19.9.17

La partita del tifoso - I ragazzi con la febbre.

E siamo ‘punto e daccapo’! L’immediata vigilia della trasferta di Agrigento era stata vissuta da tutti con un certo ottimismo, figlio della vittoria di Cosenza e del buon punto contro la Reggina, a termine di una gara giocata anche bene, almeno se si pensa al primo tempo. Niente da fare, purtroppo. La partita di sabato scorso ci ha rimesso tutti quanti con i piedi per terra. Si cominciava a fare i conti: “tre qui, uno lì, un altro paio da qualche altra parte”. La realtà, ahinoi, è ben diversa: zero punti fatti, zero gol, zero tiri in porta, zero passaggi riusciti, a volte anche da zero metri. La sola cosa a salire, oltre alla nostra pressione arteriosa, è stato il termometro. A quanto pare, infatti, metà della squadra è stata colpita da virus influenzale. A questo punto, io non sono tanto preoccupato per i ragazzi che hanno preso la febbre, poverini: un paio di Vivin C e ritornano freschi e tosti. Mi preoccupo, da buon padre di famiglia, degli altri: cosa avevano gli altri? Da cosa è dipesa quella ‘debolezza ‘int ‘e cosch’? Ragazzi, noi vi vogliamo bene, anche se ci conosciamo da poco: ma *** *** ***** **** pallone, **** *** ***** passaggi, ******** ******* scarsi, ******** ******* *** *** caldo, *** * un tiro ****, ****** parata. Vabbuò, mi sono censurato da solo, prima che lo facesse qualcun altro. 

Non ci resta, a questo punto, che chiedere alla FIGC di portare a 25 le sostituzioni possibili, nel corso della partita. Vuoi vedere che uno (me lo sarei fatto bastare) di quegli impavidi ragazzi che prendevano il sole, sgomenti per lo spettacolo cui stavano assistendo, in quello spicchio di curva, non ingarrava un passaggio; non azzeccava un tiro?! A proposito, fin troppo banale e demagogico affermare che gli unici a vincere (ma veramente però) sono stati i tifosi che carichi di entusiasmo e buona volontà, forti di un amore autentico, si sono sobbarcati un viaggio allucinante. Pensate che io stesso, appollaiato comodamente sulla poltrona della scrivania, mi sono sentito male al solo vedere il percorso segnato da Google Maps. Figurarsi loro. Figurarsi poi il viaggio di ritorno, dopo quella sventurata partita! Non ci voglio pensare neanche.
Ai febbricitanti di sabato e agli altri ammalati di non so che cosa: va bene andare ogni volta sotto la curva per salutare i tifosi, gesto nobile e apprezzabilissimo. Però, se ci metteste giusto un poco di cazzimma, quella vera, quella a vedere la quale ogni tifoso torna a casa contento, anche malgrado la sconfitta, ci fareste tutti più contenti, ci fareste venire di più la voglia di applaudirvi e prendere le vostre difese, sempre!  

A quelli come me che sabato hanno dovuto gettare nella spazzatura lo sfigmomanometro, inservibile, dopo i picchi di pressione registrati: stiamo calmi e proviamo a ripartire di nuovo. Sabato c’è una partita importante e non dobbiamo mancare allo stadio. Tanto, a casa che dovete fare? I ragazzi con la febbre li tenete allo stadio!

Alberto Maria Cesarano - © Paganesemania - Riproduzione riservata

18.9.17

Meglio un asino vivo o un dottore morto?


Così è, anche se non vi pare - di Nino Ruggiero

Partita Akragas-Paganese. Quello che per gli azzurro-stellati alla vigilia era sembrato un incontro abbordabile dal punto di vista del risultato finale si è dimostrato, invece, un vero e proprio “flop”.
Brutta partita, brutto risultato – ovviamente aggettivi riferiti alla Paganese e – per concludere – brutto e strano siparietto finale.

Negli spogliatoi, infatti, Massimiliano Favo, a parziale giustificazione del risultato negativo, ha parlato di dissenteria e di malanni fisici che avrebbero colpito alcuni suoi calciatori prima che la partita avesse inizio. Intendiamoci, le brutte partite e i risultati negativi possono essere sempre all’ordine del giorno perchè siamo nella normalità delle cose; quello che è meno normale, invece, è che vengano schierati in campo calciatori che non si reggono in piedi per virus influenzali o dissenteria. Perchè? Massimiliano Favo, allenatore che ha tutta la mia stima per il lavoro che sta svolgendo, ha forse qualche dubbio sulla bontà tecnica delle riserve? Ma anche in questo caso, mi pare logico che qualcuno si chieda: nel momento del bisogno, non è meglio schierare un asino vivo piuttosto che un dottore morto?

Devo pensare allora che il fenomeno delle indisposizioni sia stato sottovalutato e che anche lo staff medico abbia dato il placet per l’utilizzazione di elementi prostrati dall’influenza. Non altrimenti si può capire perchè non sia stato posto rimedio al problema.

A ogni buon conto va detto che l’Akragas ha giocato una gara giudiziosa potendo contare innanzitutto su una difesa solidissima che ha concesso pochissimo spazio al duo d’attacco Talamo-Cesaretti.

Per qualcuno di parte paganese, le colpe della sconfitta sarebber da ascrivere al cambio modulo per sopperire all’assenza di Picone. In tutta onestà credo, invece, che sotto il profilo puramente tattico, la squadra sia stata schierata secondo logica e secondo le caratteristiche degli elementi prescelti.

Poi, si sa, una cosa sono le idee e le convinzioni, un’altra cosa è la risposta che ti dà il campo. Ricordiamo anche che la Paganese – ridotta in dieci a causa di una affrettata decisione arbitrale – comunque ce l’ha messa tutta per cercare di arrivare al pareggio, e sotto questo aspetto è stata encomiabile.

Quello che non sapevamo – e che, soprattutto dopo il vantaggio agrigentino, aveva dato adito a tutta una serie di considerazioni poco simpatiche sullo stato atletico degli atleti azzurro-stellati – lo ha detto poi Favo negli spogliatoi. Lo accogliamo, come si suol dire in gergo giuridico-ereditario, con il beneficio d’inventario.

Qualcosa in più sulla vera forza e sostanza della squadra verrà fuori dall’incontro di sabato prossimo con la Juve Stabia in programma al “Marcello Torre”.

E stavolta non ci saranno più giustificazioni di sorta.
Almeno lo speriamo.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com

La Paganese vista da...Nocera! - Che mal di pancia!

