30.3.09

Perugia, al peggio non c’è fine.



Grifoni battuti al Curi dalla Paganese con poco più di un tiro in porta.

PERUGIA - Che tonfo. Pesante, fragoroso, preoccupante. Peggio dell’incubo peggiore, peggio della più nera delle previsioni, una realtà che supera di gran lunga le fantasie più pessimistiche.
Cosa c’era di peggio per il Perugia che giocarsi ieri al Curi un “clamoroso” scontro-salvezza con la Paganese? Solo perderlo. Appunto. I grifoni sono riusciti anche in questo, tanto per non smentire quel beffardo ritornello popolare secondo cui al peggio non c’è mai fine.
Un 1-2 tremendo, una mazzata durissima giunta al 93’ quando mancava soltanto un giro di orologio per mandare in archivio un’altra brutta giornata, con un altro brutto pareggio che però avrebbe portato in casa biancorossa un punto comunque importante per una classifica difficile.
E invece ecco un fallo inutile di Accursi a tempo scaduto. Ecco un calcio di punizione apparentemente tranquillo, che Passiglia “cicca” maledettamente permettendo a De Giosa di insaccare ed al suo tecnico Capuano di esultare (giustamente) come un ossesso. Già, Capuano. Cinque incroci col Grifo: tre vittorie (di cui due al Curi) e due pari. La classica bestia nera, insomma.
Anche se forse sarebbe più giusto dire che il Perugia è bestia nera di se stesso. Una sconfitta che è sulla linea delle tante di questa stagione. Nulla da dire sull’impegno, molto da ridire su carattere e personalità. Manca la sostanza, non in tutti ma in diversi.
Pronti via e (8’) un sinistro di Cutolo dai venti metri finsce sul fondo. Tema del match scontato: grifoni a fare la partita, Paganese a difendersi con cinque uomini sulla linea dei difensori più tre a centrocampo. Passano i minuti, il Grifo non riesce a “sfondare”, finchè (24’) Stamilla pesca Cutolo in area spalle alla porta: l'attaccante riesce a mettere a sedere il proprio marcatore ma calcia a lato. Un altro quarto d’ora e (39’) Mazzeo fa gridare al gol con una punizione dal limite che si perde di un soffio sul fondo. L’ultimo acuto è un sinistro di Cutolo, deviato sul fondo dallo stinco di Taccola.
Ripresa a tutto gas? Sì, ma per i campani. La Paganese capisce che può provarci, che mettere il naso fuori dal guscio e rendersi pericolosa non è gioco proibitivo contro questo Perugia. Ed infatti al primo affondo gli uomini di Capuano passano. Schema su corner, palla rasoterra per l’accorrente Fanasca che al volo insacca. E’ il 12’ e sul Curi scende il gelo.
Due minuti e Perugia vicinissimo al pari: De Giorgio pesca Mazzeo in area, tacco smarcante per il neo entrato Boldrini che spara a botta sicura ma addosso a Melito. Grifoni avanti col forza della disperazione. Minuto 24: Taccola svirgola, Mazzeo si infila in area e batte Melito. Il Perugia a questo punto sembra sbloccarsi, Mazzeo e De Giorgio riescono a sfondare sulle fasce e Cutolo (26’) va via a destra, entra in area e spara di sinistro: il portiere ospite blocca a terra.
La partita torna ad essere un monologo biancorosso, anche perchè dal 35’ la Paganese resta in dieci per l’espulsione di Esposito, ma il risultato sembra ancorato sul pari. E quando pensi che un pari comunque deludente possa farti allungare un punto sulla quintultima e quindi non sia da buttare, ecco la beffa in pieno recupero sopra descritta.
Capuano e giocatori della Paganese con le braccia al cielo, grifoni a pezzi. Il pubblico nemmeno si arrabbia più, ed a parte qualche urlaccio lascia il Curi senza nemmeno fischiare. L’indifferenza: forse il peggiore tra i sentimenti, proprio perchè è assenza di sentimenti. E i playout uno spettro sempre più reale.

MICHELE MILLETTI - Il Messaggero