttive societarie che impongono il silenzio stampa e non molla. Il tecnico è pronto a tentare il miracolo calcistico come ama definirlo. Anche a costo di andare contro il destino che sembra avere un conto aperto con l'allenatore azzurrostellato.

Il Mattino