L'inaspettata sconfitta, per me di Agrigento, viste le note positive fatte vedere sette giorni prima con la Reggina e l'avversario non trascendentale mi avrebbero dovuto portare a fare una serie di considerazioni per analizzare la soporifera gara degli azzurri. Non le posso fare dopo l'intervista del tecnico che ha parzialmente giustificato l'incolore prestazione della Paganese, adducendo come scusante le condizioni non ottimali di sei calciatori prima e durante la sfida all'Esseneto, a causa di un virus intestinale con conseguente dissenteria. Quindi ogni critica che muoverei sulla scialba partita della Paganese sarebbe condizionata da quell'evento e non darebbe la giusta valenza al mio pensiero. Gli altri calciatori, che per fortuna non sono stati colpiti da questo problema fisico, però non è che si siano espressi al meglio, aggravando già la precaria situazione fisica dei propri compagni di squadra.

Dall'inizio nel leggere le formazioni mi ha sorpreso il passaggio al 3-5-2 con la rinuncia al tridente che ben s'era comportato con la Reggina almeno nella prima parte creando tante occasioni. La domanda almeno questa me la pongo e la pongo alla vostra attenzione: la scelta di cambiare modulo è stata forzata perchè quelli che avrebbero composto il tridente, parlo di Regolanti, avevano i suddetti problemi fisici o per scelta voluta? Domanda a cui solo il tecnico della Paganese potrà rispondere, con la scelta che forse è stata fatta anche in base all'avversario. Mi ricordo che in sede di presentazione l'ex tecnico del Taranto non si definì un integralista tattico e quindi si può dedurre anche questa soluzione. Comunque tra chi aveva mal di pancia e chi stava bene ne è uscita una prova deludente, da enorme passo indietro, con alla fine un solo tiro verso lo specchio della porta nel finale (quello di Cesaretti che con un pizzico di fortuna avrebbe pure fatto centro), ma con giudizio sempre sub judice. Insomma sono emerse ancora le solite deficienze difensive con un reparto balbettante, a volte in balìa dell'avversario e solo miracolosamente mantenuto a galla da Gomis, che seppur vomitando in campo, ha compiuto quattro interventi strappa-applausi.

Dopo quattro turni, invece, possiamo esprimere un giudizio sereno: i numeri ci dicono che la Paganese ha ottenuto due sconfitte, una vittoria ed un pareggio mai sorridendo al Torre. Tre reti fatte e cinque subite, valore quest'ultimo che la dice lunga sull'approssimazione della difesa alla ricerca d'identità e compattezza, di un centrocampo balbettante ed un attacco che fa emergere qualche segnale positivo. Si son persi già punti contro squadre dirette concorrenti per la salvezza, sperando di recuperare tempo e punti per strada già sabato nel derby con la Juve Stabia. A proposito, il tempo è il nemico di questa Paganese, ma per questo aspetto le responsabilità sono della società che s'è data la zappa sui piedi, perdendone tanto, con una scelta tecnica azzardata e che forse andava ripristinata prima, già in ritiro. Ma su quest'argomento lasciamo perdere altrimenti il mal di pancia verrà anche a noi!

Peppe Nocera - © Paganesemania - Riproduzione riservata

L'analisi della sconfitta di Agrigento.

Il ko di Agrigento riporta indietro in classifica la Paganese. Nulla di drammatico rispetto alla graduatoria, con sole quattro giornate di campionato disputate, ma sul piano delle certezze tattiche e atletiche il quadro emerso allo stadio Esseneto sabato pomeriggio non è affatto gratificante. Sul rettangolo verde della valle dei Templi è andata in scena una squadra a tratti rinunciataria e lontana parente di quella che aveva espugnato Cosenza e aveva dominato per lunghi tratti la sfida interna con la Reggina.

In terra siciliana gli uomini di Massimiliano Favo non sono mai stati in partita con convinzione, pur trovandosi di fronte un avversario per niente irresistibile e costruito sulla linea verde. Le attenuanti di questo tonfo inaspettato, sulla base delle note positive emerse nelle prime due gare della gestione Favo, sono sempre le stesse.

Diversi elementi non al top, che convivono con acciacchi vari o che sono reduci da lunghi periodi di inattività, oltre ad incomprensibili soluzioni tattiche. Tutti fattori che stanno minando il rendimento globale di una squadra che si esprime sulla forza e sulla giocata del singolo più che sull’armonia tattica di un collettivo ancora oggi solo sulla carta e nella mente dell’allenatore.

Lo stesso allenatore non è esente da colpe nel ko contro l’Akragas. La scelta di Favo di rimescolare l’assetto tattico con la rinuncia alla punta di riferimento nel tridente d’attacco, lasciando spazio a un abbottonato 3-5-2, non ha pagato in termini di gioco e di concretezza. In pratica il portiere di casa Vono è stato impegnato solo nella prima frazione su calcio piazzato dallo specialista Carcione. Dalla cintola in su la Paganese non si è mai resa pericolosa, tranne in poche occasioni in cui Cesaretti e Talamo da esterni larghi hanno creato qualche affanno alla difesa di casa ma ugualmente senza sporcare i guantoni dell’estremo difensore agrigentino.

Nel dopo gara Favo ha parlato anche di un virus influenzale che ha messo ko alla vigilia almeno sei titolari, facendo riferimento a una situazione aggravatasi nell’intervallo. Un’attenuante che potrebbe trovare conferma nella condizione fisica precaria di diversi uomini scesi in campo e protagonisti di una prestazione ampiamente al di sotto delle aspettative.

Senza dimenticare l’handicap dell’espulsione di Piana a metà primo tempo che ha costretto gli azzurrostellati all’inferiorità numerica per quasi tutto l’incontro. Nel mezzo una situazione globale che va migliorata con urgenza, già a partire dal derby di sabato sera al Torre contro la Juve Stabia.

da www.resportweb.it

16.9.17

Top&Flop di Akragas-Paganese (2-0).

Arriva la prima vittoria in campionato dell'Akragas, che batte la Paganese con un 2-0 che avrebbe potuto assumere proporzioni ben diverse non fosse stato per l'imprecisione degli attaccanti e per la buona giornata del portiere ospite Gomis. In un primo tempo equilibrato, al 39' l'episodio chiave: cross di Saitta per Salvemini, che viene toccato in area da Piana. Calcio di rigore e giallo per il difensore ospite, che era già stato ammonito e lascia dunque i suoi in dieci uomini. Longo realizza e porta in vantaggio l'Akragas. Nella ripresa la Paganese crea qualche occasione, senza però attaccare con continuità. L'Akragas invece potrebbe raddoppiare più volte, ci riesce al 95' con una deviazione di Franchi su assist di Parigi e porta a casa una vittoria fondamentale.

