19.6.08

Serie C, quale futuro?

Il presidente della Lega, Mario Macalli, si appresta a cambiare nome alla serie C. Molto altro ancora bolle in pentola. Sponsor unico. Contenimento delle rose. Utilizzo dei giovani. Stretta sugli stadi. Riforma dei campionati. Si sta per disegna il futuro della terza serie. Si, ma quale?

Modifica del nome - Nell’assemblea del 19 giugno, la Lega di Firenze si appresta a cambiare il nome alla categoria. Secondo quanto è trapelato si va verso il modello inglese. La serie C dovrebbe assumere la denominazione, rispettivamente, di Prima e di Seconda Divisione. Le anticipazioni di Macalli prospettano anche la discesa in campo di uno sponsor unico per la categoria, che potrebbe dare un po’ di fiato alle casse di tante società vicine al collasso economico.

Società a rischio – Il presidente Macalli, in interviste rilasciate a diversi organi di stampa, si è dichiarato molto preoccupato (“Ho una pau­ra terribile, perché siamo fermi”) in materia di iscrizioni. Le rigide norme fissate dalla Figc potrebbero determinare un'ecatombe, se venissero applicate alla lettera e senza le solite deroghe all’italiana. Tra serie B e serie C sarebbero almeno venti, a detta di Macalli, i club che ri­schiano di non essere ammessi.

Impianti sportivi –
Anche le ferree normative sulla disponibilità di un impianto consono alla categoria sul quale disputare le partite interne di campionato, potrebbero risultare penalizzanti per molte società. La lettura del comunicato di Lega non lascia molto spazio al’immaginazione. Se le norme saranno applicate in modo rigoroso (e senza le deroghe della scorsa stagione) molti club potrebbero essere dichiarati fuori legge, ed esclusi dai rispettivi campionati, non potendo contare su uno stadio a norma. Senza contare che si tratta di capire cosa deciderà l’Osservatorio.

Contenimento delle rose – Nella prossima stagione le rose, come ha più volte anticipato dallo stesso Macalli, saranno contingentate a 18 tesserati di cui cinque under 21, oltre a un nu­mero illimitato di Under 20. Il 19 giugno se ne parlerà a Firenze in Assem­blea di Lega. Tuttavia bisognerà mettere i presi­denti in condizione di disporre di una norma che risulti applicabile a situazioni di fatto. In materia di tesseramenti molto dovrebbe cambiare a partire da subito e la mission della serie C si orienterà verso il potenziamento dei vivai.

Formazione dei gironi - Sulla divisione (geo­grafica o trasversale?) dei gironi di serie C, Macalli è stato chiaro: “Aspettiamo l’elenco delle aventi di­ritto e poi faremo esercizio di buon senso. Prima vogliamo l’organico. Però la divisione dell’anno scorso ha fun­zionato. Ogni tanto bisogna fare di ne­cessità virtù. Sette club in Campania, record assoluto, difficilmente potran­no convivere. Me lo confermeranno i prefetti e le questure per una serie di incompatibilità ambientali”. Dunque, le squadre campane divise (in base a non meglio definiti criteri) e i gironi formati in senso verticale.

Riforma dei campionati – Sul punto il presidente Macalli è andato duro. I club devono smetterla di essere una fabbrica di debiti e i presidenti non possono continuare a rimetterci all’infinito. I campionati, secondo il massimo dirigente della Lega di C, sono strutturati male e il sistema cal­cio (a partire dai dilettanti) non funziona più. Ergo, una ristrutturazione diventa ineludibile. Ma chi la dovrà promuovere? E, soprattutto, a partire da quando?

Sergio Mutolo - www.calciopress.net