17.12.08

Capuano: «Con la Juve Stabia un’emozione straordinaria».



GIUSEPPE BOVE Pagani. La danza sulle automobili: esultanza "sui generis" che fece esplodere il popolo stabiese dopo la vittoria nel derby con l'Avellino. Ezio Capuano show: mai banale, sempre unico ed istrionico. C'è perfino un video di quel folle abbraccio popolare, visitato su youtube da più di seimila persone. È soltanto uno dei tanti ricordi magnifici che lo legano ancora alla Juve Stabia, che lo portano a vivere la vigilia del derby (ora che è allenatore della Paganese) senza rancore e con la gioia nel cuore. Perché a Castellammare s'è rilanciato Capuano e soprattutto nel primo dei due anni di gestione tecnica è andato ad un passo da un autentico miracolo: «Resta quella - confessa - l'esperienza più bella ed intensa mai vissuta nella mia carriera. Fu un anno di record straordinari: per un soffio sfiorammo i play-off, restammo imbattuti per diciassette giornate consecutive, diventammo la rivelazione del campionato con una squadra di sconosciuti. Benassi, Mariniello, Rinaldi, Caputo, Antonio e Gennaro Esposito: ora sono grandi calciatori, ma allora non avevano gran mercato, venivano tutti da periodi difficili e riuscirono ad esaltarsi in quel contesto meraviglioso». Flash nella memoria, impossibili da dimenticare. Tre "scatti" su tutti: «La vittoria di Gallipoli alla vigilia di Natale che ci portò al terzo posto e poi le vittorie strepitose nei derby contro Avellino e Salernitana». Non proprio esaltante la scorsa stagione: «Ritornai per scommessa ereditando una squadra di ragazzini; si friggeva il pesce con l'acqua e poi s'incrinarono i rapporti con il presidente Cesarano, che denunciò assegni falsi. Capii allora che la mia avventura era arrivata al capolinea, ma una cosa è sicura: se oggi il calcio esiste a Castellammare il merito è di un uomo solo: di Capuano». I ricordi del vulcanico Ezio si mescolano ad un pizzico di malinconia: «Magari - confessa - avessi avuto io l'opportunità di lavorare con l'attuale società alle spalle e con un organico davvero stellare». Non è ovviamente una critica alla dirigenza della Paganese («il presidente Trapani andrebbe portato in trionfo ogni giorno per quello che sta facendo») ma un lecito sentimento di nostalgia perché allenare una corazzata sarebbe stato un sogno. Sarà un modo come un altro per dimostrare ancora il suo valore, per confermare che si può fare calcio a discreti livelli anche senza investire milioni e milioni di euro. «La mia Paganese ha già dato grandi risposte finora. Arezzo è stato un incidente di percorso che poteva capitare, ma contro la Juve Stabia daremo il massimo, faremo il possibile per vincere e chiudere a quota 23 il girone d'andata andando al di là delle più rosee previsioni». Si giocherà a porte chiuse come in quel famoso Juve Stabia-Avellino e se trionferanno gli azzurrostellati preparatevi ad una nuova esultanza particolare, "sui generis", in pieno stile Capuano.

Il Mattino