Ecco top e flop della partita.

TOP


Marco Saitta (Akragas): gioca nel ruolo di tornante, si dimostra molto efficace in fase offensiva. Sempre proiettato in avanti e spesso smarcato, è autore dell'eccellente cross che porta al rigore. Potrebbe anche segnare ma la finalizzazione non è il suo forte. SPINA NEL FIANCO

Lys Gomis (Paganese): spiazzato sul rigore, impotente sul fortuito 2-0, il portiere italo-senegalese è stoico nel secondo tempo. Parate complicate su Saitta, Salvemini e due volte su Parigi, che lo sognerà stanotte. SARACINESCA


FLOP


Nessuno (Akragas)
: reazione d'orgoglio del Gigante dopo le tante traversie legate anche allo stadio. Arriva così la prima vittoria per una squadra giovane e bisognosa di fiducia. Anche chi è stato più in ombra, come Moreo, ha comunque dato un buon contributo. PROMOSSI

Luca Piana/Giovanni Della Corte (Paganese)
: forse severa la seconda ammonizione di Piana, comunque ingenuo in quel frangente. Frangente su cui si era fatto trovare impreparato l'esterno Della Corte, che nell'arco di tutta la partita ci ha capito poco contro Saitta. FRASTORNATI

da www.tuttolegapro.com

Favo: "Mi aspettavo una gara diversa, ma abbiamo avuto tanti problemi".


C'è un altro aspetto che potrebbe dare una giustificazione alla prestazione certamente non esaltante della Paganese: un virus influenzale che ha colpito ben sei giocatori azzurrostellati. 

E' lo stesso tecnico Massimiliano Favo, nel ventre dell'Esseneto, a spiegare quest'altro problema avuto dalla Paganese nelle ore che hanno preceduto il match. "Abbiamo avuto sei giocatori con la dissenteria - spiega Favo - tra cui Gomis che ha addirittura vomitato in campo, lo stesso Meroni che poi è uscito a metà secondo tempo. Ci ha colpito questo virus e non ci ha consentito di essere pronti come volevamo. All'intervallo sembrava più un cottolengo che uno spogliatoio perchè avevamo problemi di carattere organico. Abbiamo dovuto gestire la partita, mi dispiace per questo, perchè avrei voluto giocare in maniera diversa". 

Ok il virus, ma non è stata la Paganese brillante del primo tempo contro la Reggina. "Mi aspettavo anche io una gara diversa ma si è subito messa su binari non proprio favorevoli a noi. Inoltre, abbiamo preso gol nel momento in cui avevamo preso le misure venendo fuori dal momento balbettante; subire rosso e rete nel momento in cui c'eravamo assestati non è stato facile. Tuttavia abbiamo provato a tenere in campo più giocatori offensivi possibili, inevitabilmente nella ripresa abbiamo rischiato su qualche ripartenza ma abbiamo anche avuto la palla del pareggio con Cesaretti. Il rigore? Solitamente non parlo mai degli arbitri, e poi ero lontano. Se c'era la spinta non lo so, mi devo attenere a quello che dice l'arbitro. E' comunque la seconda volta di fila che giochiamo in dieci, anche sabato scorso. Dobbiamo migliorare sotto questo aspetto, anche se oggi siamo stati anche sfortunati"

C'è bisogno di far ritrovare la forma migliore ad uomini chiave, vedi ad esempio Carcione. "Devo solo ringraziare i ragazzi per come sono stati in campo, per l'impegno che ci hanno messo e perchè in tanti non sono ancora al meglio e ci stanno comunque dando una mano per quelle che sono le loro possibilità. Oggi ci ha condizionato anche il gran caldo a cui siamo meno abituati rispetto all'Akragas. Dobbiamo recuperare tanti giocatori, la miglior condizione fisica e giocare una partita in undici". 

Danilo Sorrentino - © Paganesemania - Riproduzione riservata

Brutta Paganese all'Esseneto: l'Akragas vince 2-0 col compitino.


La trasferta di Agrigento è un brutto schiaffo, un risveglio traumatico dopo i quattro punti ottenuti con Cosenza e Reggina. Una prestazione scialba, con poca determinazione e che evidenzia un netto passo indietro rispetto alle ultime partite. L'Akragas fa il compitino - ma ci ha messo senza dubbio più cattiveria - e ha la meglio di una gara mediocre, caratterizzata da vari fattori. In primis il cambio modulo della Paganese, con Favo che ha schierato i suoi con un inedito 3-5-2, lasciando in panchina sia Negro che Regolanti e facendo debuttare dall'inizio Pavan e Piana. La gara del difensore centrale è durata 37', il tempo di farsi espellere sull'episodio del rigore siglato dall'ex Longo che è valso il vantaggio dei biancazzurri. Nonostante l'inferiorità numerica nel secondo tempo la squadra azzurrostellata è rimasta teoricamente in partita senza però mai trovare lo spiraglio giusto, se non con un'occasione avuta da Cesaretti. In pieno recupero il gol di Franchi

I ritmi della partita sono stati bassi sin dall'inizio, con la Paganese che non è riuscita a giocare come avrebbe voluto, senza riferimenti centrali e con un reparto mediano in affanno. L'approccio dell'undici di Favo non è stato dei migliori, contro una squadra di Lello Di Napoli che è stata un po' più ordinata ma inconcludente. La fase di studio è interrotta da alcune conclusioni velleitarie dalla distanza, la miglior chance della Paganese è su una ripartenza sbagliata da Cesaretti che serve male Talamo. L'episodio che sblocca il match arriva al 37'. L'arbitro giudica irregolare (le immagini non chiariscono) la spinta di Piana ai danni di Salvemini, concede il rigore ed espelle il difensore che poco prima era stato ammonito per un fallo sulla trequarti. Dal dischetto, l'ex Longo spiazza Gomis. Come se non bastasse, a fine primo tempo alza bandiera bianca Baccolo che si fa male: dentro Ngamba.

Gomis è grande protagonista dell'avvio di ripresa, tenendo in partita la Paganese con almeno quattro interventi provvidenziali. Il primo su Saitta, il secondo su Salvemini e poi al 25' due volte su Parigi, dimenticato da Carini. A nulla serve alla formazione azzurrostellata il tutto per tutto tentato da Favo che passa al 4-2-3 con Regolanti nel cuore dell'attacco e Carcione sulla linea dei difensori. L'unica occasione degna di nota è intorno alla mezz'ora, con una sgroppata di Pavan a servire Cesaretti: Mileto respinge, poi Bensaja non riesce ad impattare la sfera. Troppo poco, davvero troppo poco per provare a pareggiarla (eppure non sarebbe servito niente di trascendentale). Così al 94' Franchi, in ripartenza, rende la sconfitta ancora più amara.

IL TABELLINO

MARCATORI: pt 39' rig. Longo; st 49' Franchi

AKRAGAS (3-4-1-2): Vono; Mileto, Danese, Russo; Saitta (18' st Scrugli), Carrotta, Vicente, Longo, Sepe (27' st Rotulo); Moreo (18' st Parigi), Salvemini (39' st Franchi). A disp.: Lo Monaco, Pisani, Caternicchia, Ioio, Gjuci, Navas, Greco, Petrucci. All.: Di Napoli

PAGANESE (3-5-2): Gomis; Meroni (19' st Regolanti), Piana, Carini; Pavan, Tascone (19' st Bensaja), Carcione, Baccolo (42' pt Ngamba), Della Corte (30' st Dinielli); Cesaretti (30' st Buxton), Talamo. A disp.: Galli, Scarpa, Negro, Garofalo, Bernardini. All.: Favo

ARBITRO: D'Ascanio di Ancona (Cantafio-Massara)

NOTE: spettatori 600 circa. Espulso al 37' pt Piana per doppia ammonizione. Ammoniti: Vicente, Meroni, Rotulo. Angoli 9-4. Recupero pt 2', st 5'

Danilo Sorrentino - © Paganesemania - Riproduzione riservata

Akragas-Paganese 2-0: risultato ineccepibile che premia il vigore dei padroni di casa.

parata di Gomis

Nella foto il grande intervento di Gomis che neutralizza un tiro ravvicinato di Longo

Di Nino Ruggiero

Poco da dire sulla vittoria della squadra agrigentina nei confronti della Paganese. Due a zero, un risultato ineccepibile che premia il vigore agonistico della squadra di casa, attenta e volitiva ma castiga forse oltre il dovuto una Paganese che ha dovuto giocare tutto il secondo tempo in dieci uomini per un’affrettata decisione dell’arbitro dell’incontro.

Partiamo proprio da quest’episodio che qualche dubbio lo ha lasciato in tanti. Mancano pochi minuti alla fine del primo tempo. Saitta scende a fondo campo e crossa al centro dove Salvemini è controllato da Piana e Meroni: il centravanti cade a terra e l’arbitro, oltre a fischiare un calcio di rigore che lascia parecchi dubbi, ammonisce anche Piana. Quest’ultimo. già ammonito qualche minuto prima, deve abbandonare il campo lasciando la squadra in dieci. I rigori concessi, specie quelli non proprio ineccepibili, lasciano sempre una scia di dubbi, lo sappiamo tutti. Ma ad onor del vero è sembrata anche eccessiva l’ulteriore ammonizione a Piana: poteva probabilmente bastare anche la sola massima punizione, sempre che effettivamente ci fosse stato il fallo sull’attaccante. Ma che volete, il calcio è materia sempre opinabile e l’unica cosa certa che lo caratterizza è il risultato finale. E quello premia l’Akragas che – rigore a parte – ha giocato una gara di tutto rispetto, raddoppiando a più non posso i calciatori avversari in possesso di palla e proponendosi con grande ostinazione in avanti pur non contando nella sua rosa nomi di grande valore tecnico.

La Paganese vista nella prima fase, quella per intenderci quella che la vedeva pareggiare, non è apparsa malvagia nonostante Massimiliano Favo presentasse per la prima volta in questo campionato una difesa schierata a tre, con l’appoggio continuo di Pavan a destra e Della Corte a sinistra. Qualche buona trama offensiva, soprattutto nel primo tempo, è stata sviluppata ma il portiere Vono si è bene disimpegnato sui tentativi di Carcione, Talamo e Cesaretti. Altrettanto però ha fatto Gomis dal versante difensivo paganese che in un paio di circostanze ha compiuto interventi di spessore.

La sconfitta odierna forse aprirà muove considerazioni sulla bontà complessiva della squadra azzurro-stellata, cosa però normale quando si costruiscono squadre con pochi mezzi a disposizione.

Vi rimando a lunedì per un approfondimento con la rubrica “Così è, anche se non vi pare”.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com

IV Giornata: Akragas-Paganese 2-0.

15.9.17

Da Agrigento si attendono conferme.

Rubrica Fuorigioco di Nino Ruggiero per PaganeseMania

Poche cose ho recepito, negli anni, dagli insegnamenti di autentici mostri della carta stampata. Fra queste, una in particolare: già dal martedì (o dal lunedì, nel nostro caso, visto che attualmente si gioca di sabato) si deve guardare alla gara successiva. Di commenti, dopo una partita, se ne fanno molti ma devono avere spazio in quel giorno, al massimo nel giorno dopo. L’attenzione deve essere puntata sulla gara da disputare.

Una sola divagazione però, in deroga, me la concedo e riguarda il comportamento della squadra. Ancora oggi, a distanza di sei giorni, non riesco a capire quali possano essere i motivi per cui la squadra ha giocato contro la Reggina un primo tempo su grossi livelli per poi lasciare il campo all’avversaria nella ripresa. Misteri del calcio. Ma chiudo qui.

Con una settimana in più di lavoro, gli azzurrostellati – in vista della trasferta di Agrigento dove incontreranno l’Akragas, una delle squadre più giovani del campionato - dovrebbero carburare meglio e soprattutto dovrebbero spendere le loro energie con maggiore cognizione di causa. Dovrebbero tenere presente cioè che le partite durano novanta e più minuti e che gli sforzi vanno centellinati saggiamente per evitare sbalzi di rendimento. Contro la squadra agrigentina, Massimiliano Favo dovrà giocoforza cambiare formazione a causa della squalifica inflitta per una settimana a Picone. A prescindere dalla scelta tecnica, credo però che la squadra sarà schierata più o meno con l’assetto tattico che le consentì di espugnare Cosenza. Dunque, squadra bene equilibrata e soprattutto attenta a non concedere spazi agli avversari di turno; in tutto questo bisognerà considerare che il campo di Agrigento non è proprio un biliardo e le sue attuali condizioni non consentono cambiamenti di fronte particolarmente rapidi.

Sul piano del gioco – tenendo presente la giovane età complessiva degli avversari - la Paganese potrebbe esprimersi al meglio specie ora che sta ritrovando a centrocampo Carcione, elemento in grado di dare un volto alla squadra dall’alto della sua classe e visione di gioco. Sul cammino della Paganese ci saranno anche due ex: Carrotta, centrocampista che lo scorso anno fece solo qualche apparizione in prima squadra, e Longo, attaccante che nel campionato 2014-15 si assicurò quattordici presenze parziali segnando anche un gol. Da Agrigento è attesa però soprattutto una conferma sulle qualità complessiva della Paganese. Conferme si attendono soprattutto dalla coppia d’attacco Talamo-Cesaretti, particolarmente temuta nel club agrigentino. Infine, bisognerà capire se avranno un seguito i progressi complessivi intravisti quindici giorni fa nella gara di Cosenza e quelli del primo tempo contro la Reggina.

L’appuntamento è per le ore 14.30 di domani per i pochi temerari che vorranno essere presenti ma, in considerazione dei tanti chilometri da percorrere, l’impressione è che in tanti saranno sintonizzati sui canali di Sportube che trasmetterà la gara.

Nino Ruggiero - © Paganesemania - Riproduzione riservata

Le carte di Feola: "Il punto di forza della Paganese è la società. Ad Agrigento sarà dura".


In attesa di chiamate, Vincenzo Feola studia le varie squadre di Serie C e di Serie D, soprattutto campane, provando a carpirne i segreti. Più di una volta il tecnico partenopeo è stato al Torre nella passata stagione ed anche quest'anno ha assistito alla gara d'esordio della Paganese contro il Bisceglie. Il 50enne di Somma Vesuviana ha allenato l'Akragas, riportando i biancazzurri tra i professionisti dopo circa trent'anni, e ha provato a fare le carte alla prossima partita per PaganeseMania

Mister, quest'anno ha visto solo una volta la Paganese, nella giornata peggiore...

"Ho visto solo la partita col Bisceglie, è vero. Fu una prestazione bruttissima, una gara particolare e poi c'è stato il cambio dell'allenatore. La squadra, vincendo a Cosenza, ha dimostrato di essere viva, ha ottenuto un buon pareggio con la Reggina e potrà dire la sua. Sono stati due risultati importanti, però bisogna pensare innanzitutto a salvarsi, poi a gennaio potrà intervenire per rinforzare la squadra. E' un campionato equilibrato, oggi, dopo tre giornate, è difficile dare un giudizio, è prematuro dire chi vincerà e chi retrocederà".

Ma si aspettava l'avvio di un progetto diverso dopo l'addio con Grassadonia?

"Era difficile sostituire Grassadonia, il quale ha dimostrato di meritare il salto di categoria, perchè ha fatto due ottimi campionati a Pagani: esprimeva un buon calcio e non era facile prendere il suo posto. Quello che posso dire, però, è che gli allenatori passano, ma la società rimane e Trapani ha dimostrato di saperci fare. I fatti parlano per lui e dicono che sono dodici anni che la Paganese è in Serie C, è una società che ha futuro. Qualcosa vorrà pur dire".

Parliamo dell'Akragas. Altro ambiente che lei conosce bene ma che quest'anno sta incontrando varie difficoltà.

"L'Akragas, a prescindere dal fatto che ha una squadra molto giovane, ogni anno riesce sempre ad estrarre qualcosa fuori dal cilindro. Sabato ha pareggiato a Monopoli una partita che poteva anche vincere. Alcuni giovani sono interessanti, è una squadra ben allenata ed organizzata, non sarà facile per nessuno vincere lì". 

Dunque che gara si aspetta?

"Credo che a conti fatti sia uno scontro diretto. La Paganese ha fatto due risultati importanti, vorrà continuare su questa strada ma dico che l'Akragas se vuole salvarsi deve iniziare a vincere". 

Danilo Sorrentino - © Paganesemania - Riproduzione riservata

foto: Agrigento Notizie

14.9.17

Regolanti cerca gol e riscatto: "Paganese giusta scelta per me".


Il 2017 non è stato di certo un anno da ricordare per Giuliano Regolanti. A marzo scorso l'attaccante della Paganese s'infortunò al tendine rotuleo del ginocchio mentre militava nel Latina, in Serie B. In terra pontina era arrivato ad ottobre, firmando un triennale dopo la fine del rapporto col Frosinone e siglando il suo primo gol in cadetteria praticamente all'esordio contro la Pro Vercelli. L'infortunio e il fallimento del club nerazzurro lo hanno portato a vivere un'estate particolare, conclusasi con il matrimonio a sorpresa con la Paganese. A sorpresa perchè Regolanti sembrava già promesso sposo della Salernitana, si parlava di un posibile arrivo in prestito in azzurrostellato poi però la firma di un biennale. "Tutto è nato quando ero in ritiro con la Salernitana, ho avuto la chiamata della Paganese e non ci ho pensato su due volte ad accettare la proposta. Posso dire di aver fatto la scelta giusta per la mia carriera, inizio ad allenarmi bene dopo un infortunio che mi ha costretto a saltare buona parte della scorsa stagione", ha spiegato Regolanti al sito ufficiale del club liguorino. L'avvio non è stato dei migliori, con la sconfitta al debutto col Bisceglie costata la panchina a Matrecano. "Il cambio di allenatore ci ha dato la scossa giusta, mister Favo è molto attento e preparato. Lavora molto bene anche con i giovani e in questo mi ricorda un mio vecchio allenatore, Roberto Stellone". Tecnico incontrato nelle giovanili del Frosinone, nel glorioso anno 2012 quando i canarini vinsero lo scudetto Berretti di Lega Pro

RISCATTO - Quella attuale vuole essere per Regolanti la stagione del riscatto, cercando di ritornare a segnare gol pesanti, come quelli messi a segno nelle sue prime esperienze in giro per l'Italia fra Fondi (10 reti in D) e Gubbio (8 reti in C1): quando cioè ha avuto la possibilità di disputare un campionato per intero e da titolare. Magari iniziando già da sabato... "L’Akragas, nonostante le problematiche societarie - ha detto la punta di Anzio - è una squadra che sta bene e sappiamo come affrontarla. Sono convinto che loro daranno il massimo, ma noi andremo a fare la nostra partita cercando di raccogliere punti per continuare la striscia positiva. Siamo ancora in rodaggio, ma stiamo lavorando per questo tutti i giorni: siamo sulla buona strada. Mi aspetto un campionato diverso da quello dell’anno scorso che per me è stato negativo: voglio tante gioie per me, la squadra, i nostri tifosi e la società che fa grandi sacrifici".

Danilo Sorrentino - © Paganesemania - Riproduzione riservata

Akragas-Paganese anticipata alle 14.30.

Anticipato l’orario della partita di sabato 16 ad Agrigento tra Akragas e Paganese: si giocherà alle 14:30 allo stadio Esseneto.

Ufficio Stampa Paganese Calcio 1926 srl

13.9.17

Un turno di stop a Picone. Pavan scalda i motori per l'esordio.


E' stato squalificato per una giornata il difensore della Paganese, Giuseppe Picone. Oggi la decisione del giudice sportivo, che ha punito il terzino espulso contro la Reggina "per aver commesso fallo nei confronti di un avversario, colpendolo alla caviglia, in azione di gioco". Il 22enne piemontese salterà così soltanto la trasferta di Agrigento, tornando a disposizione del tecnico Favo per il derby contro la Juve Stabia, in programma sabato 23 al Marcello Torre. Nel girone C appiedato per un turno anche l'ex azzurrostellato Domenico Franco, ora in forza al Rende

PAVAN O PIANA? - I giorni che mancano alla partita con l'Akragas serviranno all'allenatore della Paganese per scegliere chi schierare al posto di Picone sulla fascia destra di difesa. Il sostituto naturale sarebbe Edoardo Pavan, il giovane difensore prelevato in prestito dall'Hellas Verona. Il classe '98 ha svolto l'intero pre-campionato con gli azzurrostellati e nelle gerarchie di Matrecano sembrava essere al primo posto, anche se però all'esordio contro il Bisceglie gli è stato preferito proprio Picone che invece era stato adattato centralmente nelle prime amichevoli vista l'assenza di difensori. Ora potrebbe essere arrivato per lui il momento del debutto (insieme a Maiorano ed Acampora è l'unico giocatore di movimento a non aver messo ancora minuti in campionato). Per lui sarebbe anche il debutto assoluto tra i professionisti.

Ma occhio alle quotazioni di Luca Piana, il rinforzo in extremis della Paganese per la zona centrale della retroguardia. L'ex Alessandria, giunto agli inizi di settembre, ha debuttato sabato sera andando ad occupare proprio la fascia destra rimasta senza proprietario dopo l'espulsione di Picone. Piana è un centrale e ha sempre giocato in quella posizione in carriera, anche se contro gli amaranto si è ben disimpegnato. L'unica volta in cui ha giocato da terzino (addirittura a sinistra) è stata nella passata stagione, quando vestiva la maglia dell'Alessandria, contro la Giana Erminio

Danilo Sorrentino - © Paganesemania - Riproduzione riservata

12.9.17

Ciceretti-Salernitana, ora sì. Ma va in granata da svincolato.


E' stato un mese senza dubbio particolare per Emmanuele Cicerelli. Trenta giorni in cui il confine fra sogno ed incubo è stato labile, con il suo futuro che sembrava sulle montagne russe. Esattamente un mese fa l'attaccante pugliese lasciava la Paganese per spiccare il volo verso la Serie B, spostandosi di qualche km più a Sud, a Salerno. Sin dai primi mesi dell'estate il futuro di Cicerelli era segnato, nel senso che il trasferimento alla Salernitana sembrava essere la chiusura naturale di un cerchio. 

In granata, però, per circa due settimane si è allenato come se fosse un calciatore "in prova", tanto che il contratto (quadriennale) firmato non era mai stato depositato in Lega dal club di via Allende. Sembrava una formalità, come ribadito da più parti, invece il tira e molla, anche tecnico con l'allenatore Bollini che avrebbe preferito altri rinforzi per l'attacco, si è protratto fino al 31 agosto, ultimo giorno di mercato. A Milano le dirigenze di Paganese e Salernitana hanno provato a trovare una soluzione, con i granata che avrebbero tentato di inserire il giocatore in diverse trattative, pensando anche ad un passaggio in prestito in Serie C. Invece nulla. A quel punto Cicerelli ha firmato la rescissione con la Paganese, per giunta mai comunicata dal club azzurrostellato, ed era finito svincolato, in modo tale da poter trovare un (nuovo) accordo con la Salernitana anche nei giorni successivi, in cui solo il mercato degli svincolati è ancora aperto. Uno status che ha conservato fino a qualche giorno fa.

OGGI LA FUMATA BIANCA - E così è stato. Oggi la Salernitana ha comunicato di aver perfezionato l’accordo con Emmanuele Cicerelli che già da questo pomeriggio si aggregherà al gruppo di Bollini e farà parte ufficialmente della rosa granata, dopo giorni di grande confusione. Il nuovo accordo - arrivato già nel fine settimana - siglato fra il giocatore e la Salernitana prevede l'ingaggio, ovviamente a parametro zero, per l'attuale stagione con opzione per il secondo e il terzo anno. Quindi un accordo diverso rispetto a quello che era stato firmato dalle parti appena un mese fa. Un ripensamento che ha fatto perdere tempo al giocatore.

Danilo Sorrentino - © Paganesemania - Riproduzione riservata

La partita del tifoso - Assente per cerimonia... E vissero tutti felici e contenti!

Per fortuna non mi capita spesso di mancare a una partita casalinga della Paganese. Nei limiti del possibile cerco di organizzare impegni, gite, pranzi e uscite varie, in modo che queste non pregiudichino la mia presenza al Torre. Sabato però non dipendeva da me, i due promessi sposi erano proprio convinti di fare il grande passo! E dire che ci ho sperato fino alla fine che cambiassero idea! Mica per me? Per il loro bene, ovviamente! Niente da fare…

A quel punto, non mi restava che sperare nei potenti mezzi della tecnologia. Armato di tablet e di codici di accesso, chiaramente "prestati" (parlo dei codici, il tablet l’ho pagato), mi ero convinto che sarei almeno riuscito a vederla la partita. Macché, quel maledetto pallino su sfondo nero continuava a girare e non si arrestava mai e quindi, nonostante una massiccia dose di "male parole" equamente assestate al titolare del locale, al tablet, al wifi, al router, al pallino che girava, a tutta la Mac, a Bill Gates e la sua progenie, non ho "ingarrato" a vedere un solo minuto intero di partita! A un certo punto passiamo in vantaggio e inizio così a rilassarmi e a godermi le ottime trofie ai frutti di mare che intanto si raffreddavano nel piatto. Il pareggio mi è comunicato da un fin troppo tempestivo commento sulla pagina ufficiale facebook della società e lì lo stomaco comincia a stringersi e addio voglia di mangiare. Ma è quando arriva l’orata, amici miei, che si è consumata la tragicommedia: magicamente il pallino si prende una pausa e sullo schermo compare il fermo immagine di Ciccio Scarpa che prende la rincorsa per quello che sembrava proprio un calcio di rigore! Un fitto e intenso doppio gioco di sguardi: da una parte Ciccio e il portiere avversario e dall’altraio e l’orata che sembrava osservarmi stranita, non capacitandosi del perché indugiassi tanto a mangiarla. Passa un minuto buono e Ciccio sta ancora lì, in quel che sembra un inappropriato gioco delle belle statuine. Anche l’orata è sempre lì, nel piatto, magari inizia a sperare di essere risparmiata. Il video riparte, Ciccio termina la sua corsa, impatta la palla e quel disgraziato, invece di svenire, para il rigore. Lo scoramento prende il sopravvento e non potendo prendermela con Scarpa, mi avvento sulla creatura immolata alla mia causa! Di più, non saprei dirvi, già non ci capisco niente quando la partita la vedo dal campo, figurarsi se azzardo una seppur vaga disamina dopo i due minuti di video che ho visto. L’unica cosa che mi sento di dire è che sicuramente Carcione avrà chiamato palla nell’occasione del gol preso: mi rifiuto di credere che l’errore l’abbia fatto il mio pupillo Picone. Cesaretti ha fatto un gran gol. Prendiamo questo punto con un sorriso: ci dà continuità e muove la classifica.

Veniamo alle note dolenti: devo denunciare una vera e propria intimidazione subita. Domenica mattina mi sono incontrato con gli amici tifosi, per il solito commento a freddo. Appena mi hanno visto, mi hanno immediatamente dettato il loro pensiero e mi hanno ordinato di riportarlo qui fedelmente, se proprio ci avessi tenuto ancora a scrivere per PaganeseMania. Denuncio, pertanto, questo vile atto e vi dico che difenderò la mia libertà di pensiero e, di conseguenza, quella di stampa. Questi episodi non mi piegheranno e non faranno di me un complice del malaffare e delle falsità gratuite!

Ecco il loro pensiero: la Reggina è una "scopatura" di squadra; il mister ha i due punti sulla coscienza, reo di aver cambiato Baccolo (uno dei migliori. Però qualcuno ha anche detto che stava ‘’ca segg’) con Scarpa; Carcione ha compatito Scarpa, nell’occasione del rigore e non si è neanche avvicinato al dischetto per batterlo, visto che il torrese si era già appropriato della palla; Cesaretti deve giocare attaccante centrale, al posto di Regolanti; Tascone è uno dei centrocampisti più forti della categoria ed è bravo nei cambi di gioco (non hanno detto esattamente così ma io credo di avere capito così). È vero, Tascone è bravo ma ‘addà passà ‘a pall’; che l’orata a ‘l’acqua pazza’ è assai più buona che fatta al forno (vabbuò, questo non ci azzecca); abbiamo assolutamente bisogno di due terzini; Gomis è l’unico ‘’co cereviell’ perché, verso la fine della partita, quando il pallone usciva e si preparava per la rimessa, indicava al raccattapalle di prendergli il pallone più lontano, per perdere tempo.

Sabato un’altra partita e altri tre punti in palio. Pazienza se per una volta a trionfare non è stata la Paganese. Stavolta a trionfare è stato l’amore. E vissero tutti, felici e contenti…

Alberto Maria Cesarano - © Paganesemania - Riproduzione riservata

Ripresi gli allenamenti in vista dell'Akragas.

Ieri pomeriggio gli azzurrostellati hanno ripreso gli allenamenti al Superga di Mercato San Severino, per preparare al meglio la trasferta siciliana di sabato contro l’Akragas.

Oggi doppia seduta, domani e giovedì pomeriggio, rifinitura venerdì e partenza.

Ufficio Stampa Paganese Calcio 1926 srl

11.9.17

Paganese-Reggina 1-1: finisce in parità una partita strana.


Nella foto, il rigore calciato da Scarpa e parato dal portiere reggino

di Nino Ruggiero

Finisce in parità una partita strana; tanto strana nel suo svolgimento, a doppia faccia, che non si può dire nemmeno che la Paganese – ridotta in dieci per l’espulsione di Picone – sia stata fortunata.
Due tempi, due partite. La prima, con una Paganese sfrontata, sbarazzina, votata all’offensiva, sicura di sé, persino spregiudicata e irridente. Una Paganese incredibile, da stropicciarsi gli occhi, quasi extraterrestre. Tiri verso la porta avversaria quanti ne volete, tanti, calci d’angolo uno appresso all’altro, forse il concentrato di due o più partite messe insieme; il tutto nei primi trentacinque minuti, conditi però da un solo gol, una rete magistrale messa a segno da Cesaretti con tiro a rientrare su splendido servizio dell’indiavolato Talamo.
Dopo di che, il buio. Un secondo tempo da incubo, condito da un gol letteralmente regalato all’avversaria di turno da uno svarione difensivo. Dopo il pareggio, riecco le paure, le incertezze, il dissolvimento tattico; una squadra timorosa, incerta, involuta nel gioco, proprio la brutta copia della squadra brillante e armoniosa della prima parte della gara.
C’è da dire – come enunciato dalla saggezza popolare – che chi è causa del suo male pianga se stesso. Perché? starete chiedendovi, soprattutto voi che la gara non l’avete vista. Ve lo dico io. Perché la Paganese di stasera, bella e impossibile nei primi trentacinque minuti di gioco, ha sprecato l’inimmaginabile nell’area di rigore avversaria; e nel calcio, soprattutto quando si domina il campo, bisogna essere spietati in zona gol. Quando sei martello, batti – si dice. E la Paganese ha colpito poco proprio quando doveva battere per stordire l’avversaria.
Massimiliano Favo dovrà lavorare molto, e non solo sotto l’aspetto tecnico, perché ci saranno da inculcare anche concetti psicologici. Non è concepibile, infatti, che nella stessa partita si possano avere cali di rendimento tanto preoccupanti, come accaduto stasera. Appuntamento a lunedì per un approfondimento con la rubrica “Così è, anche se non vi pare”.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com

La Paganese vista da...Nocera! - Che peccato, ma ora siamo una squadra.

Dopo l'esilio forzato e voluto della gara con il Cosenza, ho potuto apprezzare dal vivo la nuova Paganese di mister Favo che sta confermando le impressioni positive che avevo raccolto solo attraverso le sue dichiarazioni in sede di presentazione. Dissi, allora, che sarebbe servito il terzo indizio per valutarlo in maniera concreta, dopo la presentazione del suo ex vice Michele Califano ai tempi del Taranto, ed appunto alla sua presentazione. Il terzo indizio era quello più importante, quello del campo, che sino ad ora ha inciso in positivo. A Cosenza gara ordinata - secondo il giudizio di chi l'ha vista - con la giusta sofferenza e la cinica finalizzazione sotto rete, quella che purtroppo è mancata ieri con la Reggina, del poco rimpianto Maurizi, che con un pizzico di fortuna s'è potuto riprendere la sua misera rivincita. In casa Paganese ho visto una squadra brillante, che in attacco avrebbe potuto far male in ogni azione o ripartenza ma cosa più importante s'è vista una squadra che sapesse cosa fare con il pallone tra i piedi. In 15 giorni s'è vista la mano dell'allenatore, cosa che non avevamo avuto il piacere di apprezzare dopo un mese e mezzo con Matrecano. Una squadra che aveva una sua idea e fisionomia in mezzo al campo, corta, pronta a ripartire capace di saper mettere in difficoltà la difesa avversaria, sin quando la condizione fisica, ancora precaria, ha retto. Mister Favo ha parlato nel dopo gara proprio di "omogenietà" da raggiungere come obiettivo primario per avere una squadra capace di reggere tutti i novanta minuti. La Reggina ha avuto tutto confezionato dalla Paganese e portato a casa un punto che, per come s'era messa la partita, dopo l'espulsione di Picone, si poteva anche perdere in qualche mischia nel finale. Sarebbe stata una beffa che Maurizi non avrebbe meritato.

Una bella e frizzante Paganese per un tempo, tanto che tra i miei abituali amici e colleghi con cui seguo la partita ci domandavavo, scerzando, se questa Paganese fosse la stessa di 15 giorni prima. Certo in difesa c'è da registrare ancora qualcosa anche se Piana, al debutto, ha fatto una buona impressione e solo il tempo, altro nemico, può regalare al tecnico certezze e convinzioni. S'è mosso bene l'attacco con un super Cesaretti (che gol!), buona anche la prova di Talamo e Regolanti mentre deludente la prestazione di Negro che dal suo ingresso ha praticamente annullato il gioco offensivo della Paganese. Il giovane della Primavera del Napoli non ha destato una buona impressione, non riuscendo a fare quello che avrebbe voluto il tecnico. A quell'età e con l'occasione che ti si presenta l'erba, non perfetta del Torre, andava mangiata in lungo e largo. Per ultimo mi riservo di commentare il rigore di Scarpa. Lo perdoniamo, siamo in debito comunque con chi ci ha regalato tante emozioni e gol da favola. La voglia di sigillare il vantaggio forse l'ha tradito anche se quando è andato sul dischetto, ricordando come calcia i rigori, un brivido lungo la schiena mi ha pervaso. A Frosinone al 92' quattro anni fa chiusi gli occhi e andò bene perchè il portiere si spostò su un lato; questa volta, ricordando che li calcia sempre centrali, invece è andata male. Vai Ciccio, non fa niente avrai modo di rifarti, per favore però se calci un altro rigore, angola un po'.

Peppe Nocera - © Paganesemania - Riproduzione riservata

Paganese-Reggina 1-1: il Pagellone di PaganeseMania.

Talamo e Cesaretti indomabili, ingenuità clamorosa di Picone

GOMIS 6 - Ordinaria amministrazione per il portiere della Paganese che non è chiamato ad interventi particolari.

PICONE 4,5 - Comincia con grande piglio la partita mostrando una consapevolezza dei propri mezzi che non aveva mai fatto notare. Poi nella ripresa un suo sciaguarato passaggio orizzontale consente a De Francesco di rubare palla a Carcione e a Sciamanna di siglare il gol del pareggio con una conclusione dal limite dell'area. Per non farsi mancare nulla, lascia i suoi compagni in 10 uomini dopo un bruttissimo intervento su Solerio.

MERONI 6 - Buona prestazione per il giovane difensore che sta acquistando maggiore fiducia con il passare del tempo. Preciso e puntuale in ogni chiusura.

CARINI 6 - Sta affinando l'intesa con il compagno di reparto. È lui a guidare l'intera linea difensiva mantenendola molto alta in alcuni frangenti di gioco.

DELLA CORTE 5,5 - Le sue proiezioni offensive sono vane quando arriva sul fondo e non porta cross pericolosi in area. Deve crescere da questo punto di vista.

TASCONE 6 - Crea superiorità a centrocampo quando ha il pallone tra i piedi e cerca di allargare gli avversari con precisi e continui cambi di gioco. Cala un po' nella ripresa.

CARCIONE 5,5 - Troppo molle in occasione del gol del pareggio e non riesce ancora a dare geometrie alla squadra. Però in mezzo al campo si fa sentire da vero capitano in ogni occasione utile.

BACCOLO 5,5 - Un po' in ombra in fase di possesso, forse perché troppo impegnato nel marcare ad uomo Mezavilla in fase di non possesso.

TALAMO 6,5 - Pressa come un forsennato i difensori avversari rubando in più di un'occasione il pallone. Purtroppo non sempre riesce a concretizzare questi recuperi in occasioni importanti, e quando ci riesce è impreciso. Suo l'assist per Cesaretti. Dimostra grande spirito di sacrificio quando si abbassa sulla linea di centrocampisti in 10 contro 11.

REGOLANTI 6 - Si muove tanto nella prima mezz'ora per ricevere palloni e per attaccare l'area e in un'occasione impegna Il portiere amaranto. Sta crescendo dal punto di vista sia fisico che tattico. Stremato, lascia il posto a Negro.

CESARETTI 6,5 - Porta in vantaggio gli azzurrostellati con un preciso tiro a giro che non lascia scampo a Cucchietti. Tanta qualità al servizio della squadra. Amareggiato per non aver tirato il rigore del possibile 2-1.

SCARPA 5 - I presenti allo stadio erano già pronti a celebrare il ritorno al gol al Marcello Torre dello storico numero 10. Ma il calcio di rigore è troppo centrale per il portiere amaranto che non ha difficoltà nel respingerlo. L'errore dal dischetto condiziona la sua prestazione.

NEGRO 5,5 - Entra e tocca pochissimi palloni. Prova a lottare con i difensori avversari, anche se non sempre riesce a far salire la squadra.

BENSAJA 6 - Fa rifiatare Tascone e si posiziona al fianco di Carcione nel 4-4-1 finale.

PIANA 6 - Arrivato solamente venerdì scorso, si piazza sulla fascia destra lasciata libera da Picone nonostante lui sia un difensore centrale.

FAVO 6 - La squadra comincia a prendere una propria fisionomia anche se deve migliorare sotto il profilo del gioco. E nella condizione atletica, dato che nel secondo tempo, inferiorità numerica a parte, la Paganese ha accusato un vistoso calo fisico. Ma il primo tempo è confortante.

da www.paganesemania.it